9 anni di Juve, che ci rende più forti

di Sandro Scarpa |

Nove Scudetti. NOVE. Nove anni. NOVE!! Fa anche rima, con JUVE!

Nove anni è quasi una generazione, dalla culla al campetto, dalle medie alla laurea, dai 18 anni al matrimonio, da figli piccoli ad adolescenti, da mezza età a pensione, da Di Natale che dice NO, a Cristiano che urla SIIIIIUUU.

Nel 2012 naufragava la Concordia e cominciavamo a crederci, nella stagione immacolata della Rinascita, accarezzavamo il sogno, c’era la Primavera Araba ed eravamo increduli di essere di nuovo lì davanti. Il primo Scudetto è una sensazione tangibile, gioia dirompente che faceva male dentro, liberatoria, non era sofferenza guardare le gare punto a punto, non era doloroso immaginare di perdere, ma era una scalata del destino, ritornare lì dove è il nostro posto: 30!

Poi il secondo anno, più difficile. Vincere è straordinario, ri-vincere è la nostra condizione, il nostro credo, la conferma di essere più forti, più bravi, più tesi alla vittoria. Ce l’abbiamo fatta ancora, con gli altri già avvelenati dopo un anno –da scommessopoli alle continue lagne-. E ancora il terzo anno, il primo dominio, ciclo che sembrava già incredibile, dava il senso di un’egemonia pazzesca,  insperata. Non c’è 2 senza TRE!

Abbiamo cominciato ad avere ambizioni più alte, mentre crescevamo, si passava dalle medie alle superiori, dalla laurea al primo lavoro, dalle pappine alle prime pedalate. E’ arrivata la fuga in panchina, la paura di un crollo, l’incertezza e invece ci siamo issati fin quasi all’Olimpo europeo. QUATTRO scudetti di fila: 4JU! Sogno. Goduria. Con aggiunta di Coppa Italia, per cannibalizzare e non lasciare nemmeno le briciole. Poteva bastare così e invece al quinto anno, eravamo in fondo con le risatine degli altri, ci è venuta di nuovo fame spaventosa, anche dopo oltre 1000 giorni da primi, abbiamo compreso la droga della vittoria, della goduria, della rimonta, e infine, ancora scudetto: HI5TORY!

Non ci bastava, non ci basta mai. Il sesto, LE6END, è venuto prima di un’altra possibilità di soddisfare una fame ancor più atavica, ce lo siamo goduti, ma non fino in fondo. E quello dopo, il SETTIMO, è stato quello dell’ennesima paura, forse meno voglia di gioire, più paura di smettere di farlo, vedere esultare gli altri, e invece nulla, all’ultimo guizzo, all’ultimo salto di testa: ANCORA NOSTRO! Mentre finivamo le superiori, mentre finivamo gli esami, mentre trovavamo lavoro o lo perdevamo, o l’amore, o gli amori, o le scelte della nostra vita: MY7H!

Siamo andati avanti, la gioia pazzesca di avere con noi il giocatore più vincente di sempre, ci siamo gasati, avevamo ancora capacità di emozionarci. Anche vincendolo di nuovo, con lui, di salutare il secondo mister del ciclo, tra sensazioni contrastanti, nonostante tutto: W8NDERFUL!

E siamo arrivati a questo. Il più lungo, alterno, straziante, intenso.

La partenza, le cose belle, brutte, la pausa, il calcio non più ragione di vita, anzi, non è più. Fino a non fregarcene più dello Scudetto. Anzi, il cartone lo lasciamo ad altri. Solo sul campo!

Poi il ritorno, i calciatori non sono macchine, il calcio sembra calcetto, la solidità poi i crolli, i blackout surreali, le altre rallentano, noi di più. E infine, ancora e ancora e ancora (9 volte), lo vinciamo. Sopravvissuti, in tutti i sensi, STRON9ER!

E gioiamo. Sono 9 anni, e 3000 giorni (non leggetelo così, come fosse scontato, provate a pensarci davvero) che gioiamo dentro, o anche se non gioiamo più come una volta -o forse di più- proviamo dentro una serenità, un benessere che ci accompagna ancora, ora che abbiamo fatto le superiori a distanza, che ci hanno dato una laurea in videocall, ora che lavoriamo con le mascherine, o che siamo in cassa integrazione e la Juve almeno è ancora lì, ora che abbiamo figli, o che sono cresciuti, o che non abbiamo più genitori, che tifavano anche loro per noi, o contro di noi, ora che abbiamo più pancia di 9 anni fa, o meno capelli, o più rughe, o più curve, ora che il nostro sorriso è lo stesso, scintillante come il primo giorno.

Ora e sempre la Juve c’è. Dentro di noi. Una vita fatta di vittorie. Fatta di Juve.