Agnelli, la Juve e l’industria del calcio di domani

di Leonardo Dorini |

Durante il lungo incontro con la stampa a margine dell’Assemblea dei Soci, Andrea Agnelli ha toccato molti temi di campo (come le belle parole per Maurizio Sarri), di stretta attualità (sul caso Juve-Napoli, sulle “bolle” e su Cristiano Ronaldo), ma ha anche dato la sua visione di dove stia andando l’industria del calcio e quali siano le principali dinamiche che vedremo nei prossimi anni.

Forte della sua esperienza come Presidente dell’ECA e membro dell’Esecutivo UEFA, egli ha potuto ad esempio toccare l’interessante tema di come si stia, a più livelli, provando a sfruttare tutte le opportunità generate dai marchi sportivi, quelle che ha definito “le proprietà intellettuali sportive, di cui il calcio è una delle principali”: Agnelli ha portato molti esempi di come intorno al calcio, da diversi anni, ruotino forti valorizzazioni, come i 25 miliardi di valutazione dei tornei sotto l’egida FIFA (il Mondiale in primis), i 15 miliardi di valutazione fatta dalle due cordate in corsa per entrare in una (eventuale) Media Company della Serie A; la joint-venture UEFA-AliBaba per lo sviluppo e lo sfruttamente dei marchi UEFA in Cina.

L’”appetito” di grandi gruppi finanziari per questo mondo, pur in un momento come questo di così grande incertezza, è secondo Agnelli un buon segnale e spinge tutti a fare ogni sforzo per proseguire in questa direzione. Altro interessante tema è quello della cosiddetta “disintermediazione”, cioè del fatto che il business dei Club e delle loro associazioni da Business To Business (B2B), possa diventare Business To Consumers (B2C), cioè rivolgersi direttamente alla platea dei consumatori (Agnelli ha riportato gli esempi di UEFA TV e Liga Sports TV), disintermediando gli operatori e appropriandosi direttamente del valore creato.

Il Presidente della Juve ha naturalmente citato anche tematiche interne al Club bianconero, parlando di una stagione, la 2019/20, in “agrodolce”, con parecchie soddisfazioni (citata anche la squadra femminile), ma anche risultati deludenti (le due finali perse e l’eliminazione agli Ottavi di Champions); è stata descritta la nuova organizzazione, che potremmo definire 2+2+2, con Agnelli e Nedved alla tolda di comando e due grandi aree a riporto: l’Area Business, con protagonisti Giorgio Ricci e Stefano Bertola, e l’Area Football, con Fabio Paratici e Federico Cherubini; una semplificazione che, nelle attese, dovrebbe portare ad essere più efficienti ed agili nelle decisioni.

Agnelli non ha escluso nuovi innesti manageriali, “ma non nell’area Football”: è quindi probabile che si riferisse ad un nuovo Direttore Finanziario, carica ricoperta ad interim da Bertola; il Presidente della Juve si è soffermato, in tema di business, sulle ottime performance dell’area che ha come responsabile Giorgio Ricci: un’area che una incrementato fortemente (prima della pandemia) i ricavi da sponsorizzazioni e si è resa protagonista di rilevantissimi risultati nella creazione e successivo sfruttamento del marchio Juventus (Agnelli si è soffermato sul fatto che la Juventus è diventato il primo marchio italiano su Instagram, precedendo Gucci).

Naturalmente, sono stati toccati anche temi più prettamente finanziari: il numero uno del Club bianconero ha chiaramente affermato, da un lato, come il recente aumento di capitale da 300 milioni metta in sicurezza gli aspetti finanziari (ha citato la cifra di ben 360 Club che dovranno invece ricapitalizzare), ma allo stesso tempo ha ammesso che gli obiettivi dell’aumento di capitale non erano certo quelli di utilizzare la cassa messa a disposizione per tamponare la situazione emergenziale che invece, purtroppo, si è creata.

E’ così necessario procedere alla “ricalibrazione” degli investimenti: “noi abbiamo svolto una fase fortemente espansiva negli investimenti, quindi in una situazione di difficoltà…dobbiamo arrivare ad un nuovo equilibrio economico finanziario senza trascurare la competitività assoluta della Juventus”. Sono temi che, come sappiamo, hanno già trovato riscontro nel recente calcio-mercato, con la riduzione del monte ingaggi, il ringiovanimento della rosa ed il conseguente riequilibrio della situazione economica.

E’ stato un Agnelli apparso molto determinato, calmo e sicuro di sè, cosciente delle difficoltà ma anche di molte opportunità che paiono emergere; naturalmente, sperando di poter proseguire senza intoppi, ora sarà il campo che darà le risposte: lo ha detto anche lui, rispondendo ad una domanda sul calcio-mercato: “se sono soddisfatto, sono soddisfatto a fine stagione, non a inizio”.

Speriamo in molta soddisfazione!