A CALDISSIMO / Juventus-Roma 3-1: schiacciasassi, con il sottile spettro del narcisismo

di Giuseppe Gariffo |

La Juventus approda alle semifinali di Tim Cup, proseguendo la serie di vittorie convincenti. Stavolta sconfigge la Roma con le armi più congeniali alle idee del proprio allenatore. Prove di centrocampo “di qualità”, composto da Bentancur, Pjanic e Rabiot, da molti invocato come quello titolare, in prospettiva. Esame per larghi tratti superato. Pressing alto, fraseggio rapido e qualitativo, Bentancur dominante e spesso ben accompagnato dalle punte nel pressing alto sui difensori avversari. E’ esattamente con queste frecce che, nel primo tempo, la Roma è stata demolita dall’undici bianconero. I giallorossi riescono anche, fino all’1-0 e ad inizio ripresa, a prendere coraggio e fare la partita. Perchè quando la Juve si impigrisce, non pressa e non cerca il recupero palla alto, iniziando anzi a specchiarsi, si disunisce e diventa attaccabilissima. Ma quando cambia marcia, attaccando con continuità ed in avanti i portatori di palla avversari, trovando triangolazioni rapide tra mezzali e punte, comincia la vendemmia di gol ed occasioni pericolose, che hanno consentito di chiudere sul 3-0 la prima frazione di gioco.

Come sempre, poi, sono gli interpreti a fare la differenza. Ronaldo in versione supereroe della Marvel sull’1-0. “La voleva in corsa”, dice il telecronista Rai. E in corsa ci si mette da solo, appena ricevuto il pallone, con un’accelerazione che brucia gli avversari ed una rapidità di esecuzione che non lascia scampo a Pau Lopez. Sul raddoppio è Douglas Costa a trovare un corridoio di passaggio straordinario per Bentancur, che rischia il dribbling in area e trova un gol splendido e meritatissimo per la prestazione offerta. Ma la sensazione, forse più che in qualunque altra gara stagionale, è che le qualità dei singoli inizino ad essere valorizzate da uno spartito che li mette particolarmente a proprio agio.

Citazione di merito a Gigi Buffon. Sfortunato l’autogol, senza colpe, in occasione della marcatura romanista. Ma due parate di livello straordinario ci ricordano con chi abbiamo a che fare. Note stonate la ricaduta muscolare di Danilo, proprio nel momento in cui il suo livello prestazione iniziava a salire, e il calo di tensione con tante occasioni (vere e potenziali) lasciate alla Roma nella ripresa. Ma a questa veste della Juve, meno “monolitica” che in  passato, dovremo forse imparare ad abituarci.