Adrien Rabiot et similia, quando la testa sovrasta i piedi

di Michael Crisci |

Rabiot non è un giocatore scarso tecnicamente. Per comprendere la natura delle sue difficoltà, si deve partire da questo assunto. Il francese ha dimostrato, nei sui anni parigini, di possedere discrete qualità dal punto di vista tecnico (elencate sommariamente qui). Nulla di clamorosamente eccezionale, ma sufficiente per non annoverarlo tra i giocatori scarsi tecnicamente (Matuidi, ad esempio, da quel punto di vista gli è largamente inferiore). Dunque la natura delle problematiche del numero 25 vanno ricercate nel resto delle caratteristiche, che poi è quello che differenzia un buon giocatore da un buon calciatore.

Vedendo i primi mesi di Rabiot in maglia bianconera (sicuramente condizionati dagli ultimi 6 mesi di inattività al PSG), e rendendomi conto di come, comunque, sappia trattare il pallone, mi sono venuti alla mente due personaggi del recente passato juventino, anch’essi centrocampisti (anche se in ruoli diversi), anch’essi dotati di ottimi piedi, ma incapaci di prendersi la scena in quel di Torino: Tiago Mendes e Hernanes.

Tiago lo ricordiamo tutti, uno dei primi acquisti “di grido” dopo il ritorno in Serie A nel 2007, un giocatore che, al momento del suo acquisto, vantava, a dispetto dei suoi 26 anni, un buon curriculum, comprendente una stagione da titolare nel primissimo Chelsea di Mourinho, e due anni da protagonista nel Lione dei 7 scudetti consecutivi. Sin da subito, il portoghese dimostrò di sentirsi fuori posto nello scacchiere di Ranieri, tanto da perdere il posto a scapito di Nocerino e Zanetti prima, e Sissoko poi. La lentezza, soprattutto di pensiero, mista a una mancanza di personalità, hanno decretato il suo fallimento in bianconero (pochissimi assist, 0 gol in 3 anni), oltre a segnare una similitudine con l’attuale parabola di Rabiot. Ci ha pensato Simeone a ridare una carriera al portoghese, tanto da farlo diventare uno dei pilastri del suo Atletico Madrid. Un’altra dimostrazione di come, molto probabilmente, un calcio ultra tattico come quello italiano, per uno con le sue caratteristiche, fisiche e mentali, non si poteva che rivelare inadatto.

Il caso Hernanes è più recente. Il Brasiliano ha dimostrato nei suoi anni laziali (ma anche prima in patria) di essere un brillante giocoliere, un eccellente assist-man e anche un discreto goleador. Con i biancocelesti ha vissuto ottime stagioni, condite da qualche trofeo, e si è guadagnato la maglia della nazionale brasiliana. Dopo il flop all’Inter, venne acquistato dalla Juve, ma purtroppo già in fase di palese “bollitura”. Dunque, un progressivo logorio fisico, ha portato Hernanes a non riuscire a esprimersi al meglio in maglia bianconera. L’unica partita degna di nota rimane Juventus-Bayern nel 2016, andata degli ottavi di finale. Sostituendo Marchisio nell’intervallo, Hernanes sfoderò una prestazione maiuscola in quel secondo tempo, che porto la Juve prima a subire lo 0-2, poi a pareggiare i conti. Possibile che il grande sforzo dei bavaresi in quella prima ora (sottolineata anche dall’allora tecnico Guardiola), abbia portato i tedeschi a non riuscire a portare più un pressing asfissiante, e quindi, di fatto, favorito il gioco del brasiliano, che libero da marcature, ha potuto giocare una partita di livello ai suoi ritmi. Di sicuro, a coadiuvare il flop del brasiliano, ceduto in Cina un anno e mezzo dopo il suo acquisto, fu anche l’ambiente, che non lo accolse positivamente (e lui dimostrò di risentirne parecchio)

Lentezza, atletica e di pensiero, mancanza di personalità, difficoltà ad inserirsi in un contesto ultrattatico come il calcio italiano. Tutte  le problematiche riscontrate in Tiago ed Hernanes le possiamo riscontrare nell’attuale Rabiot. Giocatori di qualità tecnica non infima, ma forse inadatti fisicamente e mentalmente a un certo tipo di calcio. Questione di testa.

L’ultima gara di Rabiot in bianconero, la debacle di Lione, ha aperto un dibattito sul suo apporto alla causa bianconera, specialmente in relazione al suo lauto stipendio. E’ probabile che Rabiot non sia adatto all’attuale contesto Juve, ma qualora si dovesse riprendere a giocare l’attuale stagione, anche lui avrà la possibilità di smentire tali perplessità. Ci si augura possa avvenire molto presto, per lui, ma soprattutto per tutti noi.