Se guardo alla tecnica e alla tattica

di Vittorio Aversano |

L’arrivo di CR7 ha scatenato le più variegate ipotesi tecnico-tattiche funzionali al miglior inserimento del campionissimo nel telaio Juve, tutte concordi sulla logica premessa che lo schieramento e le consegne debbano tendere alla massima valorizzazione e resa di questa incredibile risorsa in attacco: avendo bene a mente i precedenti risultati personali e di squadra di Ronaldo, e considerando anche la sua evoluzione da ala a centravanti, ritengo per nulla plausibile pensare di poter raggiungere i prestigiosi obiettivi stagionali prescindendo da una sua costante raffica di gol. E, del resto, ogni soluzione diversa parrebbe come uno spreco immane.

Personalmente, credo che l’unico, concreto rischio che si possa materializzare per Ronaldo sia quello di non ricevere, specie in Europa, quegli adeguati e ripetuti rifornimenti che Marcelo, Carvajal, Modric, Kroos, Benzema, Isco e Bale assicuravano per sostenere il suo strabiliante score. Ma la Juventus è dotata comunque di un’eccellente rosa che, pur non equivalendo quella dei galacticos, può validamente supportarlo, se Allegri riuscirà a disporli in campo in modo efficace: l’arrivo del maturo fuoriclasse portoghese incrementa spaventosamente il livello complessivo della squadra, ma i giocatori sono (per ora) quelli dell’anno scorso (con un anno di più) e non sono diventati di colpo dei fenomeni per osmosi.

C’è, quindi, chi ipotizza un attacco a tre, con CR7 centrale e libero di svariare sul fronte d’attacco con il supporto arretrato di Dybala e Costa; chi sostiene un attacco a due, con CR7 centravanti e Dybala come seconda punta oppure Mandzukic, a creare in ampiezza quei varchi che, a suo tempo, Benzema apriva per il portoghese. Chi, ancora, riesuma – con minor convinzione – il 4231, con Ronaldo unica punta.

Al di là dei moduli che impiegherà Allegri, conterà – come sempre – l’equilibrio e la compattezza di squadra, che dipenderà anche dal divieto di chiedere a CR7 di svolgere anche quegli ingrati, pur necessari, compiti di ripiegamento in fase di non possesso che, negli anni scorsi, hanno svolto Mandzukic, su tutti, ma anche Higuain e Dybala. Inoltre, non si può non tener conto del consueto rischio di calo di rendimento che comporta, specie i primi mesi, la stagione post mondiale per chi, come il croato (ma anche Matuidi) ha sostenuto un gravoso impegno psico-fisico fino allo scorso 15 luglio e, rivestendo un ruolo primario nell’assistenza fisica al centrocampo, potrebbe non impiegare già da subito la tradizionale abnegazione.

Salvo che Mandzukic o Dybala possano validamente sostituire Ronaldo al centro dell’attacco nelle rotazioni stagionali, parrebbe più prudente assicurarsi una prima punta di riserva. Infatti, qualora dovessero effettivamente partire Higuain e Pjaca, la rosa verrebbe numericamente depauperata di un asset offensivo rispetto all’anno scorso: già soltanto la prossima tournée statunitense metterà a nudo le defezioni in attacco dove, in assenza dei nazionali, è arruolabile il solo Bernardeschi e si dovrà verosimilmente attingere alla Primavera. Lo stesso Kean sembra essere un’ulteriore pedina di mercato, mentre riportare Morata a Torino permetterebbe di disporre di un centravanti di movimento, progressione e grande tecnica, da poter schierare in quasi tutte le posizioni del fronte offensivo.

Altro elemento da mettere in conto – ma su cui certamente la Juventus non ha bisogno di consigli – sarà quello di riuscire a bilanciare la forte personalità di CR7 con la rigida disciplina degli Agnelli e l’autorità tattica di Allegri, che dovrà comunque essere l’unico a decidere (assumendosene le responsabilità) se e quando Ronaldo potrà giocare e in quale posizione, con buona pace mia e di quanti non dovessero concordare con le sue scelte; così come dovrà essere Ronaldo ad eseguire le disposizioni del suo allenatore, per non creare fratture di spogliatoio in stile Dani Alves (ma qui non dovrebbe esserci rischio, visto che il portoghese sembra di ben altro spessore).

A centrocampo, il ruolo di Pjanic resta decisivo. Con la (mia) consueta premessa che il bosniaco non è il miglior interprete della parte del regista arretrato, e ragionando con un centrocampo a tre, l’ingresso di Emre Can, esperto argine davanti alla difesa, potrebbe (e, ribadisco, dovrebbe) riportare il bosniaco al naturale e ben conosciuto ruolo di mezzala, che ne ha fatto la fortuna al punto di condurlo a Torino e gli consentirebbe nuovamente di rendersi pericoloso negli ultimi venti metri, anche per meglio servire i compagni di attacco. Bentancur a destra sarebbe in grado di proteggere le discese del terzino, con maggior dinamismo rispetto a Khedira che, al momento, devo relegare a riserva (di lusso). Ritengo che avrà più chances Matuidi, pur centellinabile nei primi mesi a causa delle fatiche mondiali, per la qualità e quantità dimostrate anche in questa competizione, e la centralità tattica che ha nel gioco di Allegri, potendo coprire anche la fascia. In un’eventuale mediana a due, sia Emre Can-Matuidi, sia Emre Can-Khedira, sia Emre Can-Bentancur appaiono in grado di sostenere il maggior peso in attacco, con la mia personale esclusione di Pjanic da questo scenario, per l’assenza della richiesta fisicità, e l’evidente imprescindibilità del mediano di origini turche.

Come dicevo, proprio la crescita di Bentancur, miglior giovane del Mondiale fino all’esplosione di Mbappé, consentirà di non perdere in qualità e fisicità nelle varie disposizioni in campo, anche e soprattutto se posizionato come vertice basso. L’eventuale ritorno (da sogno) di Pogba (al netto delle personali riserve sulla continuità di rendimento di questo magnifico calciatore) renderebbe il reparto il più forte d’Europa e consentirebbe (non solo di dare respiro a Mandzukic e riportarlo al centro dell’attacco, ma anche) di incrementare sia la superiorità numerica in dispiegamento, sia le verticalizzazioni e le rifiniture per il letale trio di attaccanti; e questo, per me, anche in caso della contemporanea cessione di Pjanic che, a quel punto, non costituirebbe una perdita irreparabile.

In difesa, l’introduzione di Caldara, giovane che mi pare anche più dotato caratterialmente rispetto al partente (?) Rugani, e il nuovo ruolo di Chiellini capitano, con il back-up di Barzagli e Benatia, assicurano centralmente una copertura completa di repertorio. Godin recherebbe certamente un plus per qualità, esperienza e leadership, anche al posto di Benatia (che pure tratterrei). Sulla corsia destra, la notevole precisione di Cancelo nel fornire svariati tipi di cross sia da fermo sia in movimento, unita al suo dinamismo nel dribbling e all’ottimo tocco di palla, si alterna alla compassata concretezza di De Sciglio, che la logica vorrebbe si accomodasse in panchina; sulla sinistra, fermo Spinazzola ai box per diversi mesi, resta da sciogliere il nodo di mercato relativo ad Alex Sandro, che potrebbe con CR7 recuperare stimoli e verve ormai sopiti da troppo tempo, anche se la sua eventuale sostituzione con Marcelo, miglior terzino sinistro al mondo e partner ideale di CR7, rappresenterebbe un upgrade cui non si può nemmeno pensare di rinunciare. Altrettanto non potrei dire se arrivasse il modesto Darmian, perché questo tipo di acquisto aprirebbe una voragine qualitativa rispetto agli altri reparti e all’indolente brasiliano, jolly o non jolly.

In conclusione, se – come appare dalla strategia societaria – la riconferma di Allegri e l’acquisto di CR7 fondano la prospettiva di un mercato incentrato su un immediato tentativo di conquista della Champions League, credo che la squadra, per esprimere pienamente il potenziale attuale, necessiti di non perdere due pedine numericamente (Rugani) e qualitativamente (Higuain) importanti per garantire varietà di soluzioni al gioco che CR7 dovrà finalizzare; qualora ciò dovesse accadere, sarà davvero necessario effettuare nuovi acquisti, anche in zone non presidiate dai partenti, come il centrocampo, per evitare di tramutare l’acquisto del secolo in un’arma a doppio taglio. La mia impressione è che l’acquisizione di Ronaldo sia comunque slegata dall’ordinario calciomercato della Juventus e, quindi, non debba per forza essere coperta da cessioni particolarmente illustri: per quanto ci è dato sapere, è immotivato pensare che la Juventus, per sostenere questa operazione, che da sola la proietta nuovamente tra le prime squadre al mondo, abbia messo in conto di impoverire contestualmente i restanti reparti. Al contrario, quale che sia l’esito del calciomercato, ci sono già ora tutti gli elementi per osservare, ragionevolmente, un miglioramento tecnico radicale al punto che CR7 potrebbe persino portare certi nostri giocatori (…) a diventare finalmente dei grandi professionisti.

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