A Caldo/ Frosinone-Juventus 0-2: La settimana della Capra

di Davide Terruzzi |

Confortevole. Lo è il rapporto con Allegri (Marotta dixit). Meno lo è stata la vittoria sul Frosinone. La Juventus ha disputato un primo tempo da bella addormentata: la palla si muoveva lentamente, il ritmo della gara sonnacchioso, l’aggressività senza palla poteva essere molto più alta, i movimenti per smarcarsi, specie degli attaccanti, erano quasi nulli. Contro una squadra che si è chiusa coprendo gli spazi centrali correndo molto, l’atteggiamento un po’ troppo sufficiente ha prodotto diversi errori tecnici, frutto non di stanchezza fisica e mentale ma di un’intensità globale ampiamente rivedibile. Non è stanca la Juventus, come dimostra il secondo tempo, frazione di gioco in cui la formazione di Allegri ha preso a pallonate gli avversari: Leali è stato bombardato da qualsiasi posizione – e se nei primi quarantacinque minuti sono state rifiutate anche delle conclusioni dal limite -, la manovra ha guadagnato in velocità grazie a un ritmo di gara decisamente aumentato. Nel primo tempo si è sbagliato molto tecnicamente, ma l’andamento di una partita non dipende solo da questo fondamentale aspetto: la Juventus ha migliorato il proprio rendimento globalmente. La manovra ha trovato sfogo sulle corsie esterne e Allegri ha avuto il merito di scegliere due esterni puri, e in grado di creare sempre la superiorità numerica, come Alex Sandro e Cuadrado che hanno messo in croce un Frosinone in calo vistoso atleticamente nella ripresa. Il tecnico bianconero ha evitato esperimenti: giusto così, doveroso mandare il messaggio ai ragazzi che non si può, e non si deve, mai dare nulla per scontato e pertanto si giustifica la scelta di mettere in campo i migliori a disposizione anche rischiando i diffidati.

Nelle scorse settimane, i giornali hanno paragonato Pogba Dybala Morata a Iniesta Messi Neymar: confronto che ovviamente non ha ancora ragione di esistere. L’argentino, che sembrava morto fisicamente, ha disputato un secondo tempo in cui ha dimostrato che la testa comanda le gambe; lo spagnolo si è perso nel litigare con Rosi, ha sbagliato molto, ha fatto rimpiangere la presenza di un centravanti classico alla Mandzukic nei primi quarantacinque minuti, si è mosso nella ripresa facendo una delle poche cose giuste nel finale; il 10 bianconero, invece, ha decisamente gigioneggiato: la differenza con quei fenomeni è la continuità di rendimento, l’atteggiamento duro con il quale approcciano qualsiasi partita. Non è questione di fare i tocchi, i numeri che finiscono su YouTube: le giocate devono essere sempre essenziali, e la funzionalità deve essere la condizione necessaria. Fare la cosa giusta, sempre. Senza mai dare nulla per scontato.

Lo scontro diretto ormai è alle porte. Inutile pensare a chi ci arriva meglio. Come successo a ottobre con l’Inter, fondamentale sarà non perdere, ma non possiamo che augurarci una vittoria della Juventus con relativo sorpasso in classifica. Speriamo possa essere della sfida Chiellini. Sicuramente non ne farà parte Favilli, ma il gesto di Allegri, quello di far debuttare il giovane Primavera nell’ultimo minuto, è un gesto intelligente: quando si può, bisogna rendere felici i ragazzi che si aggregano alla Prima Squadra omaggiando il loro lavoro e quello del Settore Giovanile.

Ps La regia televisiva del nuovo corso si perde diverse azioni essendo impegnata a mandare in onda replay o a inquadrare il pubblico sugli spalti. Chi è a casa, credo, vorrebbe vedere quello che succede in campo.