Agnelli lancia l’allarme e cita Draghi: Il calcio ad un bivio

di Giordano Straffellini |

Il presidente della Juventus parla all’inizio della venticinquesima Assemblea Generale dell’Eca e lancia un messaggio chiaro ai naviganti ”Il calcio è a un bivio, bisogna cambiare. Ci sono troppe partite non competitive in Europa”. Mai banale il nostro presidente esprime concetti chiari nei confronti di un calcio che in tempo di pandemia deve fare delle riflessioni.” La collaborazione e l’unità ci hanno consentito di completare la stagione 2019/2020 e di gestire la pandemia. Per quanto non siamo ancora al centro della crisi, siamo ancora colpiti dall’effetto della pandemia. Anzitutto non abbiamo tifosi allo stadio in quasi tutta Europa e i giocatori sono stressati fino al limite da un calendario molto contestato. La perdita di incassi va dai 6,5 agli 8,5 miliardi in due stagioni. Sono colpi sulle spalle dei club. Il covid-19 ha posto delle serie domande sulla sostenibilità dell’attuale modello di calcio”. Agnelli non si nasconde, la mancanza dei tifosi durante il match day allo stadio ha portato a gravi perdite nei bilanci delle squadre di tutta Europa, e su queste assenze lancia un’altra provocazione, la tipologia del tifoso sta cambiando e i club devono stare al passo coi tempi. ”Dobbiamo anzitutto mettere i tifosi al centro: il sistema attuale non è fatto per i tifosi moderni.

Le ricerche dicono che  un terzo di loro seguono almeno due squadre, il 10% di loro segue i giocatori, non i club. Molto probabilmente ci sono troppe partite che non sono competitive, sia a livello nazionale che a livello internazionale. Non possiamo dare per scontati i tifosi o rischiamo di perderli. Un accenno anche all’ingresso dei grandi fondi di investimento nel calcio ”Negli ultimi mesi si è palesato un interesse da alcuni soggetti a livello finanziario sul calcio, basta pensare a cosa sta succedendo in Italia con la trattativa con i fondi. ma penso anche a tante altre situazioni, a partire sull’interesse di JP Morgan nella Super Lega. Si passa poi ai format dei campionati, che vanno ragionati non pensando al proprio orticello nazionale ma condivisi ad ampio raggio.

”Oggi avremo una presentazione su format per le competizioni internazionali dal 2024 in poi: il famoso sistema svizzero. Il memorandum con l’Uefa scade in tre anni, prima dell’avvio del nuovo ciclo e stiamo lavorando su questo fronte col presidente Ceferin. Dobbiamo pensare non a interessi particolari, ma collettivi. Stavamo cercando di tenere insieme interessi lontani gli uni dagli altri: dobbiamo pensare in maniera collettiva. Se ogni volta che ci sediamo cerchiamo di portare al tavolo internazionale problemi che abbiamo a livello domestico diventa difficile risolvere qualcosa. Chiudendo il suo intervento Agnelli cita Mario Draghi ”Voglio chiudere citando Mario Draghi: Se non ci muoviamo, rimarremmo soli nell’illusione di quello che siamo, nell’oblio di quel che siamo stati e nella negazione di quel che potremmo essere. Come al solito il Presidente indica la rotta con la sua visione moderna del futuro, saranno pronti i partners nazionali ed internazionali a seguirlo in questa fase delicata?


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