Allegri e l’allenamento aperto: ritmo, ampiezza e calzolai

di Milena Trecarichi |

In vista di Juve-Milan, la società bianconera ha aperto le porte dell’allenamento odierno alla stampa e ai tifosi.
Allenamento che ha avuto inizio con il classico discorso tenuto da Massimiliano Allegri alla squadra. Presente alla Continassa anche lo Stato Maggiore della Juventus: Cherubini, Arrivabene e anche il Presidente Agnelli.

Partendo dal presupposto che ciò che si vede negli allenamenti open, rappresenta forse l’1% del lavoro che c’è dietro alla preparazione di una partita, gli spunti dell’allenamento odierno si possono brevemente riassumere in cinque punti:

1. Lavoro sulla fase di possesso e la circolazione della palla della squadra in proiezione del 3+1 del Milan

2. Aggressione degli spazi e smarcamento (“Se il pallone non è ancora arrivato e io mi smarco e poi mi fermo, lui mi passa la palla e lui me la prende“) martellando in modo particolare Chiesa, con il quale si è spesso fermato a parlare, e Kulusevski, in particolare sui movimenti senza palla.

3. Ampiezza, la necessità di allargare il gioco (“Usiamo tutto il campo!“)

4. Il ritmo e l’intensità, sin qui tasti dolenti della squadra e fondamentali da migliorare necessariamente anche e soprattutto, in vista del Milan.

La vittoria contro il Malmö è stata utile per cominciare bene nel girone di Champions League e per ridare un minimo di serenità alla squadra, ma contro i rossoneri il livello della prestazione e la soglia dell’attenzione dovranno inevitabilmente aumentare.

 

5. Infine, un tasto su cui l’allenatore ha cercato di battere con la squadra, è stato quello di memorizzare i movimenti dei compagni e di percepire, individuare il momento giusto per passare il pallone (“Non vi chiedo di fare la maratona, ma di capire il momento giusto per passare il pallone“).

6. Non manca poi la classica battuta di Allegri per stemperare la tensione: ad un tentativo mal riuscito di colpo di tacco da parte di Kean, il mister ha urlato così: “Kean? Cosa fai, il calzolaio?”

Allegri, offre alla squadra degli spunti, ma poi sta alla capacità tecnica e cognitiva dei giocatori fare il resto.
Intuito, capacità cognitiva, concentrazione, precisione e pulizia tecnica, questo è il credo calcistico di Allegri. Oltre al lavoro sul campo, focus anche sull’aspetto mentale, con l’allenatore bianconero apparso particolarmente carico nello strigliare ripetutamente la squadra anche a favore dei tifosi presenti che hanno salutato i giocatori con tanti applausi.