ABCD, paradigma di una difesa perfetta

di Sabino Palermo |

Fine agosto e big match contro il Napoli alle porte: tutto pronto per la sfida ma uno degli uomini più attesi, lascia il campo d’allenamento con una smorfia di dolore: ha ceduto il ginocchio di Giorgio Chiellini. Fiato sospeso alla Continassa, come una paura nascosta di non potercela fare senza il capitano, e da quel momento la “difesa titolare” della Juventus ha perso il pezzo più pregiato.

A COME ALEX SANDRO – C’è stata un’epoca in cui Danilo-Alex Sandro erano la coppia di laterali difensivi più temuta d’Europa. Strade differenti e tortuose, annate in chiaro-scuro per entrambi, che ora si sono ritrovate in bianconero. Il primo “gemello”, alla Juventus dal 2015, sembrava essersi perso nel suo ruolo: niente più spinta, cross pennellati sul secondo palo e diagonali difensive. E se Danilo, a parte la gara dello Stadium contro il Napoli, non ha ancora convinto; il laterale di Catanduva è completamente rinato sotto la gestione Sarri. Sempre titolare, mai una sbavatura e soprattutto prestazioni eccellenti in entrambe le fasi di gioco. La difesa della Juventus, ora, non può prescindere dal terzino brasiliano. La fascia sinistra è casa sua, e non intende lasciarla a nessun altro.

B COME BONUCCI – L’infortunio di Chiellini ha gli spalancato un portone. La leadership difensiva, il controllo emotivo della squadra e soprattutto la fascia di capitano. Non era facile prendersi determinate responsabilità, di fronte ai compagni e alla dirigenza, dopo l’anno in “purgatorio” al Milan dove (sempre con la fascia al braccio) è andato tutto storto fino al ritorno in bianconero. Leonardo, invece, sta guidando con autorevolezza il reparto difensivo, ma soprattutto ha saputo accompagnare il “giovane de Ligt” al suo primo anno in maglia juventina. Bonucci è il pilastro da cui ripartire, ogni volta che la squadra è in difficoltà, e Sarri gli affida le chiavi del gioco (e dello spogliatoio) senza dubbio. Sempre titolare, eccellente, sempre Bonucci: il viterbese ai suoi massimi livelli in maglia Juventus.

C COME CUADRADO – Il vuoto lasciato sulla fascia destra da Cancelo rimarrà una “macchia” nel curriculum estivo di Paratici. L’addio del portoghese è stato metabolizzato dalla tifoseria  solo grazie ad una rivelazione della prima parte di stagione. Non è un nuovo acquisto, nemmeno un punto fermo , ma ha saputo riadattarsi in un ruolo differente: Juan Cuadrado e l’interpretazione “diversa” del terzino destro. Dribbling funambolici, controllo di palla e attenzione difensiva, elementi che hanno reso l’esterno colombiano una pedina fondamentale dello scacchiere di Sarri. Da “sorpresa” a certezza del reparto, a suon di prestazioni eccellenti, che ha saputo prendersi la titolarità (complici anche –ma non solo– gli infortuni dei compagni) di fascia. Ora, se alla lettura delle formazioni, non leggiamo il nome di Juan ci chiediamo: “scusate, c’è un errore?

D COME DE LIGT – La “ciliegina” sulla torta del mercato è diventato grande nel giro di pochi mesi. Matthijs de Ligt, classe ’99, è la sorpresa di questo inizio stagione. Nemmeno il tempo di ambientarsi che, il centrale ex-Ajax, ha dovuto sopperire all’assenza di Chiellini prendendosi la maglia al centro della difesa. Era davvero tutto così prevedibile? Di solito, come con acquisti del calibro di Ramsey e Rabiot, esiste il “periodo di ambientamento” prima di diventare titolare in pianta stabile della Juve. Il ragazzo olandese, però, ha dovuto adattarsi all’emergenza e crescere insieme alla squadra: personalità, aggressività e strapotere fisico. Le caratteristiche di de Ligt erano note, ma vederlo titolare inamovibile fa sempre un certo effetto. Matthijs ha “messo le mani avanti” (in tutti i sensi) e, nonostante gli errori commessi, è diventato un punto fermo del reparto arretrato bianconero.

ABCD, una filastrocca che risuona familiare per ogni tifoso juventino. Nell’emergenza, tra sorprese, rinascite e responsabilità, la Juventus ha trovato la quadratura della sua difesa. Sarri doveva trovarla in fretta –per questo le iniziali “disavventure difensive”– ma ora guida saldamente il miglior reparto arretrato della Serie A. La solidità del quartetto Alex Sandro, Bonucci, Cuadrado, de Ligt è il paradigma della rinascita bianconera: saper soffrire, subire e tornare propositivi al momento giusto. La via è stata segnata, ora la pausa per crescere definitivamente.