Ajax – Juve 1-1: Cristiano non rompe la ragnatela ajacide

di Alex Campanelli |

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C’erano grandi aspettative, al netto delle assenze di Can e Chiellini, nei confronti della Juve europea dopo la scintillante vittoria sull’Atletico Madrid. Dopo la prova offerta dalla squadra di Allegri all’Amsterdam Arena, con un risultato che comunque non compromette nulla, anzi, non si può però non storcere almeno parzialmente il naso.

Nel primo tempo la ragnatela tessuta dall’Ajax ha quasi subito intrappolato la Juventus: il pressing posizionale, senza particolare dispendio fisico, del rombo avanzato van de Beek-Neres-Tadic-Ziyech ha messo in costante apprensione la retroguardia bianconera in fase di uscita con la palla, mentre nei lanci lunghi Mandzukic è stato praticamente inesistente. Un peccato, perché nelle poche occasioni in cui la Juve ha conquistato palla sulla trequarti avversaria in seguito a un rinvio lungo ha sempre generato azioni interessante. Gli olandesi sono stati pericolosi soprattutto con Ziyech, il meno palleggiatore ma il più ficcante degli uomini offensivi, la Juventus ha risposto con le discese di Bernardeschi, che però è sempre stato messo in condizione di non nuocere eccessivamente. La partita si è sbloccata in seguito a una classica azione di Cristiano Ronaldo: abbassamento sulla trequarti, sponda per il terzino, inserimento in area con cambio di velocità e direzione a mandare a vuoto TUTTI i lancieri in campo, cross magistralmente pennellato di un Cancelo sin lì negativo e zuccata vincente del 7.

Nella ripresa il terzino lusitano ha rovinato quanto di buono costruito un quarto d’ora prima, controllando con superficialità un pallone non impossibile e regalando palla a Neres il quale, complice una Juve sorprendentemente lenta a schiacciarsi (forse a causa del fischio d’inizio arrivato da pochissimo), ha calciato a giro battendo imparabilmente Szczesny. I biancorossi hanno velocemente ripreso le redini del gioco, de Jong ha dominato in OGNI zona del campo, ora mediano ora mezzala ora trequartista, protagonista di una prestazione cattedratica degna del miglior Pirlo. La retroguardia bianconera ha retto centralmente, sostenuta da un Rugani sontuoso e aiutata da un Pjanic dedito soprattutto a schermare la difesa, mentre sulle fasce Sandro e soprattutto Cancelo sono spesso andati in apprensione. Nel finale la squadra di Allegri ha sfiorato anche il colpaccio, con Douglas Costa che ha dimostrato di non essersi scordato come si gioca a pallone e, dopo una percussione impressionante per tecnica e forza fisica, ha colto il palo esterno.

La vittoria sarebbe stata comunque immeritata, e servirà qualcosa di più nella gara di ritorno per non ritrovarci a soffrire a ogni azione. L’impressione è che la Juventus sia stata sorpresa dalla grinta sulle seconde palle (praticamente tutte a favore degli ospiti), dall’organizzazione in fase di pressing e in generale dallo stile di gioco dell’Ajax, comunque ben poco diverso dal passato recente. Presunzione, superficialità o rischio calcolato? La risposta tra 7 giorni.