#6lajuve perché puoi farlo diventare il più bello di tutti

di Juventibus |

Rocchi ha appena fischiato la fine di Juventus-Napoli. Gli spalti si svuotano, i mezzi pubblici all’esterno dell’Allianz Stadium si riempiono. I compagni di fede su WhatsApp possono essere una valvola di sfogo, un rifugio o magari un modo per allargare gli orizzonti e guardare oltre. Tra le nubi di stati d’animo oscuri, nasce questa conversazione tutta siciliana tra due autori di Juventibus, uno reduce dagli spalti, l’altra ancora inerme sul divano di casa.

Giuseppe Gariffo: Ho dormito quattro ore, stanotte, per assistere a questo spettacolo penoso, Valeria. Ma loro che ne sanno? Tu puoi capirmi. Aerei, hotel, taxi… e neanche scendono in campo! Uno scempio. Tu come stai?

Valeria Arena: Lascia stare ché in casa Arena si sta vivendo una tragedia. Avendo sempre avuto il fiuto del peggior segugio del mondo, ho deciso di fare a papà, nato il 24 maggio, il regalo di compleanno anticipato, regalandogli il biglietto di Juve-Bologna, che guarda caso capita pure di 5 maggio. Per lui sarebbe pure la prima volta allo Stadium, quindi forse diventerò la peggior figlia del mondo. Ora, non dico che ero sicurissima di vincerlo proprio quel giorno, ma addirittura rischiare di arrivare a giocarcela da secondi, ecco, no. Se mi drogavo, forse gli davo un dispiacere minore.

GG: Mamma mia che tempismo, Vale! Ahahah, almeno mi stai facendo fare una risata! Sai che anche io davo per scontato di tornare su il 5 Maggio? La magia della data, il +6 che fino a quattro giorni ci faceva sentire irraggiungibili… Adesso proprio non saprei, il ballottaggio con gli stupefacenti che evochi non è così irreale. Però sai, il fatto che vieni su tu mi potrebbe convincere a compiere quest’atto irrazionale. Non ci siamo mai incontrati nei matchday a Torino. E poi, da come me lo hai raccontato sin qui, voglio assolutamente conoscere Arena sr (anzi, il mio vicino di posto non viene di sicuro, se vuole può guardare accanto a me!). Che dici, la faccio sta pazzia?

VA: Ti direi di aspettare l’esito di Inter-Juve, ma qui è un prendere o lasciare. Esserci sempre e comunque o mollare prima perché non ci si crede più. E probabilmente non saremo noi. So bene che il nostro ruolo è tifare, sono gli altri quelli che scendono in campo, quindi se il portafoglio consente, vale sempre la pena esserci. Certo, te lo dico perché ho già abbondantemente svuotato la carta, ormai vado incontro al mio destino. Per quanto riguarda papà, ha superato la fase lutto e imboccato la fase Demitri: perdere tutto per non rivedere mai più Allegri, che mal sopporta dal quel giugno 2014. Ma ci crede davvero? Chi in fondo ci crede davvero?

GG: Ci credo? Non ci credo? Boh. Il “crediamoci” dei tifosi è uno slogan molto abusato nel calcio. Non siamo noi a scendere in campo. La squadra, semmai, ci crede? E’ come se chiedessi a un chirurgo che sta per iniziare un intervento difficile se riuscirà a portarlo a termine (deformazione professionale). Per forza ci si crede, altrimenti nemmeno ci si mette i guanti. Preferisco guardare la realtà nuda, e questa partitaccia di stasera ci mette di fronte a un’occasione: questo scudetto che stavamo portando a casa stancamente rischia di essere leggendario più degli altri, se lo vinciamo. Mi dicono che il Napoli festeggia negli spogliatoi, che Insigne sfotte. Pensa se anche quest’anno lo dovranno vincere l’anno prossimo! Sai che ti dico?? Io adesso faccio il biglietto, vado subito a guardare i voli Palermo-Torino. Tanto ormai il mio smartphone conosce la strada. Tu a che ora arrivi? E se a San Siro non vinciamo?? Non voglio neanche pensarci! Il tema al momento non esiste. Ma cosa significa essere juventini per noi terroni? Che strani che siamo…!

VA: Poi però convinci papà ad entrare allo Stadium perché non vuole andarci più. Va solo a guardare il museo, è un nostalgico. Non gli va bene Allegri, ma non gli andava bene neanche Conte. Non gli va bene più nessuno, è un vecchio cinico ormai. O un vecchio sentimentale. Questo scudetto era un miracolo già da agosto, non capisco perché lo dava per scontato. Certo, dopo aver rincorso, superato e allungato, ritrovarsi così vuol dire che solo che lo hai perso male tu. Ma sai che secondo me è vera quella storia della crisi del settimo anno? Varrà pure per il calcio, no?

GG: Arena, così mi confondi! prima mi metti di buonumore e mi fai pensare “viene su la Catanese, il Palermitano risponde”. Poi mi parli di crisi del settimo anno, di scudetto “perso male”…!? Non ti rispondo male solo “perché sei donna e sei anche carina” (semicit.). Per quanto riguarda mr. Arena no problem, mi hai detto che è astemio, giusto? Bene! So già come fargli confondere Allegri con Guardiola. E allo stadio lo porto anche in spalla. Perché anche lui, con il suo cinismo sentimentale, è la Juve. Tutti con quei colori nel cuore, ognuno con la propria provenienza, le proprie fissazioni, le attitudini, il temperamento, il modo di essere tifoso. Anche Mattia Demitri, sotto sotto, se vinciamo sto scudetto, esulterà alla Carletto Mazzone sotto la curva dell’Atalanta. Figurati se la Juve non trascinerà un siciliano a cui le figlie regalano la prima allo Stadium!

VA: Allora ci vediamo al fischio finale di Juve-Bologna e decidiamo se rimboccare le coperte a papà o portarlo a bere. Io non mi gioco solo scudetto, mi gioco anche il rapporto padre-figlia. Se lo perdiamo, me lo rinfaccerà anche in punto di morte. Niente, dobbiamo vincere. Non esistono alternative valide.

GG: noi a bere ci andiamo sicuro. Per un motivo o per un altro. E lui ci seguirà, perché un catanese non lascia la primogenita da sola con uno sconosciuto e per giunta palermitano. Non temere. Allora ci si vede il cinquemaggio!!

VA: Yes;-) Belli pronti!