A lezione da Schmidt: come il Mainz ha punito il Bayern

di Alex Campanelli |

Nella serata della clamorosa beffa in Coppa Italia sfiorata, in quel di Monaco di Baviera si è verificato un evento altrettanto improbabile: il Bayern di Pep Guardiola è caduto all’Allianz Arena, sconfitto per 1-2 dal Mainz. Per dare un’idea dell’impresa compiuta dalla squadra di Schmidt, basti ricordare che in questa stagione il Bayern non aveva conosciuto altro risultato che la vittoria tra le mura amiche, considerando Bundesliga, DFB Pokal, Supercoppa e Champions League; 15 vittorie, 0 pareggi e, da ieri, una sconfitta.

Dando un’occhiata alla dinamica del primo gol, non possiamo che immaginare il tecnico del Mainz Martin Schmidt che studia attentamente la gara tra i bavaresi e la Juve, prefigurandosi uno scenario simile a quello che poi porterà al vantaggio degli ospiti. Per provare a far male alla retroguardia non certo impenetrabile, nelle fasi iniziali della gara Schmidt preferisce rischiare qualcosa in fase di non possesso e tiene molto alto il tridente del suo 3-4-3, supportato a turno da uno degli esterni di centrocampo. Il primo gol ospite nasce da un rinvio lungo della difesa, col Bayern che lascia colpevolmente scoperto il lato debole del campo; il terzino Bernat, fisicamente poco prestante, deve stringere sull’ala Clemens, che fa il Mandzukic e serve l’accorrente Donati sull’out di destra. Si crea così una situazione di 4 contro 3: Donati e i tre attaccanti del Mainz contro Bernat e i due centrali Alaba e Benatia, dato che Rafinha non ha il tempo di rientrare e Vidal non riesce a coprirlo in tempo utile. Donati è in netto vantaggio su Alaba che deve compiere un movimento in diagonale per arginarlo, dato che Bernat è rimasto su Clemens, l’esterno italiano mette un rasoterra che il centravanti Melli (peraltro controllato da Benatia) non riesce a impattare, sulla sinistra però l’altro attaccante laterale Jairo è completamente solo e insacca facilmente alle spalle di Neuer. Un contropiede a regola d’arte, sfruttando i due principali punti deboli della squadra di Pep: la tendenza ad attaccare con molti uomini e una difesa battibile nel gioco aereo.

Doppio errore bavarese anche in occasione della rete del definitivo 1-2 della squadra di Magonza, realizzato dal subentrato Jhon Cordoba a 4′ dalla fine, quando tutti i segnali masciavano presagire un’imminente rimonta del Bayern. Il primo errore è tecnico: sull’out di destra Vidal è troppo avventato nell’entrare su Baumgartlinger, prevedendo un movimento laterale, il centrocampista austriaco invece preferisce rientrare verso il centro dell’area e taglia il cileno fuori dall’azione in una posizione molto pericolosa. Il secondo errore è di tipo posizionale: seguento lo stesso ragionamento di Vidal, Benatia resta basso in area di rigore aspettando un cross dal fondo, e incredibilmente non si sposta neanche quando Baumgartlinger si accentra e salta Vidal, restando dunque a coprire inutilmente un lato già controllato da Alaba. Quando Baumgartlinger serve Cordoba, appostatosi all’altezza della lunetta, per il centrale marocchino è ormai troppo tardi e la sua uscita tardiva e disperata non riesce a impedire il gol dell’attaccante colombiano. Qui non c’è nessun contropiede, semplicemente un’errata lettura sfruttata al massimo dagli uomini di Schmidt, abili ad approfittare del il doppio svarione del Pep-team, che quando non difende in superiorità numerica mostra molto spesso il fianco, come dimostrato anche allo Stadium. Coraggio, rapidità nel ribaltare l’azione e cinismo sono le tre doti che la Juve dovrà affinare se vuole anch’essa espugnare l’Allianz Arena.