A CALDO/ JUVENTUS-NAPOLI 1-0: Gira la ruota, girala

di Davide Terruzzi |

Quando Allegri ha deciso di togliere Dybala per mettere Alex Sandro e passare al 451, il messaggio sembrava essere solo uno: teniamoci il pari, va bene a entrambi. Nessuno poteva immaginare l’episodio successivo, quello che decide le sorti di una partita e potrebbe, chissà, essere ricordato come il gol del quinto scudetto consecutivo: Zaza controlla, tira subito, Albiol tocca la palla ed è rete. Uno a zero. La Juventus vince. A due minuti dalla fine. Ed è chiaramente festa. Certamente, però, quell’azione nasce da un modo per fare male alla difesa azzurra: ampiezza ricercata, scambio in velocità. Vedere anche l’occasione capitata sui piedi di Dybala per crederci. La ruota è girata: non lo pensate? Immaginate questa partita a ottobre: senza Chiellini, Caceres e con Bonucci che chiede il cambio durante la gara e poi pensate a cosa sarebbe potuto uscire.

Siamo ormai abituati a considerare la formazione bianconera come il benchmark dell’intero campionato. Il Napoli spettacolare, la macchina che macina occasioni su occasioni, ha sbattuto contro il muro juventino. Bisogna fare davvero i complimenti alla formazione di Sarri: giocare contro una delle migliori organizzazioni continentali è difficili per tutti, ma credo oggi gli azzurri abbiano dimostrato una sapienza tattica superiore alle aspettative, una capacità di difendersi con disciplina che potrebbe rappresentare un’ulteriore tessera. Hanno provato, come la Juventus, a pressare alto ma la Juventus ha perso pochi palloni. Insomma, una squadra come quella di Allegri non l’hanno mai affrontata. Una partita molto combattuta, tipicamente italiana per la capacità delle squadre in campo di contrastare gli avversari: spazi stretti, grande aggressività, che necessitano mezzi tecnici sopra la media per non regalare il pallone. Questo nel primo tempo: nella ripresa squadre più stanche, con una Juve che ha lasciato molto il possesso, abbassando il proprio baricentro ma non riuscendo, anche per la bravura degli avversari, a pungere sempre in transizione. Sarà stata scelta voluta? Non ci stupiremmo, sarebbe la solita tendenza bianconera a disputare più partite dentro la stessa gara.

Nella Juventus sono mancati alcuni interpreti. Morata ha disputato davvero una partita pessima e sembra avere più problemi caratteriali che tattici; Pogba si è sacrificato molto sulla sinistra, ha ricoperto una posizione che lo limita spazialmente, ma resta un talento in grado di rompere qualsiasi schema, meccanismo con il proprio talento; Marchisio è stato perfetto in copertura, meno in fase di regia. La scelta di giocare con un 442 assimetrico si è rivelata azzeccata a livello difensivo: grande compattezza verticale ed orizzontale, Insigne costretto a raddoppiare costantemente su Cuadrado. Il limite di tale sistema si è rivelato sulla sinistra: mentre sulla destra Lichtsteiner, il colombiano e Khedira formavano una catena di fatto, sulla fascia opposta Pogba accentrava parecchio la propria posizione ed Evra, autore di una prestazione granitica, più basso per formare una linea a 3 in fase di possesso non riusciva ad arrivare puntuale negli inserimenti.

Non sono mancati i campioni difensivi. Bonucci è stato magistrale, Barzagli monumentale: che sia a 3, a 4, a 5, la principale forza della Juventus resta la tenuta di questo reparto. Ed ha ragione Allegri: fondamentale non concedere occasioni, il gol prima o poi arriva, se non arriva finisce 0-0. Anche Rugani, chiamato a un compito difficile, è riuscito a superare la pressione di dover marcare Higuain, giocare nello scontro diretto entrando dalla panchina.

Ora bisogna vedere come reagirà il Napoli. Per me, ripeto, può tornare a casa con la consapevolezza di aver disputato una buona prestazione. Il calendario ora aiuta i bianconeri, ma guai ad evitare a una strada in discesa. La Juventus ha bisogno dei propri principali talenti per brillare offensivamente con costanza, ma si conferma la squadra più matura e più difficile da battere della Serie A. Ed è per questo che continua a vincere. Cosa manca al Napoli? La rosa nella sua completezza e qualche giocatore in grado di risolvere le partite da solo. Quello che Higuain non può fare, perché dipende, come qualsiasi centravanti, dai palloni che gli offrono i compagni.

PS E, dopo una settimana così ricca di polemiche puerili, è ancora più bello vincere senza un episodio arbitrale decisivo.