Adrien Rabiot ha finalmente smesso di crescere

di Massimiliano Cassano |

Fino a qualche mese fa era uno degli elementi più chiacchierati della rosa. Non si faceva in tempo a notare i suoi progressi che arrivava l’ennesima partita anemica a rimettere tutto in discussione. Questo perché Adrien Rabiot, 25 anni lo scorso aprile, è stato oggetto del desiderio della Juventus per lungo tempo. Da lui e dal suo collega di reparto Ramsey è passata la mini-rivoluzione (con annesso svecchiamento) del centrocampo bianconero, e i 7 milioni di stipendio annui che percepisce lo responsabilizzano verso la squadra.

Ecco perché non ci si poteva accontentare del Rabiot visto fino a qualche mese fa, ecco perché quel commento “è in crescita” sentito dopo qualche giocata riuscita non poteva essere abbastanza. Ma da un po’ di giornate il “Duca” francese ha smesso di crescere, ritrovando continuità di prestazioni su alti livelli. Novanta minuti di buon filtro contro il Dinamo Kiev e Verona, a segno nei 28 minuti giocati contro lo Spezia, sicuro contro il Ferencvaros e a tratti brillante contro la Lazio. Nel match di domenica in più di un’occasione ha letto bene le linee di passaggio degli uomini di Inzaghi, riuscendo grazie alla sua facilità di corsa a “strappare” sui centrocampisti biancocelesti e trasformare in tre-quattro falcate l’azione da difensiva in offensiva.

Pecca di lucidità al limite dell’area, ma quando c’è da uscire vincitore del contrasto nello stretto a metà campo ha ricordato il miglior Pogba. I numeri non mentono: dopo Danilo (difensore) e Szczesny (portiere) è lo juventino che recupera più palloni in serie A, 27. Fondamentale in fase di recupero, bravo sia a chiudere le linee di passaggio che a rincorrere gli avversari per andargli a strappare il pallone dai piedi. Per caratteristiche, dovrebbe essere uno dei titolari inamovibili del centrocampo che ha in mente Andrea Pirlo. Se non fosse per qualche appannamento di troppo col pallone tra i piedi, staremmo parlando di un giocatore completo, su cui far affidamento a lungo andare.

Ma la decisione di deresponsabilizzarlo in fase di impostazione, arretrandolo più nei pressi dell’area e magari affiancandogli una fonte di gioco (da provare più spesso in coppia con Arthur) potrebbe risolvere in parte il problema. Intanto Rabiot corre, lotta (12 contrasti a terra realizzati di cui 7 vinti), salta (3 duelli aerei vinti su 5) e imposta (90% di passaggi completati). Più elegante di McKennie, meno irruento di Bentancur, un anno dopo il suo acquisto Adrien sembra aver finalmente smesso di crescere. E non è una cattiva notizia.


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