AAA, trequartista cercasi

di Francesco Cionfoli |

Se il tridente è un pensiero stupendo che scorre nella mente di Sarri, c’è ancora spazio per qualcosa di diverso che colmi l’attuale sterilità offensiva e funga da collante tra centrocampo e attacco, senza perdere quel famoso equilibrio? Forse più che chiamarlo diverso, dovrei parlare di UNICO, come quell’UNO del modulo ormai costantemente usato senza grandi risultati: l’uno dietro le punte ha il nome comune di trequartista, ma la Juventus è tuttora priva di un nome proprio. Andare avanti all’insegna dell’adattamento di vari giocatori nel ruolo, o investire in maniera decisa e anche rischiosa su un profilo che quel ruolo lo riveste per vocazione? Le soluzioni sono tante e diverse: alcune già rincorse e sognate perchè affascinanti e proibitive, altre da pensare e pianificare prima degli altri. Vediamo alcuni profili da juve e da 4 3 1 2 partendo dalla situazione attuale in cui si trovano i bianconeri.

I nomi in rosa: Bernardeschi, Ramsey, D.Costa, Bentancur, Pjanic? Dybala? Etc… Una lista enorme, da cui Sarri pesca volta per volta la carta migliore in base al tipo di partita e soprattutto alla condizione fisica. Probabilmente il titolare quasi fisso, se fosse spesso integro, sarebbe DC11; purtroppo non lo è, così come Ramsey, solitamente affaticato e ancora spaesato nel nuovo campionato. Tra i più gettonati resta così Bernardeschi, troppo impegnato a correre e a dare equilibrio, poco libero di mente e senza la fantasia offensiva richiesta ad un trequartista.

-Il sogno di una vita: Isco. Dal mio punto di vista l’interprete migliore del ruolo, capace di disegnare calcio e inventare solamente con uno stop, una finta di corpo o un dribbling nello stretto che spesso precedono filtranti da capogiro e tiri a fil di palo. Sempre cercato e voluto da Paratici negli anni, resta un sogno proibito perchè troppo costoso e tenuto stretto da un presidente che, dopo Ronaldo, non intende fare ai bianconeri altri preziosi regali.

L’opzione “conveniente”: Eriksen. Il danese accostato alla juve negli ultimi tempi va in scadenza a gennaio col Tottenham. Classe 92 (come Isco), più da 4-2-3-1 che 4-3-1-2, è dotato di grande tecnica e visione di gioco e preferisce innescare gli altri più che muoversi lui negli spazi; lo vedrei in bianconero anche solamente per i grandi tiri con ambedue i piedi da fuori area, soluzione di cui siamo carenti oltre ai sporadici gol di Dybala e Pjanic.

-L’investimento nel futuro: Havertz. Il giovane talento tedesco, sulla scia di Ozil, come lui stesso ha dichiarato. Sebbene non abbia brillato nelle due partite contro la Juventus, resta indubbiamente uno dei giovani più forti in Europa (’99); mancino delicato, abile nello stretto e palla al piede, dotato di buona visione di gioco con cui riesce a distribuire assist per i compagni. Trequartista di movimento che ama spesso partire da dietro, è impiegato anche come seconda punta. Un’opzione rischiosa e onerosa per l’età che, tuttavia, può rivelarsi una grande mossa di anticipo sugli altri in ottica futura (stile de Ligt).

L’ipotesi italiana: Pellegrini. Romanista di Roma, ultimo di una capitale ormai diventata colonia straniera, è forse un genio di calcio non ancora stimato a pieno. Nasce mezz’ala, e ci rimane in modo atipico, poichè avanzato sulla trequarti da Di Francesco e confermato con ottimi risultati da Fonseca nel suo 4-2-3-1. Pellegrini è in grado di giocare spalle alla porta guardando in avanti (assist per Kluivert in Verona-Roma), vede gli spazi giusti e crea trame di gioco con entrambi i piedi da vero trequartista; a ciò si aggiungano i molti anni di carriera che ha davanti (’96).

Se si vuole continuare con la linea del trequartista lì davanti, occorrerà prima o poi intervenire sul mercato, poichè quel che Sarri non ha, è quell’1 che gli manca.


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