Alieni, supereroi, vecchie fiamme: guida all'urna di Nyon

di Alex Campanelli |

quarti champions

E’ tempo che l’amarezza e lo sconforto per  aver gettato alle ortiche il primo posto nel girone di Champions League lascino spazio all’accettazione e alla consapevolezza: la Juventus non sarà tra le teste di serie del sorteggio di Nyon per gli ottavi di finale della massima competizione europea. Ciò significa che Max Allegri e i suoi potrebbero incontrare già a febbraio alcune tra le migliori squadre del mondo, ma non deve assolutamente portarci a pensare che saremo in ogni caso spacciati. Anzi, con ogni probabilità saranno le avversarie a sperare che Gianni Infantino non estragga la pallina contenente la scritta “Juventus FC”, ovvero la squadra vicecampione d’Europa.

Di seguito illustreremo, in maniera rapida ma piuttosto completa, le possibili avversarie della Juve negli ottavi di finale. Breve presentazione, uomini chiave, il cammino in Champions fin qui; in pratica, tutto ciò che dovete sapere sulle 7 potenziali rivali europee.

Gruppo A – Real Madrid

Il caso Cheryshev che ha comportato l’eliminazione dalla Coppa del Re, le contestate scelte di Rafa Benitez, il pesantissimo KO interno nel clasico: tutto scompare quando le merengues sentono la musichetta della Champions. In Europa i madrileni sono stati quasi perfetti, passeggiando su Malmoe e Shakhtar e regolando il Psg al Bernabeu in maniera abbastanza casuale, grazie alla topica del portiere dei parigini Trapp. Non fanno quasi più notizia, anche se dovrebbero, gli 11 gol in 6 partite (fate un po’ voi la media…) di Cristiano Ronaldo; la novità è rappresentata da una difesa battuta solo tre volte, peraltro sempre nel 4-3 in casa dello Shakhtar, dopo il perentorio 4-0 del primo tempo. Benitez ha rilanciato Varane, in ombra durante la gestione Ancelotti, e valorizzato il canterano Nacho, ritrovandosi in casa due centrali difensivi di sicuro affidamento da alternare a Pepe e Ramos, seguendo la sua ormai nota logica del turnover forsennato. Diametralmente opposto il discorso riguardante il fronte offensivo: soltanto Benzema è riuscito a esprimersi sui suoi livelli, i vari Bale, James Rodriguez e Isco, non certo gli ultimi arrivati, hanno tutti chiuso la fase a gironi con 0 reti all’attivo.
Solidità difensiva al potere e Ronaldocentrismo assoluto: i dettami di Rafa sono ben chiari.

Come si è qualificato:

Real Madrid – Shakhtar Donetsk 4-0 (Benzema, Ronaldo x3)
Malmoe – Real Madrid 0-2 (Ronaldo x2)
Paris Saint-Germain – Real Madrid 0-0
Real Madrid – Paris Saint-Germain 1-0 (Nacho)
Shakhtar Donetsk – Real Madrid 3-4 (Ronaldo x2, Modric, Carvajal)
Real Madrid – Malmoe 8-0 (Ronaldo x4, Benzema x3, Kovacic)
Gruppo B – Vfl Wolfsburg

L’ultima drammatica gara del girone, contro il Manchester United alla Volkswagen Arena, ha regalato ai Lupi di Germania un inaspettato primo posto in un raggruppamento davvero equilibratissimo. Mentre in Bundesliga Hecking e i suoi sono ormai lontani dalla vetta della classifica, nonostante una rosa tra le migliori del lotto, in Europa i verdi non hanno fatto prigionieri, soprattutto in casa dove hanno messo a segno 6 reti subendone soltanto 2, nella già citata partita con lo United. Le stelle della squadra sarebbero l’oggetto dei desideri bianconeri Draxler e l’ex Chelsea Schurrle, ma a trascinare la squadra in Champions sono stati uomini insospettabili quali il centrale difensivo Naldo, che in molti ricorderanno con la maglia del Werder Brema e che ha incredibilmente sancito l’eliminazione dello United con una doppietta, e il duttile e mobilissimo Max Kruse. Arrivato in estate dal Borussia Moenchengladbach per appena 12 milioni di euro, il 27enne tedesco è capace di giostrare in tutti i ruoli offensivi e si è rivelato il vero ago della bilancia per il Wolfsburg. Meritevoli di menzione anche l’ex Bayern Luiz Gustavo, uomo di equilibrio di Hecking, e il terzino sinistro Ricardo Rodriguez, meno esplosivo dello scorso anno ma comunque tra i migliori esterni difensivi mancini in circolazione.
Individualità di spicco, organizzazione e fantasia dalla cintola in su, questa è la ricetta con la quale i Lupi proveranno a stupire anche nella fase a eliminazione diretta.

Come si è qualificato:

Wolfsburg – CSKA Mosca 1-0 (Draxler)
Manchester United – Wolfsburg 2-1 (Caligiuri)
Wolfsburg – PSV Eindhoven (Dost, Kruse)
PSV Eindhoven – Wolfsburg 2-0
CSKA Mosca – Wolfsburg 0-2 (autogol, Schurrle)
Wolfsburg – Manchester United 3-2 (Naldo x2, Vieirinha)

 

Gruppo C – Atletico Madrid

Cambiano uomini, moduli e tattiche, non cambia l’incredibile voglia di vincere e il rendimento dei Colchoneros di Diego Pablo Simeone, ormai una semidivinità al Vicente Calderon. Se confrontiamo l’11 titolare dell’ultima gara dell’Atletico con quello della finale di Champions di un anno e mezzo fa, notiamo ben  6 facce nuove su 11, più Filipe Luis tornato all’ovile dopo la fallimentare esperienza al Chelsea. Partito il totem Diego Costa, a raccoglierne l’eredità non sono stati il figliol prodigo Fernando Torres o i sin qui deludenti Vietto e Jackson Martinez, ma un giocatore totalmente diverso come Antoine Griezmann. Arrivato a Madrid da ala e trasformatosi gradualmente in attaccante centrale, il franco-spagnolo è letale quando può inserirsi negli spazi e liberare il suo sinistro al fulmicotone,e ha già messo a segno 4 reti in 6 gare di coppa. Oltre alle istituzioni Koke e Godin, incuriosisce la crescita del classe ’94 Saul Nìguez, poliedrico centrocampista centrale bravo tanto nel palleggio quanto nell’interdizione e negli inserimenti. Appena 2 punti sotto il Barcellona in Liga, in Champions l’Atleti ha chiuso in testa a un girone non particolarmente complesso, cadendo solo contro un Benfica non troppo brillante e avendo vita facile contro Astana (comunque capace di bloccare i biancorossi sullo 0-0 in Kazakistan) e Galatasaray.
Come ogni anno, non sarà facile per nessuno buttar fuori la band del Cholo; se l’urna di Nyon dirà Atletico, prepariamoci a due gare intensissime e dall’esito incerto.

Come si è qualificato:

Galatasaray – Atletico Madrid 0-2 (Griezmann x2)
Atletico Madrid – Benfica 1-2 (Correa)
Atletico Madrid – Astana 4-0 (Saul, Jackson Martinez, Oliver Torres, autorete)
Astana – Atletico Madrid 0-0
Atletico Madrid – Galatasaray 2-0 (Griezmann x2)
Benfica – Atletico Madrid 0-2 (Saul, Vietto)

 

Gruppo E – Barcellona

E dire che l’inizio di stagione aveva fatto ben sperare: la sconfitta contro l’Athletic Bilbao in Supercoppa di Spagna e la più che rocambolesca vittoria in quella Europea contro il Siviglia, unite a qualche passo falso in campionato, ci avevano fatto credere che il Barcellona fosse tornato sulla terra. In realtà gli alieni, perdonateci il termine così abusato, con la casacca blaugrana avevano semplicemente bisogno di ricaricare le pile: quando la truppa di Luis Enrique è tornata a divertirsi e ha smaltito i veleni  della sindrome da pancia piena post-triplete, non ce n’è stato più per nessuno. In Europa i catalani non hanno commesso veri e propri passi falsi, il pareggio di Roma è ascrivibile più a una congiunzione astrale sfavorevole che ad altro (come dimostrato dalla gara di ritorno) mentre il pari col Bayer è arrivato a giochi ormai conclusi. I protagonisti sono gli stessi dell’infausta notte di Berlino: ter Stegen tra i pali, Mascherano a guidare una retroguardia ottima ma meno imperforabile dello scorso anno, Rakitic sempre più leader della mediana dopo l’addio di Xavi e il trio da incubo là davanti, quel Messi-Suarez-Neymar che potrebbe finire sul vocabolario come un’espressione unica, alla voce “illegalità”. La rosa ristretta dello scorso anno? Acqua passata, dato che Enrique ha recuperato appieno Vermaelen per la retroguardia e a gennaio potrà contare su due rinforzi niente male come Arda Turan e Aleix Vidal, esterno per tutte le stagioni proveniente dal Siviglia. Punti deboli? La cabala, dato che nessuno finora ha mai vinto la Champions League per due volte di seguito, e la già citata pancia piena, dato che anche chi proviene da pianeti sconosciuti tende a sbagliare una o due partite ogni 10, soprattutto in seguito a un’annata ricca di vittorie.
Nel dubbio, propenderemmo per incontrarli il più in là possibile.

Come si è qualificato:

Roma- Barcellona 1-1 (Suarez)
Barcellona – Bayer Leverkusen 2-1 (Sergi Roberto, Suarez)
BATE Borisov – Barcellona 0-2 (Rakitic x2)
Barcellona – BATE Borisov 3-0 (Neymar x2, Suarez)
Barcellona – Roma 6-1 (Suarez x2, Messi x2, Piqué, Adriano)
Bayer Leverkusen – Barcellona 1-1 (Messi)

 

Gruppo F – Bayern Monaco

Terzo e probabilmente ultimo anno della rivoluzione guardiolista in quel di Monaco; Pep ha portato una vagonata di novità dal punto di vista tecnico e tattico, moduli estremamente fluidi nei quali Alaba può fare il terzo di difesa e Robben il quinto di centrocampo, ma al momento del salto di qualità definitivo in Europa la squadra si è sciolta come neve al sole. La solita carrellata di infortuni, non ha impedito ai monegaschi di dominare un girone per niente facile, nel corso del quale quale gli uomini di Pep sono inciampati solo all’Emirates contro l’Arsenal. La tenuta difensiva, sotto accusa nella scorsa stagione, si è rivelata ottima con sole 3 reti subite; merito della crescita di Alaba dal punto di vista difensivo e della restituzione di Lahm all’antico ruolo di terzino, ma anche della corsa e dell’intelligenza del “nostro” Arturo Vidal, subito diventato un perno della mediana. In avanti, per sopperire alle ormai abituali assenze di Robben e Ribery (2 presenze in Champions per l’olandese, una soltanto per il francese), è stato acquistato Douglas Costa: numeri da giocoliere ma anche un’elevatissima efficacia, come sapientemente inculcatogli dal maestro Lucescu allo Shakhtar. Con Costa, Xabi Alonso, Gotze e l’altro ex bianconero Coman a inventare, uniti alla tremenda capacità di finalizzazione di Lewandowski e Muller, andare in gol per il Bayern è sin troppo facile anche senza Ribery e Robben.
Offensivo, sì. ma con più equilibrio che in passato: assieme al Barcellona è probabilmente la squadra più pericolosa del lotto.

Come si è qualificato:

Olympiacos – Bayern Monaco 0-3 (Muller x2, Gotze)
Bayern Monaco – Dinamo Zagabria 5-0 (Douglas Costa, Lewandowski x3, Gotze)
Arsenal – Bayern Monaco 2-0
Bayern Monaco – Arsenal (Lewandowski, Muller x2, Alaba, Robben)
Bayern Monaco – Olympiacos 4-0 (Douglas Costa, Lewandowski, Muller, Coman)
Dinamo Zagabria – Bayern Monaco 0-2 (Lewandowski x2)

 

Gruppo G – Chelsea

L’allucinante quattordicesimo posto in classifica dei campioni d’Inghilterra non sembra aver scalfito le certezze di Mourinho in Champions League, dato che il Chelsea 2015/16 in versione europea è praticamente identico a se stesso e a tutte le squadre di Mou: un gioco difficile da definire divertente, interpreti di livello pronti a sacrificarsi quando necessario e nessun margine d’errore quando c’è assolutamente bisogno di vincere, possibilmente con un po’ d’aiuto da parte della dea bendata (vedi l’autorete di Marcano nell’ultima gara del girone contro il Porto). L’infortunio di Courtois non ha impedito alla retroguardia dei Blues di risultare la meno battuta della fase a gironi al pari di, tra le altre, Real e Juve: l’ottimo Begovic ha sostituito adeguatamente il collega belga, davanti a lui Terry e Cahill si sono alternati con uno Zouma in rampa di lancio, anche se non ancora immune da qualche evitabile amnesia. Tolte le gare col fanalino di coda Maccabi, non a caso peggior squadra della Champions con 0 punti, in avanti il Chelsea si è limitato al minimo sindacale: Hazard e Diego Costa per ora sono lontani parenti dei trascinatori dello scorso anno, a togliere le castagne dal fuoco ci hanno pensato il brillante Willian (già 5 gol in coppa per il brasiliano) e le tante mischie create sugli sviluppi dei calci piazzati. Nessuno dei giocatori arrivati in estate, da Baba a Falcao passando per Pedro e il giovane Loftus-Cheek, ha finora reso secondo le attese. Un po’ poco se si vuole far strada in Europa, abbastanza  se in panchina si ha José Mourinho, un uomo che coi fichi secchi è abituato a far nozze, cerimonia e luna di miele. Se poi dovessero svegliarsi i vari Hazard e Oscar…

Come si è qualificato:

Chelsea – Maccabi Tel Aviv 4-0 (Willian, Oscar, Diego Costa, Fabregas)
Porto – Chelsea 2-1 (Willian)
Dinamo Kiev – Chelsea 0-0
Chelsea – Dinamo Kiev 2-1 (autorete, Willian)
Maccabi Tel Aviv – Chelsea 0-4 (Cahill, Willian, Oscar, Zouma)
Chelsea – Porto 2-0 (autorete, Willian)

 

Gruppo H – Zenit San Pietroburgo

Ricordate lo Zenit a due facce, tanto dominatore in patria quanto timido e impacciato in Europa? Lo Zenit eliminato alla fase a gironi nella scorsa stagione e umiliato da Austria Vienna e Borussia Dortmund in quella precedente? André Villas-Boas ha fatto piazza pulita dei blocchi psicologici della squadra in campo internazionale e, aiutato da un girone non proprio di ferro, ha ottenuto la qualificazione con 5 vittorie in 5 partite, chiudendo con l’ininfluente sconfitta a Gent col primo posto ormai in ghiaccio. A guidare la rivoluzione assieme al tecnico portoghese è stato il brasiliano Hulk, mai così decisivo con la maglia dei russi: cannoniere, assistman e vero e proprio uomo squadra, il numero 7 dal mancino devastante sembra tornato quello dei tempi di Oporto. Merito anche dello spostamento dal centro dell’attacco alla fascia destra del campo, ora che in avanti giostra la rivelazione Dzyuba, autore di 6 gol in 6 partite. Un impianto offensivo, completato da Shatov e dal capitano Danny, ben supportato dai rocciosi Witsel e Javi Garcia, posti a protezione di una difesa non sempre perfetta, nella quale spiccano l’efficacia di Criscito in entrambe le fasi e i muscoli e i centimetri di Lombaerts e Garay.
Senza troppi giri di parole, e nonostante le vittorie in serie nella fase a gironi, lo Zenit appare la squadra meno attrezzata per far strada nella competizione, ma ha armi che possono far male se sottovalutate, e andare a giocarsi la qualificazione in Russia non è mai semplice.

Come si è qualificato:

Valencia – Zenit 2-3 (Hulk x2, Witsel)
Zenit – Genk 2-1 (Dzyuba, Shatov)
Zenit – Lione 3-1 (Dzyuba, Hulk, Danny)
Lione – Zenit 0-2 (Dzyuba x2)
Zenit – Valencia 2-0 (Shatov, Dzyuba)
Gent – Zenit 2-1 (Dzyuba)