Agnelli dice no, ma questo scudetto sapremmo spiegarlo

di Nino Flash |

Il bis del like presidenziale all’ipotesi di non accettare alcun titolo che venga assegnato d’ufficio alla Juventus FC (ossia sulla base dell’ultima classifica valida, senza ulteriori partite giocate) è arrivato ieri sera, a poco più di un mese di distanza dall’altro inedito apprezzamento – sempre via twitter – per quel “Lo scudetto sarebbe meraviglioso. E ancor più meraviglioso se noi dicessimo ‘no grazie’”.

Andrea Agnelli, al di là dei discorsi istituzionali tenuti in forza dei diversi ruoli che riveste, raramente esterna il suo pensiero in interviste o messaggi social. Ecco perché questa sua seconda presa di posizione informale e irrituale non può passare inosservata, ancor più della prima.

Infatti con questo secondo cuoricino social consecutivo il nostro decennial president ribadisce di voler rifiutare l’eventuale titolo della stagione 2019/20, quello che per sempre e per tutti sarebbe “Lo Scudetto Del Coronavirus” (ammesso che il destino non ce ne riservi un altro…). Una volontà, quella di Andrea, fortificata da elementi oggettivi e soggettivi: il drammatico contesto sociale in cui avverrebbe tale aggiudicazione, l’assenza di riscontro sul campo di una supremazia al momento solo tratteggiata dalla classifica, per non parlare della necessità di distinguersi da chi in altri tempi e in altre circostanze non ha avuto scrupoli di sorta nell’arricchire la propria bacheca di orpelli giurisprudenziali.

Da tifosi juventini non si può non applaudire questo gesto, che – attenzione – per ora è solo un’intenzione velata. Potrà diventare un’intenzione concreta solo qualora la Figc si vedrà costretta ad alzare bandiera bianca rispetto alla possibilità di concludere regolarmente la stagione 2019/20, e dovrà per forza di cose stabilire retrocessioni, promozioni, accesso all’Europa League e alla Champions League. A quel punto, considerato anche il precedente della Ligue1 che ha proclamato il PSG campione di Francia per la 9^ volta assumendo come classifica finale quella parziale (con conseguenti promozioni e retrocessioni), la Figc potrebbe adottare anch’essa la decisione di terminare anticipatamente la stagione corrente, proclamando allo stesso modo vincitori e vinti sulla base dell’ultima classifica. Del resto questa è una delle alternative raccomandate dalla Uefa insieme a quella di considerare solo il girone di andata e quella di annullare tutta la stagione, ove non sia possibile giocare le rimanenti partite.

Se la Figc deliberasse come la Ligue1, non sarebbe una pronuncia censurabile, ma anzi perfettamente legittima, anche se, giocoforza, porterà con sé l’assegnazione dello scudetto alla Juventus. La quale Juventus, se lo vorrà domani come oggi lo vuole il suo presidente, potrà autonomamente non celebrare alcunché e fermare il contatore degli scudetti a 37, mentre in federazione verrà dimezzato lo svantaggio raggiungendo quota 36. Ma il club bianconero non deve ambire ad  invalidare una delle poche vie d’uscita.

Non possiamo cioè immaginare il rifiuto dello scudetto come un “no” (addirittura preventivo) alla decisione di cristallizzare la classifica. Significherebbe, per la Vecchia Signora, abbandonare quella silenziosa posizione di “neutralità” assunta fin dall’inizio dell’emergenza. Perché la Juventus, come gli altri club, non comanda e non indirizza, ma osserva, si batte per i propri interessi, dice la sua (nelle sedi opportune), vota e poi si attiene ai risultati e alle deliberazioni di chi è preposto ad emanarle.

Opporsi formalmente e preventivamente a un verdetto di questo tipo, pur con l’imbarazzo di dover “gestire” un titolo che non si vorrebbe vedersi attribuito, sarebbe controproducente per la Juventus stessa, perché escludere a monte quest’opzione dal novero di quelle praticabili forse creerebbe più tensioni di quante se ne vogliano eliminare rinunciando al formale ma non sostanziale primato di classifica.

In conclusione, uno scudetto così non lo vogliamo, ma il “modello francese” può e deve ugualmente rimanere una delle alternative percorribili. Se poi lo “Scudetto del Corona” lo daranno formalmente alla Juve, noi sapremo individuarlo tra i tanti, e cancellarlo dalla nostra memoria, come altri non hanno saputo fare.


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