#6lajuve perché hai 5 buoni motivi per farcela

di Francesco Falzarano |

Eccoci qua, chiacchiere e chiacchiericci stanno tempestando la settimana bianconera dopo la sconfitta dello Stadium contro il Napoli. Maligni, detrattori, tutti in prima linea nella settimana più difficile, forse, dell’era Allegri. Perché quella giostra chiamata calcio è così, “non ha memoria”, dicono quelli bravi, ma le facce della medaglia sono sempre due. Bisogna restare lucidi, e come direbbe Max, ci vuole halma, quella “halma” adesso preda di critiche ed in pasto a chi aspettava la Juve ed il suo allenatore al varco. “Destino segnato, scudetto perso, ciclo finito, allenatore incompetente”, queste solo alcune delle miriadi di critiche piovute sulla Vecchia Signora dopo il triplice fischio di Rocchi. Bisognerebbe darci un taglio con questo disfattismo, e pensare all’obiettivo comune, per il futuro poi ci sarà tempo. Ecco allora cinque motivi per cui la Juventus può farcela:

1) L’essere Juventus: Ciò che accade nelle segrete stanze degli spogliatoi è da sempre un mistero, eccezion fatta per qualche voce, presunta o reale, che spesso viene messa in piazza. Quello che sappiamo noi è che l’essere Juve, negli anni, ha sempre fatto la differenza, soprattutto nella gestione Allegri. E’ successo il primo anno, quando squadra e allenatore si sono visti complementari l’uno per l’altro. E’ successo il secondo anno, dopo Reggio Emilia, e come non ricordare l’anno scorso dopo la sconfitta di Firenze. Più forte lo schiaffo, più forte la reazione, la forza mentale e tecnica. Beh, questo tonfo l’hanno sentito tutti, e ancor più forte nello spogliatoio risuona tutto questo vociare. Ci aspettiamo l’effetto boomerang, quello con cui ogni anno sono stati ammutoliti detrattori ed alzati trofei.

2) Qualità tecniche e mentali: Il calcio è fatto di tantissime dinamiche e variabili, ma spesso le certezze contano più di tutto. La Juventus per qualità tecniche è la squadra assolutamente più forte di tutta la Serie A. Può contare su una rosa di assoluto livello che può e deve assolutamente centrare i punti necessari per portare a casa il settimo scudetto. Fondamentale in questo mini-torneo di quattro partite sarà la testa, perché senza quella non gireranno le gambe. Ma vedendo lo storico ed il valore di questi calciatori, possiamo affermare che situazioni come questa ne capitano a bizzeffe per chi fa questo mestiere a questo livello, e siamo certi che non sarà la testa a venir meno. Così il binomio tra tecnica e testa potrà fare la differenza per gli ultimi quattro match.

3) Fame di vittorie: L’abbiamo visto a Madrid, ed è solo uno dei tantissimi esempi che possiamo fare. Una squadra scarica e senza fame non fa certe prestazioni e non reagisce in quel modo. La fame di vittorie è un elemento astratto, ma che ha sempre un posto fisso nello spogliatoio bianconero, sugli spalti dello Stadium e di tutti gli stadi quando la Vecchia Signora calca il prato verde. L’unione tra il gruppo storico e gli acquisti di quest’anno danno vita ad un mix che ci porta a pensare che questa fame è ancora viva e preponderante negli occhi dei ragazzi. Sappiamo che dalle trasferte di Milano e Roma passerà il tricolore. Sono certamente difficili ma non possono incutere timori o paure, perché la Juve sa come portarle a casa. Poi, come la storia insegna, vincere è l’unica cosa che conta.

4) Max Allegri: Il più criticato. Ne esce mediaticamente a pezzi dalla sconfitta contro il Napoli, e per molti è l’artefice dell’uscita dalla Champions ed il responsabile del cosiddetto “non gioco” bianconero. Può essere una chiave di lettura ma, come dicevamo, la medaglia ha sempre due facce e l’altra parla per Max. Bravissimo a gestire i momenti difficili che il percorso gli ha messo davanti, dal suo arrivo ad oggi. Mai sopra le righe, a meno che non si tocchino i “suoi” ragazzi. La sua tanto bistrattata calma ha portato trofei e risultati in Italia ed in Europa, e non è questo il momento di fare processi ad un allenatore che a Torino si è consacrato, e con lui la Juventus. Quindi bisogna fidarsi, ed aspettare la prossima mossa dello stratega Max.

5) Quel punticino: Può essere niente, ma potrà essere anche tutto. La Juventus è avanti, e se forse non è “corretto” attaccarsi a quel punticino, quantomeno è doveroso dargli il giusto peso perché pone la Juventus in una posizione di vantaggio. Una sola lunghezza, fittizia e per molti ininfluente, ma che è reale, esiste. Punto che con il passare delle giornate potrebbe prendere un peso specifico di importanza decisiva.

 

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