A CALDO/ Juventus-Verona 3-0: la prima Joya del 2016

di Davide Terruzzi |

Era ora. Finalmente si è ritornato a giocare a calcio. Come avrebbe detto il grande e indimenticabile Enzo Tortora: “dove eravamo rimasti?”. Già, dove eravamo rimasti. Ora immagino bene che anche voi, come me, in queste settimane abbiate festeggiato, mangiato, bevuto, goduto la compagnia di amici e parenti, ma è un po’ difficile dimenticarsi di Carpi, del cappotto di Allegri, del gol sbagliato da tal Lollo. Ecco, ci eravamo fermati lì, alla settima vittoria consecutiva della Juventus, a una classifica che spingeva a sorridere sempre più. La pausa è stata lunga, eccessivamente lunga. Vedo il calcio, e lo sport in generale, come uno spettacolo per le persone e trovo normale che si giochi durante le festività. Non dico di imitare gli inglesi – che esagerano -, ma sarebbe bastato disputare due gare domenica 27 dicembre e domenica 3 gennaio per liberare il calendario da qualche turno infrasettimanale, diluire meglio gli impegni dando a tecnici e calciatori la possibilità di allenarsi meglio. Si gioca di mercoledì, di sera, con le persone che lavorano e hanno difficoltà a raggiungere gli stadi. Potremmo anche decidere di giocare sempre il 6 gennaio trasformando questa data nel nostro Boxing Day, una tradizione, un’identità commerciale della nostra Lega, ma evidentemente conviene a tutti stare fermi, digerire con calma il panettone e poi ripartire.

E la Juventus ricomincia con l’Hellas. Ora, dopo una pausa così prolungata, la voglia e l’attesa potrebbero spingere qualcuno ad attendersi partite spettacolari, mentre le gare dopo una sosta tradizionalmente sono quelle in cui le squadre ruminano gioco ritrovando pian piano le misure. Non c’è bisogno di raccontarvi quello che è successo: l’avete vista o avrete modo di vedere qualche servizio in tv o gli highlights su Internet. Malino tecnicamente nel primo tempo, Hellas ordinato, più preoccupato a evitare l’imbarcata che a impensierire davvero la Juventus. Dybala prima e Bonucci prima: al momento giusto. A inizio partita per indirizzarla, a fine primo tempo per iniziare a metterci il sigillo. Gol da punizione diretta il primo, rete da punizione indiretta la seconda. Speriamo diventi sempre più una tendenza: limitiamoci ad osservare che la Juventus ora ha due buoni calciatori da fermo, mentre a inizio stagione la soluzione principe era il tiro di Bonucci.

Meglio la ripresa. Attimi d’onnipotenza calcistica di Pogba e Dybala, due che fanno davvero quello che vogliono ed è giusto non siano limitati e chiusi in schemi. Poi c’è Morata. E Zaza. Non c’è cosa peggiore dell’intestardirsi nella ricerca disperata di un gol: quando non arriva – è facile dirlo -, serve solamente rispettare il momento, impegnarsi e giocare con e per la squadra. Il secondo è al sesto gol in undici apparizioni: tira e segna. Sono anche i movimenti a essere diversi: Morata si apre spesso sull’esterno per puntare l’avversario, Zaza corre e attacca lo spazio. Ed è quello che deve fare l’attaccante spagnolo per avere più occasioni.

Chiudo con i gol di Giaccherini e Pepe, due che hanno lasciato un ottimo ricordo a Torino. Pioli non ha creduto nella cabala e ha tolto Matri: peccato, ha rovinato il tris. C’è Quagliarella? Vedremo. Ultimissima cosa. Chiellini potrebbe iniziare le partite col turbante: sarebbe anche un marchio distintivo alla Davids.