Su Allegri e il bel gioco

di Riceviamo e Pubblichiamo |

allegri centrocampo

Grazie o a causa dell’indubbia ascesa del Napoli di Sarri, questa è stata la stagione in cui la diatriba sul bel gioco è stata più accesa e sentita che mai tra i tifosi bianconeri su forum e social, ma non solo.
Nell’ultimo mese infatti si è esposto realmente per la prima volta il diretto interessato, Max Allegri, purtroppo il fatto che sia avvenuto sempre a seguito di partite tiratissime, nel finale di stagione più duro del suo ciclo ha fatto si che i suoi interventi risultassero simili ad un disco fatto partire ogniqualvolta si fosse in odore della domanda più temuta ed inflazionata della stagione.

Questo ha impedito di analizzare una componente fondamentale ed imprescindibile del bel gioco, ovvero l’intesa fra i giocatori.

Duetti, triangoli, veli, lanci a occhi chiusi, inserimenti calcolati al millesimo nascono, prima ancora che sulla lavagna del mister, nella testa dei giocatori che si abituano a giocare con i propri compagni, ognuno con i propri punti di forza ed unicità, non è dunque sorprendente notare che le squadre meritatamente lodate negli ultimi anni per la bellezza del proprio gioco, ovvero il Napoli di Sarri e le squadre di Guardiola (a partire dal capostipite Barca), si siano distinte per un utilizzo della rosa limitato agli undici titolari ed un massimo di 2-3 comprimari, oltre alla poca incisività degli innesti di mercato a causa della paura, o non necessità, di “rompere il giocattolo”.

bel gioco

Da qui si arriva alla Juventus che da Berlino in poi ha avuto l’obbligo morale di lottare per il triplete, con conseguente obbligo di gestire nel corso della stagione, tra turn over e infortuni, una rosa più vicina ai 18-20 elementi, con un livello qualitativo complessivo soddisfacente raggiunto solo nel corso di questa stagione (ricorderete Sturaro e Lemina esterni alti del 4231).

È dunque comprensibile che il modo di giocare della squadra non sia cucito su misura alle caratteristiche di un determinato elemento od oliato alla perfezione, ma sia più affidato alla qualità ed alla creatività del singolo interprete che si trova ad occupare il campo in quella determinata partita, e non è allo stesso modo sorprendente che i migliori sprazzi di bel gioco della Juventus nascano dalle combinazioni tra Higuain e Dybala, ovvero i due che più di frequente fanno coppia in attacco (a scanso di infortuni) e raramente sono vittime del turnover , permettendogli di formare un intesa che non è sempre stata così scontata.

di Daniele Siena