La grande abitudine del tiro alla Juve

di Fabio Giambò |

Porte chiuse, poi riaperte con rinvio, polemiche a denti stretti, poi urla rumorose, addirittura manifestazioni a sfondo Calciopoli: l’occasione che gli isterici pallonari aspettavano è arrivata all’improvviso, casuale, inaspettata, e sta facendo gongolare tutti, soprattutto coloro che fanno finta di vestire i panni delle vittimelle, sapendo benissimo di aver rifiutato la soluzione più logica, sportiva e chiara possibile, cioè giocare lunedì sera.

Meglio lasciar passare una favoletta che, più o meno, avrebbe potuto avere questa forma…

“Il rinvio di Juventus-Inter, match inizialmente in programma stasera, e che si sarebbe dovuto giocare a porte chiuse a causa dell’emergenza nazionale legata al Coronavirus, è figlio di una decisione presa dalla Lega Serie A che evidentemente ha subito le forti pressioni del presidente della Juventus, quel bullo di Andrea Agnelli”.

Lega Serie A che, ricordiamo, è così strutturata:

PRESIDENTE
– Paolo Dal Pino
Uomo molto vicino a Claudio Lotito, già President of Operation di Telecom Italia e Presidente operativo di Pirelli in America Latina su nomina di Tronchetti Provera

AMMINISTRATORE DELEGATO
– Luigi De Siervo
Fiorentino, a.d. Infront, ex a.d. Rai Com

CONSIGLIERE INDIPENDENTE
– Maurizio Casasco
Ex d.g. di Brescia, Torino, Fiorentina e Genoa

CONSIGLIERI
– Alessandro Antonello
A.D. Corporate Inter

– Stefano Campoccia
Vice-Presidente Udinese

– Luca Percassi
A.D. Atalanta

– Paolo Scaroni
Presidente Milan

CONSIGLIERI FEDERALI
– Claudio Lotito
Presidente Lazio

– Giuseppe Marotta
A.D. Sport Inter

Nel secondo atto, promemoria per i più golosi, arrivano anche le marmotte ad incartare le barrette di cioccolato che poi verranno gentilmente offerte al pubblico presente. La platea stia tranquilla, nessun animale verrà maltrattato alla fine della trasmissione.

Forse, però, ho capito perché la stragrande maggioranza degli appassionati (?) di calcio continua imperterrita a sposare queste storie, questi salvagente mediatici, o non so come sarebbe più idoneo chiamarli. Ho 36 anni, ho i primi ricordi nitidi legati al calcio legati al 1990, dai Mondiali delle “Notti magiche” in poi. In quei primi 3/4 anni di passione non capivo perché la Juve non vinceva mai, c’era quella banda infernale del Milan degli olandesi a comandare.

Da lì e per una decina d’anni, poi, ne ho sentite di tutti i colori: una marea di frustrazioni che vanno al di là della passione calcistica, spesso si sfocia in vero e proprio odio, tutto condito da una clamorosa dose di ignoranza (sia in senso stretto generale che nel merito delle cose) fino all’altro spartiacque mondiale, quello del 2006. Da qui altri 5/6 anni di silenzio, intervallate da qualche boccone immancabile (ricordo quando dalle parti di Napoli, nei due anni da 7° posto, si udivano forti voci di un disegno che voleva trascinare la Juve in Champions) di quella ricetta fatta da ignoranza e frustrazione.

Poi succede che la Juve ricomincia a vincere, lo fa dominando, lo fa con pieno merito. La moda, però, è sempre la stessa: anziché rendere merito a chi ha scritto e sta scrivendo la storia del calcio italiano, dopo averlo già fatto per più di 100 anni, si continua a scavare il fondo del barile fino a non riuscire a stare in silenzio neanche in un momento del genere con l’Italia in ginocchio. Allora sembra chiaro, ecco cosa ho capito: il Coronavirus l’ha creato una Vecchia Signora. Si, nel novembre del 1897…


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