Adrien Rabiot, uno splendido mammone

di Simone Navarra |

Adrien Rabiot, il giovane e bravo centrocampista francese, è in dirittura d’arrivo. Il ragazzo potrebbe essere il perno su cui far ruotare molta parte della nuova Juventus di Maurizio Sarri. La promessa e le premesse ottimiste ci sono tutte. Così come le paure o le critiche per la madre del talento transalpino. Dicono sia troppo vicina al figliolo. Insomma Rabiot farebbe parte della folta schiera dei cosiddetti ‘mammoni’, di chi per le alterne fortune della vita o solo per destino, resta attaccato a colei che ha dato la vita per molto più tempo rispetto a quel che la società vuole. Eppure spesso queste sono persone eccezionali, ben diverse dalla macchietta che ne fece l’immenso e indimenticabile Massimo Troisi in ‘Ricomincio da tre’. Gli antropologi spiegano che l’amore della madre è insuperato in diverse culture del nostro caro ed a volte ingiusto pianeta. Rabiot è un esempio sportivo di una sorta di categoria molto diffusa, nella storia e nello spettacolo, per non dire nel gossip. Od anche nella letteratura. L’autore Cornell Woolrich si dice che fosse un timidissimo mammone. Dalle sue pagine sono nati, però, film come ‘La finestra sul cortile’ di Hitchcock e ‘La mia droga si chiama Julie’.
Guardando sempre oltreoceano, non va dimenticato che Elvis Presley fino a 18 anni ha dormito nel letto di mammà. Il gossip suggerisce che Rihanna sa tenere testa a tutte le donne tranne che a sua madre, e piange ancora alle sue sfuriate. Dicono che la bellissima Cher ha sempre nascosto le origini umili della mamma e che Bradley Cooper non possa stare senza la madre, che lo accompagna in ogni dove e pare che abbia sempre l’ultima parola su tutte le ragazze che il figlio si porta a casa. Rabiot ha un quotidiano simile? Interessa? E’ importante per un giocatore di calcio? Può essere un fattore di preoccupazione, insieme con i tendini di Chiellini o la tenuta di Ramsey? Interrogativi senza risposta, accarezzati dalla confusione del tifo partigiano che vuole questo difensore meglio dell’altro quando ancora il campionato deve cominciare e le partite delle prossime settimane sono solo amichevoli. Rabiot sembra avere le tracce della stella, per la falcata, il fisico incredibile, il piede sinistro raffinato. Lasciamolo e lasciatelo crescere, il resto verrà da se. L’aver scelto quell’accademia del pallone che è stata alla Continassa l’aiuterà a superare timori e sospetti vari. Perché dalla Francia, per la Juventus, sono arrivati pezzi d’arcobaleno come Platinì, Deschamps, Zidane e Trezeguet. Rabiot deve e può seguire quel solco. Perché il rischio è sempre quello di far la fine di un Gourcuff qualunque.

JUVENTIBUS LIVE