Aguero, un Tevez 2.0 o inutile alla causa della Juve?

di Valerio Vitali |

Aguero puo’ rappresentare un nuovo colpo di mercato alla Tevez per la Juve oppure no? Per rispondere a questa domanda bisognerebbe riflettere su tutti i discorsi inerenti alla causa di “rifondazione” bianconera che si sono fatti in questi ultimi mesi. Il giocatore argentino è stato “dismesso” in via ufficiale da parte del Manchester City proprio nelle scorse ore. Il numero 10 dei ‘Citizens’ dunque sarà libero a parametro zero a partire dal prossimo luglio.

 

 

 

Aguero, che il prossimo 2 giugno compirà la bellezza di 33 anni, non pare ricalcare questa nuova filosofia societaria. Se l’obiettivo della Juve è quello di ringiovanire la rosa, certo è che la via non appare quella più idonea. Nel corso di quest’ultimo decennio pero’ la dirigenza bianconera si è dimostrata più volte propensa ad inseguire questo tipo di profilo. Giocatori leggermente “stagionati” ma con una dimensione europea di livello.

Sebbene non a parametro zero, anche Tevez per molti versi aveva un background similare. Poche, pochissime presenze nella sua ultima annata a Manchester ma rivitalizzato nell’orgoglio e nella fame agonistica a Torino, con Conte prima e con Allegri poi. Dopo gli anni passati nella parte opposta di Manchester, quella “red”, guidata da Ferguson, indubbiamente il miglior biennio europeo di Carlitos, che senza remore si è caricato sulle spalle il peso della numero 10. Da sempre questa maglia alla Juventus ha rappresentato qualcosa di speciale, un po’ come la numero 7 dei ‘Red Devils’. Percorrere questo filone, seppur di breve durata, gli ha portato un affetto smisurato da parte della tifoseria bianconera che perdura fino a oggi.

Ma è possibile nella situazione attuale proporre una soluzione simile? Davvero Aguero sarebbe il nome ideale da spendere nel prossimo reparto avanzato? Considerando i suoi numeri in Premier League verrebbe da dire di “sì” a occhi chiusi, ma guardando la carta d’identità le riflessioni non lasciano il tempo che trovano. Rispetto a Tevez infatti, sbarcato a Torino a 29 anni (non 33) il suo fisico non gli permette a oggi di giocare con la stessa intensità che il calcio europeo a certi livelli impone ed è questo, in sostanza, il maggior spunto di riflessione (e di critica) che va avanti alla Juve da circa 2 anni.

Rimanendo nel campo delle ipotesi, con una possibile e non certa cessione di Dybala (classe 1993) e con l’ingresso in rosa di Aguero (classe 1988) si renderebbe vano qualsiasi discorso di svecchiamento della rosa, così come ammesso qualche settimana fa dallo stesso John Elkann. I continui infortuni muscolari e quel problemino al ginocchio che da un po’ tormentano “El Kun” non fanno poi che avallare la tesi di un giocatore ormai al tramonto della sua carriera, seppur straordinaria. Inoltre, il suo possibile arrivo, tarperebbe le ali al rilancio di Morata e svilirebbe in qualche modo anche il senso del suo possibile e definito riscatto dall’Atletico Madrid.

Le sua motivazioni sportive lo spingerebbero a firmare con la Juve, ma i dubbi sono molteplici e di chiara e sopracitata natura. Lavorare sul riscatto mentale, il recupero fisico come Tevez è possibile (per questo Paratici la porta la lascia socchiusa) ma al tempo stesso va individuato l’esatto momento storico in cui vige il club. Tra debiti, introiti che vengono a mancare e un reparto di centrocampo che necessita primariamente di essere rinforzato più dell’attacco, al momento, per la Juve e per Aguero, la decisione migliore fa propendere per il “no”. Insomma, Aguero alla Juve 2013-2014 sarebbe stato linfa vitale. Per quella del 2021-2022 che verrà, nemmeno tanto.