Addio Gonzalo, 3 dolori e 3 gioie per sempre

di Nevio Capella |

higuain

Arrivato il momento di salutarsi, per sempre. Non come 2 estati fa.

La parabola di Gonzalo Higuain alla Juventus è stata discendente e malinconica, perfetto “secondo lato della medaglia” se paragonato all’euforia dilagante dei giorni di fine luglio 2016, quando fu prelevato dal Napoli con un atto di forza tanto teatrale quanto necessario.

Necessario, perché contrariamente al pensiero di alcuni, il campionato appena concluso era stato il più difficile da conquistare e per la prima volta, grazie alla camionata di gol del Pipita, l’egemonia  bianconeri vacillò davvero. Un botto che servì a “mettere le cose in chiaro” in una delle migliori campagne acquisti della storia recente, e rimpinguare il fatturato dei gol che, specie nel primo anno di Higuain a Torino, è stato alto e soprattutto decisivo nella maggior parte dei casi.

A rovinare una storia d’amore che sembrava perfetta e destinata a dare all’argentino le chiavi dei cuori dei tifosi come concesso solo ai più grandi, sono stati tre fattori : Cardiff, Ronaldo e il Milan.

A Cardiff Higuain avrebbe potuto mettere il sigillo ad una stagione strepitosa e invece finì per naufragare con la squadra dinanzi al peso delle aspettative e di quella coppa maledetta.
Gonzalo portò i segni dolorosi di quella serata fino alla stagione successiva, piena di alti e bassi, terminata con l’arrivo di Cristiano, figura così oscurante che avrebbe steso chiunque, ma nel suo caso ha fatto ancora più danni a causa di quella fragilità nervosa ed emotiva che ne ha limitato una carriera comunque di grande livello. Higuain diventa un esubero, un peso, oltre che, nelle intenzioni della società, una moneta di scambio con cui incassare dopo l’esborso monstre per Cr7. Qui arriva il terzo problema, il Milan, il club messo peggio di tutti, al quale Pipa viene spedito senza obbligo di riscatto, l’inizio di problemi che hanno condizionato le ultime sessioni di mercato e che l’estate scorsa hanno trasformato Higuain da giocatore da cedere a titolare del progetto targato Sarri, con i risultati che abbiamo visto.

Nonostante tutto, il carico di affetto che arriva in queste ore nei saluti dei tifosi è poderoso e meritatissimo per un campione che ha saputo conquistarci con i suoi gol, ma anche con un carattere schivo e quella fragilità che si palesò nel famoso Milan-Juventus con il rigore sbagliato, viatico di una clamorosa sfuriata dinanzi al quale provammo tutti dispiacere.

Buona parte delle esultanze più adrenaliniche e dei momenti scolpiti nei nostri ricordi recenti sono legati ai suoi gol. Ecco tre di questi momenti che riassumono 66 gol in 149 partite, 3 scudetti e 2 coppe Italia.

IL PRIMO: 20.8.2016. Juventus-Fiorentina 2-1.

Quale modo migliore per conquistare i nuovi tifosi? Entrare e segnare al secondo pallone toccato:

 


 

IL PIU’ GODURIOSO: 1.12.2017, Napoli-Juventus 0-1

Per le modalità con cui fu preso, la squadra dalla quale fu prelevato e le pacate reazione dei suoi tifosi, i 7 gol rifilati al Napoli in 8 partite sono i più pesanti dal punto di vista simbolico ed emotivo.
Questo che è uno dei 4 realizzati al San Paolo, di importanza capitale per il 7° scudetto di fila perché la Juve riduce ad un punto la distanza dal Napoli, poi sorpassato in primavera. Pipa lo segna, con la mano rotta ed operata poche ore prima.

 


 

L’ICONICO: 28.4.2018, Inter-Juventus 2-3.

Battere l’inter è sempre bellissimo.
Farlo a domicilio lo è ancora di più.
Farlo in rimonta segnando due gol in 3 minuti, quelli di recupero, è sublime.
Se poi ci vinci uno scudetto che sembra più che perso, allora sì, ti trovi in Paradiso.

 

Grazie di tutto Gonzalo, ti vogliamo bene!