Alex Sandro va considerato una certezza difensiva?

di Sergio Sersim |

Al culmine di una settimana horribilis nei risultati e nelle prestazioni, è tempo di rifugiarsi nelle certezze. Una di queste risponde al nome di Alex Sandro, giocatore che sta vivendo un’annata positiva, arricchita da un rinnovo di contratto che sembrava ormai utopico. Un aspetto sul quale tutti sembrano essere concordi è il grande apporto difensivo che il brasiliano sta garantendo fin dalla prima giornata. In molti si sono lasciati andare a un liberatorio “finalmente”.

Sembra ormai lontana la passata stagione, non brillante ma nemmeno disastrosa come in molti si affrettarono a bollare. Vuoi perché la squadra giocava male, vuoi perché Matuidi e Mandzukic non erano i partner ideali per creare una catena di sinistra temibile, vuoi perché l’idea di un trasferimento può averlo attirato e condizionato, ogni settimana le sue prestazioni venivano giudicate insufficienti anche quando, pur non catturando l’occhio, si era mosso bene nell’arco dei novanta minuti. Si arrivò addirittura a metterlo in competizione con Asamoah, giocatore che non aveva più nulla da offrire se non, sulla carta e forse solo lì, una maggior attenzione difensiva rispetto a un talento “distratto”.

Ma veniamo alla stagione attuale: se una ritrovata incisività in fase offensiva è ben rappresentata dal numero di key passes (29 fino a questo momento, contro i 27 della scorsa annata) e dai dribbling riusciti (21 per lui, 39 per Cancelo), esiste un dato che dimostri inequivocabilmente la crescita difensiva di Alex Sandro? Quel “finalmente” iniziale ha ragione di esistere?

Guardando le statistiche del brasiliano, sembrerebbe di no. I palloni recuperati sono 1.5 ogni novanta minuti, in linea con la stagione passata e inferiori ai 2.2 e i 2.7 che recuperava nei primi due anni di Juventus. In occasione del rinnovo di contratto, la società lo ha elogiato con una serie di statistiche strabilianti, tra le quali figurano ben 724 palloni recuperati in quattro anni, elevandolo a giocatore leader in questa speciale classifica. I contrasti vinti sono 2.6 ogni partita, rendimento perfettamente stabile in tutte e quattro le stagioni disputate a Torino. Anche i duelli aerei vinti sono rimasti costanti negli anni.

Insomma, i numeri ci suggeriscono in maniera poco velata che ci troviamo di fronte a un giocatore tanto temibile in fase offensiva quanto solido e affidabile nella nostra metà campo. Numeri talmente costanti che obbligherebbero a pensare che il ragazzo fosse già  abile in fase difensiva al momento del suo acquisto nell’Agosto del 2015. Sicuramente qualcuno sarà scettico al riguardo, ma in verità si presentò alla Juve con una statistica tanto curiosa quanto rivelatrice: miglior giocatore della precedente Champions League per quanto riguarda tackles e palloni recuperati. In questa classifica stilata da WhoScored figurava sopra nomi altisonanti come Arturo Vidal e Casemiro, probabilmente i migliori mastini degli ultimi anni.

La sensazione è che con il nativo di Catanduva si sia caduti nella più facile delle trappole, ovvero il pregiudizio. Qualche disattenzione (con la conseguente necessità di capire che alla Juve anche un solo errore ti viene fatto pesare), qualche rigore concesso per la foga di mettere la gamba (stile Caceres), qualche errore di squadra che è ricaduto su di lui hanno fatto pensare che il ragazzo non fosse affidabile in fase difensiva e dovesse addirittura imparare le basi. Senza contare che alla voce nazionalità il passaporto segna Brasile, forse il preconcetto più grande: un giocoliere, un dribblatore, sicuramente svogliato e incapace in difesa. Questa in particolare è stata la scusa perfetta per giustificare il limitato utilizzo di Alex Sandro nel primo anno e mezzo di Juve, a favore di un Evra ormai a carriera conclusa.

A parere di chi scrive, il brasiliano è un giocatore eccezionale, difficilmente sostituibile nel panorama internazionale. Da mesi le voci di mercato accostano il nome di Marcelo alla Juve, ma viste le cifre (45 milioni per il cartellino e 12 di ingaggio) e le performance del nostro terzino sinistro è un’operazione che potrebbe non essere né prioritaria né necessaria.

(Statistiche di whoscored.com)