Adesso che abbiamo imparato ad amare Higuain

di Leonardo Dorini |

Lunedì 28 maggio, giornata di notizie politiche e finanziarie convulse, un po’ inquietanti. Un Consiglio di Amministrazione, un treno, una cena. Poi, finalmente in albergo; un po’ di calma per rivedere le notizie.

Apro il sito del Corriere ed ecco il lancio: “Scambio Icardi-Higuain”; “La pazza offerta della Juve”; “I legali stanno studiando l’operazione”. Sono ancora in “mood finanza”, inizio a fare dei calcoli: beh, sì, lo abbiamo preso a 90 milioni, sono passate due stagioni, già per due anni è andato a Conto Economico. A quant’è che l’abbiamo in carico ora, il Pipa? Ora vado a vedere: ah 63,907 milioni, all’ultima semestrale.

Cavoli, se gliene diamo 50, sono 110 milioni per Icardi. 110 milioni….? Ma sì, ci sta di prendere un ragazzo più giovane, uno sempre da 30-40 gol a stagione; si programma, siamo la Juve!

Però aspetta. Aspetta un attimo. Gonzalo Higuain, quello che due stagioni fa accogliemmo con una certa freddezza, con circospezione, con qualche dubbio…ora lo abbiamo imparato ad amare. Quello che a Wembley raccoglie il pallone in fondo alla rete, dopo aver segnato l’1-1 con una zampata delle sue, e incita tutti a tornare a centrocampo; e poi, qualche minuto dopo, pennella un passaggio in profondità per Dybala che neanche col righello e poi si inginocchia per esultare; quello che con il tutore alla mano la mette al San Paolo e poi fa il gesto intorno all’orecchio; quello che ha imparato a uscire dall’area (anche troppo!), che lo trovi sulla tre quarti difensiva: si avvita su se stesso, porta su la squadra. Quello sempre sorridente negli scatti coi compagni. Sempre equilibrato coi giornalisti. Lui… proprio adesso che lo abbiamo imparato ad amare.

Eh ma no, questo era il romanzo del calcio, torniamo alla programmazione. Stay tuned.