Da Verona a Udine, tutti gli abiti della Vecchia Signora

di Fabio Giambò |

Quando il pallone smette di rotolare per qualche giorno è il momento giusto per fare un’analisi delle cose che sono state sino ad allora, e dunque oggi, dopo 8 giornate di campionato e 2 di Champions League, possiamo provare a voltarci indietro e tentare di capire cos’è questa Juve, come si sta evolvendo. 10 match, 10 vittorie, 23 gol fatti, 5 subiti, ruolino di marcia impressionante che già di suo spiega la clamorosa superiorità di questa squadra rispetto a tutte le avversarie affrontate in questa primissima parte della stagione. Si ribadisce: superiore a tutte le avversarie. E tanti sono i panni che ha saputo vestire la Vecchia Signora in poco meno di due mesi: qualcuno le calza più comodo, altri non sono proprio affascinanti, altri ancora poche volte glieli abbiamo visti indossare, quei panni che sarebbe bellissimo ammirare con più frequenza, a patto che, però, i risultati restino sempre gli stessi o addirittura migliori rispetto al passato, sennò si farebbe di necessità virtù, senza ulteriori complicazioni estetiche.

Il primo vestito indossato è stato quello dell’adolescente insicura dal grande potenziale, ma che stentava a mostrare le proprie capacità, forse intimorita dal doversi relazionare col partner più forte del mondo: la novità Cristiano Ronaldo, l’incubo di apparire a tutti i costi la donna giusta per il portoghese, un’insistenza che ha rischiato di complicare le cose sia in termini di gioco che di risultato, perché quando ci si fissa a cercare un’unica via di uscita poi ci si può ritrovare a vedere compromesso anche l’obiettivo più banale, più facilmente raggiungibile. E’ successo a Verona col Chievo, una delle squadre più abbordabili vista in A da agosto ad oggi, è successo a Parma sul campo di una neo-promossa ancora in cerca della propria identità, in un certo senso anche col Sassuolo nel giorno dei primi gol in bianconero dell’ex Real Madrid. Cos’è il Sassuolo? Forse è più chiaro chiamarlo Scansuolo se lo si accosta in ragionamenti legati alla Juve, anche perché quello “mai domo” va in scena su altri palcoscenici. Poi ci sono incidenti di percorso come formazioni rinunciatarie ed assist agli avversari, ma non sono storielle che ci interessano.

Il secondo outfit mostrato è quello europeo accanto a Ronaldo, ma con Ronaldo neanche fiore all’occhiello: il dominio di Valencia, sia in 11 vs 11 che in inferiorità numerica, è il primo segnale atroce lanciato dalla Juve a tutta l’Europa. Questa Juve è forte, vestita in pelle nera, dura, di qualità, il problema per Allegri sarà farla rendere sempre meglio, sempre al meglio.

Il terzo cambio, indossato da Frosinone a Udine, è quello della donna consapevole: bella, affascinante, sicura di sé, padrona della propria vita. Elegante, autoritaria. L’abito che, guardandola, ti fa venire in mente il comune pensiero di queste settimane: non può ovviamente essere chiaro oggi, a metà ottobre, se questa sia la Juventus più bella della storia, ma è evidente che si tratta di una macchina infernale che poche altre volte si è vista su un campo di calcio. Poi arriverà giugno, si arriverà con uno zero alla casella vittorie, ma oggi a questa Vecchia Signora si possono dedicare solo applausi e complimenti vari. Oppure cercare scandali vari in giro per il mondo per tentare di aggrapparsi a qualcosa. Andiamo avanti così, #finoallafine!