Ad un reparto dalla perfezione

di Riceviamo e Pubblichiamo |

La Juve di Sarri vince, rivince, eppure, secondo alcuni… ancora non convince.
Buffo, dopo anni in cui il risultato è stato l’unico mantra, ma perfettamente prevedibile, dato che l’obiettivo dichiarato, attraverso il cambio di guida tecnica, era (è) affiancare alle vittorie un gioco godibile ed un’attitudine a dominare le partite.

Cosa manca dunque oggi? Un po’ di tempo, sicuramente e, lo dice Sarri, l’attitudine a pressare in avanti per riconquistare presto palla e dominare le partite stando corti e rischiando poco dietro.

Cosa serve alla Juve di Sarri per esprimere il gioco di Sarri? I giusti interpreti!

Prendiamo le azioni più esaltanti di questo inizio di stagione: la Juve sembra avere i giusti principi di gioco, ma li dimostra solo a tratti con la giusta velocità:

Inter-Juve: Cuadrado per Bentancur, appoggio a Pjanic, verticale per CR7, sponda per Bentancur, assist per Higuain e tutti ad abbracciarsi.
Juventus-Milan: Costa per Dybala, sponda per Bentancur, in verticale per Higuain che trova Dybala e 3 punti a casa.

Piedi buoni e capacità di aumentare la velocità di esecuzione con precisione e qualità delle giocate.

Siamo troppo attenti alla parola “equilibrio”, come se mettere in campo qualità vada a discapito della quantità in una logica anacronistica del tipo “non puoi avere 11 fuoriclasse, serve anche “chi corre”, come se corsa e tecnica fossero rette parallele destinate a non incontrarsi. Concetti superati.

Non conta quanto corri, ma come (ed in che direzione) corri, e cosa riesci a fare col pallone (o senza) in velocità. Lo dimostrano i due centrocampi dominanti del decennio “Casemiro-Modric-Kroos”  e “Busquets-Xavi-Iniesta“, nei quali i due interni erano “qualità in velocità“.

Sarri chiede corsa e pressing, in avanti. Corsa concentrata in 40 metri anziché 70, fatta di brevi scatti, ed una gestione del pallone per il 70% del tempo. E i piedi buoni servono a gestire palloni.

Per diverse ragioni, il centrocampo si regge su Matuidi e Khedira, le cui doti –in velocità- non corrispondono al tipo di qualità necessaria per sviluppare un gioco offensivo dinamico ed efficace. Sarri ha fatto finora valutazioni ampie per equilibrare i meccanismi, a discapito, a volte, delle sue visioni tecnico-tattiche, ma è palese il tentativo progressivo di inserire i vari Rabiot, Ramsey e Bentancur.

Ciò nonostante, in un’ottica di eccellenza, alla quale la Juve ambisce, è necessario individuare quei giocatori in mezzo al campo che abbinino qualità, quantità e velocità, e renderli obiettivi prioritari. Non è più tempo di sfruttare solo le “occasioni” in quel reparto, ma individuare obiettivi concreti, alti (come CR7 o de Ligt), eppure tra 6 mesi, Eriksen si libererà a zero, e per lui, vale un discorso a parte.

I nomi fateli voi. O li faccia Paratici, senza lesinare. Siamo ad un reparto dall’eccellenza calcistica. Con Cuadrado sorprendente, Alex Sandro rinato, così come Dybala e Douglas Costa.

Insomma, che sia Pogba o Thiago Alcantara, Milinkovic-Savic o Kroos, abbiamo bisogno di un colpo da novanta a centrocampo. Oltre ad Eriksen, da non lasciarsi scappare ovviamente…

Se poi riuscissimo a prendere Son (mai giocatore asiatico ha coniugato un tale impatto tecnico col potenziale commerciale) il cerchio sarebbe completo, condizioni di Higuain permettendo, ad Agosto 2020.

L’ultima nota la spendo su N’golo Kanté. La classica eccezione che conferma la regola. Tecnicamente non equivale a nessuno dei sopracitati, ma è un fenomeno in termini di ubiquità e intensità, con una eccellente percentuali di passaggi riusciti, anche con Sarri. Accetterei ben volentieri i suoi discreti piedi, pur di averlo in squadra e giocare in 12 ogni partita…

di Andrea Mangia