A centrocampo? Emre Can

di Simone Navarra |

emre can

Dicono ci sia ancora qualcuno che rimpiange il mancato impiego di Furino nella finale di Coppacampioni dell’83. Serviva un falegname e invece si continuò con i pittori. L’errore, se allora avvenne, non deve esser ripetuto oggi. Con il mercato aperto davanti e molte possibilità per irrobustire una linea mediana che ha fatto sentire scricchiolii contro i pesi massimi, sia a livello di chili (leggi Casemiro) che di piedi (pensare a Modric). Per questo dopo l’arrivo dell’ala giusta, Douglas Costa, serve come il pane un centrale che sappia competere a livello tecnico ma anche fisico. Qui ognuno a questo punto può fare i nomi che vuole. E’ la fiera del desiderio a occhi chiusi e con i soldi degli altri. E’ la festa di commercialisti e agenti. Non di chi crede nei colori o peggio ancora nella bandiera.

 

Inutile aggiungere che da questo lato della scrivania si proverebbe a imporre Luca Marrone richiamando Giandonato e forse qualche altro “made in Vinovo”. Ma siccome siamo nella confusione e il gioco è anche comprare per comprare vorrei qualcuno con la faccia di Tardelli e il gioco di Mafredonia, la visione di gioco di Paulo Sousa e Beniamino Vignola. Bisogna sempre guardare al passato per fare buone scelte nel futuro, dice il saggio. E non va dimenticato. Si parla di Matuidi, che giocava poco nel primo Psg di Emery, e di Emre Can, che al Liverpool hanno fatto giocare un po’ dappertutto tranne che nel suo ruolo naturale, davanti alla difesa. Facile immaginare su chi va la mia preferenza. Il tedesco-turco potrebbe integrarsi meglio grazie a Khedira e poi non andrebbe a coprire la mattonella di Marchisio, uno di quelli da preservare.

 

Poi c’è il fatto che la Juventus non riesce da Vidal in qua a scovare un centrocampista non troppo conosciuto dagli almanacchi, procuratori e compagnia cantante. Tempo fa avevo promosso l’interessamento per Barkley, non andava bene spiegarono gli esperti. Ma pare che adesso lo prenderà Mourinho al Manchester United. Ce ne sono molti così. Ragazzi alla fermata in attesa del treno giusto. Marrone pare l’abbia perso. Perché? Come non pensare a tutti quei giovani che potevano essere e non sono stati. Poesie dimentiche. Come aspettare che Paratici tiri fuori il coniglio dal cappello. Sapendo comunque che Poulsen al posto di Xabi Alonso è una scelta non lontana eppure già fatta. Come Magrin erede di Platinì. Come Sissoko lasciato così, come era venuto.

 

La preoccupazione del tifoso è tutta qui. Si vuole la forza e la tecnica, il dribbling e le discese sulla fascia. E’ stato fatto quasi tutto. Non bisogna fare errori però. Il giocattolo di Max Allegri sembra delicato. Sarebbe necessario l’ingresso di un falegname, di un manovale con la faccia brutta e il grido sbracciato al goal giusto. Nei mesi estivi il tifoso juventino prega Paratici come il santo patrono. Sarebbe bello se si riuscisse a vedere con la maglia bianconera titolare pure quel Marrone che ha tenuto in piedi da solo un centrocampo in campionati piovosi.