Air CR7 fa 90: superato Pippo gol

di Mauro Bortone |

Ci sarebbe da studiare i teorici seriali del “Ronaldo out” che, ad ogni partita della Juventus, quando le cose sembrano non andare bene, danno al portoghese le colpe di tutto: dallo “sfacelo” (..?) della società all’“imbrocchimento” della rosa,  dal decadimento di Bernardeschi alle emissioni di CO2, passando per il costo del bollo auto.

La verità è che alcuni tifosi bianconeri, quando parlano del fenomeno portoghese sembrano in maniera inconscia o subdola prestare il fianco alle argomentazioni degli avversari che da tre anni tentano di sminuire la portata del colpo CR7 alla Juve e nel nostro campionato, che, peraltro, diventa “scarso” se lo vincono i bianconeri da nove anni e “meraviglioso” se in testa ci sono le milanesi.

Il diretto interessato, intanto, all’occorrenza toglie le castagne dal fuoco e lo fa in maniera innaturale con gesti atletici e tecnici che non sono di questo mondo come le due reti che spaccano la sfida col Crotone: elevazioni, soprattutto quella in occasione del secondo gol, dogmatiche di un campione che ha ancora più voglia e talento dei compagni più giovani.

Sono 90 in bianconero in 117 partite con una media realizzativa pazzesca: in una notte, CR7 aggancia e supera un certo Pippo Inzaghi (fermo a 89 ma in 165 gare) salendo al 15esimo posto della classifica marcatori all-time in bianconero e mette nel mirino Gabetto e Dybala, puntando a quota 100 gol che non tarderà a raggiungere. Perché lui è così: ha sempre un obiettivo in più su cui provarsi.

Certo, non tutto va bene da quando è arrivato. Ma il punto è che la Juve non gli ha costruito una struttura, soprattutto in mediana, capace di sfruttare al meglio le sue qualità: nei due gol di ieri, ad esempio, c’è la riprova di quanto possa fare male un giocatore così, quando la squadra riesce a far aprire le maglie degli avversari.

E nonostante i limiti evidenziati dalla Juve nel triennio di Ronaldo e la difficoltà ad innescarlo al meglio, i suoi numeri sono impressionanti e pesano sulle sorti di questa squadra, che spesso, troppo spesso, si aggrappa solo a lui per scrollarsi di dosso paure e rilanciarsi. E se “la paura fa 90”, come un vecchio film di Giorgio Simonelli, Ronaldo sa come disinnescarla e cambiare il senso pure alla numerologia.