A CALDO/ Sampdoria-Juventus 1-2: process over results

di Davide Terruzzi |

Il risultato prima del processo. Results over process. Un errore facile da commettere quando si deve commentare una partita partendo da quello che segna il tabellone trascurando quello che ci ha detto il campo. Il verdetto finale va sempre accettato, ma è anche giusto, e doveroso secondo me, dare il giusto peso a quello che accade all’interno del rettangolo di gioco che, se stiamo ben attenti, parla. Un errore in cui è facile ricorrere negli immediati minuti post-fischio finale. Quasi una tentazione. La stessa che ci porta a osservare una gara (di qualsiasi sport) partendo dalle proprie opinioni o gusti personali. A calcio vince chi fa più cose giuste. Chi sbaglia di meno, quasi sempre, ottiene i tre punti. E spesso questo succede quando si hanno i giocatori più forti, perché sono sempre loro a fare la differenza. Credo lo sappia bene Allegri, un allenatore che nell’arco di una stagione si è trovato da avere in attacco Ibrahimovic a dover giocare con Pazzini. Lo si è visto, ancora una volta, a Genova dove prima Pogba s’inventa un gol e poi Dybala-Khedira dispensano lezioni di intelligenza calcistica applicata.

La vittoria finale, la nona consecutiva in campionato, non ci può esentare dal commentare la prestazione globale della Juventus, che non può dipendere da quello che ha combinato un singolo giocatore. Mi piacerebbe poter chiedere ad Allegri perché la scelta sia ricaduta su Hernanes e non su Sturaro. Non potendo credere che un tecnico che siede su una panchina così prestigiosa sia il re degli incompetenti vorrei conoscere i motivi, che ovviamente ci saranno, di tale scelta e mi piacerebbe anche venire a conoscenza della ragione per la quale non è stato sostituito. La mia impressione è che la sua presenza abbia tolto al trio difensivo quella protezione centrale assai importante, direi fondamentale, in qualsiasi partita. Vorrei domandare perché non pensi a rovesciare il triangolo, perché, per me, la coppia Khedira-Marchisio sembra nata apposta per giocare assieme e Pogba-Dybala alle spalle del centrocampo avversario aumenterebbero notevolmente le linee di passaggio e la qualità nelle zone calde. Se è vero, ed è vero, che un punto di forza della Juventus sta nella la fase di non possesso, non vorrei che la squadra si limitasse. Anche con la Sampdoria si è visto come la squadra di Allegri sia riuscita a creare occasioni quando ha tenuto il pallino del gioco, quando insomma è riuscita a fare bene quello che sa fare (e il secondo gol, le imbucate per Morata e Pogba stanno lì a dimostrarlo).

Non dobbiamo correre nell’errore di guardare solo il risultato e dire “per il campionato basta e avanza”, “Terruzzi sei un pignolo di proporzioni bibliche” (e lo sono). Bisogna rovesciare l’assioma iniziale: process over results. Sempre. E quindi penso sia giusto sottolineare che questa Juventus può e deve fare di più per durare nel tempo. Il che non significa “viva il gioco di posizione, abbasso il contropiede”, questi sono gusti, ma trovare una soluzione che possa permettere alla squadra al massimo del proprio potenziale. Può essere lo spostamento di qualche pedina,  come può essere, paradossalmente, la scelta di ritornare al 4312 o l’adozione del 555. Non accontentarsi, anche se la rimonta è clamorosa, l’Inter è stata raggiunta e la Fiorentina superata, perché per essere protagonisti in Europa serve di più. Perché questa Juventus non si sta esprimendo al massimo del potenziale.