A CALDO/ JUVENTUS-INTER 2-0: La vittoria della normalità

di Davide Terruzzi |

Tutto è sembrato ineluttabile. Il gol una questione di minuti: la Juventus parte forte, Hernanes costringe Handanovic a un intervento grandioso e salva la porta con l’aiuto della traversa, crea un altro paio d’occasioni nitide; poi, superato il ventesimo di gioco, rallenta, commette diversi errori tecnici, subisce anche la fisicità dell’Inter. Quello che succede nel secondo tempo è cronaca: D’Ambrosio che serve Bonucci, la palla gol per il raddoppio sui piedi di Dybala, una tranquilla gestione del vantaggio; Mancini passa a un 343 offensivo, Allegri mette Morata e chiude la partita. Gli unici pericoli arrivano a babbo quasi morto, ma Buffon non vuole prendere gol e non lo subisce.

E’ la vittoria della normalità; la forza dell’abitudine. Una Juventus che ha lasciato l’impressione di controllare la partita a proprio piacimento con una notevole capacità della gestione del ritmo. Questi sono tre punti figli di un livello superiore raggiunto da anni, una solida base su cui poggia l’intera struttura e in grado d’assorbire nel tempo anche quei giocatori apparsi nei primi mesi in difficoltà: Hernanes ha fatto girare la squadra ed effettuato un buon filtro; Rugani ha giocato con assoluta sicurezza. Ci sono poi alcuni fuoriclasse: Bonucci, uno che qualche juventino fino a pochi mesi fa quasi contestava, continua a dimostrarsi uno dei migliori nel suo ruolo e in grado di smentire qualsiasi profezia di sciagura; Mandzukic è già il simbolo dello spirito operaio della Juventus. L’unica pecca arriva dall’infortunio di Chiellini: magari non è nulla, ma qualcosa non sta funzionando.

Questa squadra in Italia ha una grande forza: vince perché sbaglia di meno, vince perché fa più cose giuste, vince perché fa commettere agli avversari errori. Vince, insomma, perché è la più forte: tecnicamente e mentalmente. Di certo è di un’altra categoria rispetto l’Inter.