A CALDO / Italia-Belgio: celo, celo, manca, a casa

di Luca Momblano |

Chelsea, Montreal Impact (MVP), Tottenham, Barcellona, Tottenham bis, Zenit, Manchester United, Roma (?!?), ancora Chelsea, Everton, Manchester City.

Brividi.

Bonucci, Chiellini, Candreva, Parolo, Pellè.

Brividi coi fiocchi.

L’innominabile non ve lo nomino, state sereni.

Incipit postumo: ha vinto il migliore, come spesso accade nel calcio.

Certo, è gara uno. Quella che non ti deve ingannare, ma sono bastate due risposte di Bonucci ad Antinelli ancora dentro il perimetro del campo, al novantesimo, a far capire che ci siamo. La chiave azzurra è bianconera, ma questo già lo sapevamo. E Conte cosa s’inventa? Niente per inventare tutto: manda in campo Pellè-Eder come se negli ultimi 12 mesi non fosse successo niente e per ammortizzare l’esuberanza dell’album delle figurine più amato del mondo (lo dice anche l’International Federation of Football History & Statistics, come si deduce dal nome una delle cose più inutili del mondo) sceglie s’inventa che le diagonali difensive sul lato debole debbano farle due che devono anche pensare a fare gol subito a ruota degli attaccanti. Gli intermedi. Parolo & Giaccherini. Gente da campo sintetico in un Cesena qualunque. L’obiettivo è andare a prendere alti i laterali bassi del Belgio (il possibile anello debole, salvo poi scoprire che da qualche parte gioca ancora Fellaini) e altresì attaccarli per proporre parità numeriche immediate in mezzo con scarichi veloci verso i due attaccanti centrali. Insomma, in questo ultimo canone riconosciamo la mano di quello lì (si, vi sto portando rispetto).

Sta di fatto che il 2-0 poteva arrivare ben prima, che l’ordine difensivo viene prima di ogni altra bellezza esotica e che il gol di Giaccherini è uno schema per polli presuntuosi dal quale tutti prima o dopo devono passare. Contento per la pulce di Talla, perché prima del gol sbaglia tutto ciò che si poteva sbagliare. Poi il controllo volante, a seguire, il piatto che va dritto in lavastoviglie.

La reazione del Belgio è solo pim-pum-pam: “murato!” (cit.)

E se un Ciro Immobile alla fine rievoca quasi Paolo Rossi è perché ancora una volta dovete riflettere. E capire da dove veniva, viene e verrà sempre la forza della Juventus. Non è difficile. Ibra ne sa qualcosa.