Adesso, con Daniele Rugani, si gioca un’altra partita

di Juventibus |

rugani

Daniele Rugani è risultato, dopo aver avuto nei giorni scorsi qualche linea di febbre, positivo al Covid19. Adesso risulta attualmente asintomatico. La Juve, dunque, osserverà, in isolamento, le canoniche due settimane di quarantena, e fra 5 giorni dovrà sottoporsi al tampone obbligatorio. E’ certo che anche l’Inter, ultima squadra ad aver affrontato i bianconeri, andrà anch’essa in quarantena. Saltano ovviamente Juventus-Lione e Inter-Getafe. Questa è la fredda cronaca.

Il resto è che la dimensione è cambiata, il piano è cambiato, il calcio non c’entra più nulla. E non tanto per le condizioni di Daniele (che sta bene, sarà curato con dovizia, e tornerà presto ad allenarsi, se sarà necessario, come i suoi compagni). Adesso è il momento di capire che sfidare questo virus in campo aperto, dove è più forte, dove in questo momento è padrone, è inutile, controproducente. E’ il momento di sfuggirgli, di limitarlo, perchè oggi è ancora troppo più forte.

E se la Serie A ha anticipato l’evento, ora la palla passa alla UEFA, ma anche, e soprattutto, ai governi europei. E’ emblematico che mentre la Juve annunciava la positiva di Rugani, ad Anfield, si giocava davanti a 56.000 spettatori, compresi 3.000 tifosi di Madrid, città in cui risiede uno dei due più importanti focolai iberici. L’arroganza, la pretesa di ritenersi sempre immuni per diritto divino, non può pagare per sempre.

Adesso però, la Champions non conta più. l’Europa League non conta più. Il pallone, come già detto, non conta più. Conta solo aspettare per poi ripartire. Assieme a Daniele. Assieme ai suoi compagni, assieme all’Inter. Tutti insieme.


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