Andrea Agnelli, il “modello europeo” e la Juve che verrà

di Riccardo Sgroi |

Esiste un Modello Europeo vincente? E quanto c’è vicina la Juve? Facciamo un rapido tour tra i principali attori della Champions League.

BAYERN MONACO – L’8-2 rifilato dai bavaresi al Barcellona è l’apice di un modello societario ben funzionante da anni. Dominio del campionato tedesco ed operazioni finanziarie all’insegna della sostenibilità. Vendono poco (Hummels l’ultima cessione “importante” per 30,5mln) ed acquistano molto bene. I talenti della Bundesliga finiscono quasi sempre da loro a parametro zero, Lewandowski e Goretzka docent. L’11 titolare schierato contro i blaugrana è costato circa 100mln. Gli avversari hanno speso di più per il solo Coutinho, autore di una doppietta con la maglia bavarese. Abbonati ai quarti di UCL (4 nelle ultime 5 edizioni), non alzano la Coppa dal 2013. Età media: 25,3.

BARCELLONA – Famosi per la Cantera, i blaugrana annoverano in rosa 11 giocatori cresciuti in casa (contando anche quelli in rientro da prestito). Tre canterani come Busquets, Sergi Roberto e Messi sono titolari fissi. Ansu Fati è in rampa di lancio. Il Barcellona è un’armata: giocatori di primissima fascia, ingaggi monstre e tanti soldi a disposizione dell’area sportiva. Dalla cessione di Neymar, un filotto di acquisti mal riusciti ha complicato la gestione dei conti. Malcolm, Coutinho, Dembelé e Griezmann si sono rivelati più onerosi che tecnicamente spendibili nel progetto blaugrana. Silurati Setien e Abidal per il fallimento in UCL, la rivoluzione catalana è appena iniziata. Età media: 25,8.

REAL MADRIDCorazzata con la C maiuscola: tetto ingaggi altissimo, tanti fuoriclasse in rosa e almeno un nuovo top player all’anno. L’ultimo è stato Eden Hazard, chiamato a raccogliere l’eredità di CR7. Una tattica di mercato ingorda che garantisce attenzione mediatica, complicando talvolta il lavoro di Zidane. Nella rosa si contano svariati giocatori fuori dal progetto tecnico, invendibili causa stipendi astronomici. In crescita l’apporto del settore giovanile, che sforna talenti sempre più interessanti. Età media: 25,9.

AJAX – Sorpresa della UCL 2018/19, i lancieri puntano sulla bontà del settore giovanile e su un’intensa attività di scouting. Il ranking UEFA olandese rende impossibile trattenere i talenti sbocciati in casa. Tuttavia, un solido progetto tecnico votato al calcio offensivo organizzato permette ciclicamente di stupire il panorama europeo. Età media: 24,5.

LIVERPOOLKlopp ha costruito una macchina quasi perfetta, sfruttando il sostegno e la pazienza della società. I Reds arrivano da due ottime annate con le conquiste di Champions League e Premier. Possono contare su grande disponibilità economica e conti estremamente in ordine. Dalla cessione di Coutinho, si è investito su profili perfetti per il progetto tecnico e di immediata resa. Inoltre, il settore giovanile sforna talenti del calibro di Alexander-Arnold. Età media: 25,8.

ATLETICO MADRID – Successo all’insegna della sostenibilità economica. Due finali di UCL in 3 anni, entrambe perse contro i cugini del Real. I Colchoneros hanno costruito una rosa di livello mixando grandi ritorni e giovani di qualità. Da un lato il rientro di Diego Costa e Carrasco, dall’altro l’arrivo di Joao Felix e la promozione dalla cantera di Saul e Thomas Partey. Il tutto amalgamato da senso d’appartenenza e tanto tanto cholismo. Età media: 25,5.

E la JUVENTUS? Ci troviamo in un complicato momento di transizione. Dalla cessione di Pogba fino all’arrivo di CR7, la gestione sportiva si è avvicinata al modello di Barcellona e Real. La volontà era costruire una rosa ricca di campioni, incrementando il fatturato attraverso risultati sportivi e crescita del merchandising. Benché l’appeal del marchio sia ancora in ascesa, questa strategia ha sinora portato ad un ingente indebitamento. La necessità attuale è pensare un nuovo modello di sviluppo economico-sportivo che risulti sostenibile.

Oltre alle perdite causa COVID-19, alcune scelte sportive si sono rivelate non vincenti: gestione di Higuain, rinnovo di Khedira, alti ingaggi dei parametri 0. Oggi la Juve ha un tetto stipendi spropositato rispetto al fatturato e deve dismettere giocatori di difficile collocamento. La rosa bianconera ha età media di 29,6 anni, 4 anni superiore alla concorrenza. La seconda squadra in fase embrionale rende impossibile svecchiarla con talenti casalinghi, costringendo ad ulteriori investimenti. Delicata anche la situazione dirigenziale, che potrebbe vedere alcuni avvicendamenti e l’arrivo di un nuovo amministratore delegato. Ecco perché oggi più che mai conteranno le grandi abilità manageriali di Andrea Agnelli, chiamato a plasmare il modello Juve del futuro.


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