Al traguardo l’aumento di capitale di 400 milioni

di Leonardo Dorini |

Si stanno concludendo le operazioni relative all’aumento di capitale della Juventus, e come sempre accade da quando i temi della finanza sono diventati oggetto del tifo più sfrenato, persino un’operazione di rafforzamento patrimoniale diventa, per usare una parola di moda, “divisiva”.

E le divisioni, sicuramente quelle più dolorose, sono anche all’interno del tifo bianconero, dove ormai sono tanti coloro che dimenticano tutta la strada fatta in dieci anni di sviluppo, di vittorie e di forti investimenti (non tutti riusciti, certo), e partono lancia in resta a criticare, se non insultare, dal Presidente in giù, i dirigenti e i calciatori del Club bianconero.

Vediamo allora di mettere alcuni punti fermi, che speriamo possano ritenersi non controversi:

1)L’aumento di capitale è stato lanciato ad un valore di 34 centesimi per azione quando il titolo ne valeva 60-70, quindi si tratta di una valutazione “a sconto” e, come si dice in gergo, molto “diluitiva” poichè le azioni in circolazione passeranno da 1,3 miliardi di pezzi a circa 2,5. Già il mercato, generalmente parlando, non apprezza quando si devono chiedere soldi agli azionisti, poichè in teoria le società dovrebbe pagare dividendi, non chiedere soldi; il fatto di averlo fatto con una quotazione “scontata”, insieme alle difficoltà di mercato (dovute al Covid), ed alle difficoltà della prima squadra (e qui non serve tornare al fatto che la qualificazione Champions sia in pericolo) hanno fatto sì che la quotazione del Club bianconero abbia subito una scivolone importante nell’ultimo periodo. La capitalizzazione “post-money”, peraltro, dovrebbe comunque collocarsi in un orizzonte di 8-900 milioni, un valore probabilmente corretto, date anche le iniezioni di capitale che sono servite.

2)Ciò detto, quel che importa è che i 400 milioni sono affluiti nel Club: Exor, che aveva peraltro già anticipato una parte dell’aumento di capitale per 75 milioni, ha ovviamente sottoscritto la propria quota, il 63,8%, mentre la quota destinata agli altri azionisti (il rimanente 36%) è stata coperta per circa il 76%; il resto, cioè circa il 9% dell’offerta globale, sarà sottoscritto da coloro che hanno, proprio ieri, acquistato il diritto d’opzione, cioè il diritto a sottoscrivere l’inoptato (ossia le azioni non sottoscritte dagli azionisti già possessori di azioni).

3)Va ribadito, peraltro, che alcune banche avevano garantito il collocamento, e quindi, comunque, vi era la certezza, non scalfita nemmeno dall’inchiesta sulle plusvalenze che effettivamente avrebbe potuto portare qualche nube sui contratti di garanzia, che le azioni non sottoscritte sarebbero state coperte dalle banche facenti parte del consorzio di collocamento.

4)Quindi il Club ora ha un Patrimonio Netto di 400 milioni più alto, e il denaro, al netto dei 75 milioni che erano già affluiti in agosto e dei costi dell’operazione, sta entrando in queste ora nelle casse della Continassa; il Club aveva anche già comunicato quale tipo di destinazione avrebbero avuto queste risorse, in parte a coprire debiti esistenti, e in parte – cioè 175 milioni – per nuovi investimenti, che per noi tifosi significa, banalizzando, nuovi calciatori per raggiungere nuovi traguardi.

Cosa possiamo affermare allora su questa operazione? Certamente si tratta di un’operazione che può essere definita “difensiva” e che vuole rafforzare la Juventus dopo due anni di pandemia davvero devastanti per un’azienda che si colloca nel settore Entertainment. E’ un’operazione che mette in sicurezza la continuità aziendale, ma che, comunque, implica anche la prosecuzione di un percorso di riequilibrio del conto economico, in cerca di un recupero di redditività dopo anni difficili con forti perdite.

E che dire del valore espresso dalla Borsa? Difficile fare previsioni, e lungi da noi farne, ma forse possiamo dire che si tratta del momento peggiore per fare questa valutazione: un aumento di capitale difensivo, un settore in forte difficoltà globale, anni di redditività negativa per i noti motivi e infine un momento di forte difficoltà nelle prestazioni sportive della stagione in corso: un cocktail esplosivo che però, fortunatamente, la proprietà ed i manager della Juventus hanno provveduto a raffreddare, ma che certamente richiederà ancora un forte impegno per il riequilibrio ulteriore della situazione economica e finanziaria.