La scelta di Agnelli su Pirlo è pura avanguardia

di Valerio Vitali |

pirlo allenatore juventus

Pirlo allenatore della Juventus è la scelta più avanguardista che Agnelli potesse mai fare. Nel suo primo decennio da presidente ne ha dovute intraprendere diverse, ma non così difficili. Basti pensare alla rottura con il passato ingaggiando Conte (riportando quella juventinità che è un po’ la mission anche del presente) o alla decisione di prendere Allegri dopo il burrascoso addio con il mai rimpianto Antonio. Nell’unico vero momento topico di questi due ultimi lustri bianconeri, forse dove si è vista meno la mano del presidente è stata proprio nella scelta di Sarri. Dichiarazioni di facciata, supporto costante e visibile ai media come da sempre fa la società Juventus con i suoi allenatori. Oltre a questo pero’, il vuoto. Come evidenziato infatti da Paratici a Sky, le perplessità e i ragionamenti su Maurizio Sarri sono emerse per la sua persona e non per la sua professionalità.

Non avrà di questi problemi invece Andrea Pirlo, che arriva con un carico di personalità da far invidia a tutti. Gli attestati di stima che lo circondano poi ne sono la conferma. Da Fabregas a Gundogan, passando per la stampa estera. Inutile sottolineare l’enormità e il peso specifico di Pirlo, come nome spendibile per la Juventus nel mondo.
La totale avanguardia sta pero’ nella scelta dell’allenatore Pirlo, non della persona. In questo è la figura più antitetica da contrapporre a Sarri. Uno inizia dal top del top mondiale, l’altro invece ha impiegato più di un ventennio ad arrivare in Serie A partendo dai Dilettanti.

Agnelli, optando per un allenatore a esperienza (non a costo) zero, ha deciso di guardare oltre. Spingersi oltre le ‘Colonne d’Ercole’ e sfidando l’immaginario collettivo dell’ambiente bianconero. Un ambiente da sempre restio a cambiamenti così drastici. così forti. Un ambiente sempre molto ancorato ai nomi di spessore e che ai giovani, allenatori e calciatori, ha sempre guardato con un occhio sornione, quasi snob di indifferenza e dubbi.
Nessun giorno da allenatore, nessun allenamento mai testato, nessun dialogo con alcuno staff. Ogni tanto bisognerebbe soffermarsi su tutto questo per comprendere la pazzia di questo triplo salto nel buio che è in realtà un “all-in” in pieno stile poker. Senza vie di mezzo, senza stagioni da sufficienza striminzita come questa, vagheggiante nel nulla. Serviva “rinnovato entusiasmo” (Agnelli cit.) e serviva una scelta come questa. Una scelta senza grigiori di mezzo, dove sarà tutto bianco oppure tutto nero. Ma se sarà bianco e nero ancora meglio.