Addio, Paolina

di Juventibus |

Addio, Paolina.

Ti avevo conosciuta in una delle mie trasferte in Inghilterra.

Ho iniziato a corteggiarti un po’ per gioco, un po’ per sfida, perché ero convinto che il quel tizio ricco coi capelli rossi non avesse capito nulla di te.

Così siamo usciti qualche volta insieme ed è stato amore, amore a prima vista. Ricordo quando ti ho guardata negli occhi e perdendomi nel tuo sguardo mi hai detto: “Ho deciso, lo lascio e vengo a stare con te a Torino”.

Ero pazzo di gioia e quando sei arrivata ci hai messo davvero poco a farti apprezzare per tutte le qualità che per primo avevo intravisto in te.

Elegante, di classe e con un fascino immenso.

Eh già, ogni volta che uscivamo insieme c’erano un sacco di altri uomini che ti mettevano gli occhi addosso, ma poi tu mi guardavi con quel sorriso spensierato e sincero ed io mi convincevo che la nostra storia sarebbe andata avanti a lungo, anche se quei messaggi che trovai sul tuo cellulare con quei 2 tizi spagnoli, mi fecero preoccupare non poco.
Sembrava il video di Domino Dancing: “All day, all day, watch them all fall down”

Tutti ai tuoi piedi, ma quanti momenti belli abbiamo vissuto insieme? Mi ricordo in particolare come ti piacesse cucinare i piatti tipici della cucina napoletana, ogni volta ci mettevi del tuo, quel tuo tocco inconfondibile, meraviglioso, unico.

E così avanti insieme, fino a quella notte passata sugli scalini di Trinità dei Monti, a festeggiare l’ennesimo momento indimenticabile, felici spensierati, con l’illusione che sarebbe durata per sempre.

Mi hai guardato, mi hai abbracciato forte e mi hai sussurrato: “Parto per qualche settimana di lavoro in Francia e poi un po’ di vacanza negli USA, ma tranquillo, tornerò: sempre insieme, io e te!”

All’inizio c’era anche zio Patrizio che mi dava qualche tua news, nella video chiamata mi sembravi ancora innamorata di me, di noi e del nostro futuro, poi hai cominciato a smettere di rispondermi su whatsapp e a pubblicare foto delle tue serate.
Lo ammetto ero geloso e l’amico inglese che faceva i bagni in piscina con te non mi piaceva per nulla, per carità non ero geloso di lui, ci mancherebbe, ma con un po’ di ricerche su internet ho scoperto che era il migliore amico del tuo ex.

Così come si fa in questi casi, preso dalla rabbia, ho cominciato a messaggiare con la tipa di quel produttore cinematografico, un aperitivo, una cena, poi è venuta da me, ma non è successo nulla… perché nel mio cuore speravo che tornassi.

E invece oggi scopro che ti sei rimessa con quel tizio coi capelli rossi di Manchester, che però manco ti può portare a Cardiff quest’anno, ti ho sentita dire che sei tornata a casa, che la nostra storia è stata solo una vacanza, e non me ne frega un cavolo dei tuoi video messaggi in cui mi dici che resterò nel tuo cuore.

Non me ne frega nulla, perché ora te ne sei andata e mi manchi un sacco.

Te lo dico Paolina, sinceramente la tizia argentina io non la amo, anzi la odiavo pure quando stava col suo ex e non riesco a dimenticare noi e i nostri 4 anni insieme, ma so che passerà, come è passata quella volta con quella tipa toscana che se ne andò a Madrid e che ho rivisto su facebook l’altro giorno sulle spiagge di Formentera a mietere conquiste, passerà, come è passata con il mio amore più grande, la svedese che dopo l’incidente non volle aspettarmi, ma si buttò nelle braccia del mio peggior nemico. Tra l’altro magari la incontrerai da quelle parti, salutamela.

Oggi è così, sono triste perché ti ho perso, forse per sempre, ma passerà presto. Chiodo scaccia chiodo dicono.
I miei amici mi hanno preparato una festa con una brasiliana, una serba, una croata e una marocchina, ci sarà anche Yamila, alla fine sono certo che mi innamorerò anche di lei, ma la cosa più importante è che vicino a me ci sia sempre la mamma, quella “vecchia signora” che, lei sì, non smette mai di volermi bene e farmi vivere gioie infinite.

Di Alberto Scotta “Panoz”