5toria di un grande amore

di Juventibus |

@PierSRicchiuti 

14/05/2012 La Gazzetta Dello Sport titola “Invincibili”, è per la nostra Juventus, che vince lo scudetto senza perdere neanche una partita in tutta la stagione con un allenatore alla prima esperienza in un top team, con una squadra nuova con giocatori per alcuni troppo giovani o troppo vecchi, uno JStadium nuovo di zecca ed una voglia di riemergere che ci ha portati a 23 vittorie e 15 pareggi.
Neache una sconfitta, davvero invincibili.
A 4 anni di distanza da quel campionato, quel titolo, potrebbero riproporlo.
Si, sono passati 4 anni (quando si vince gli anni sembano passare molto velocemente, quando invece non si vince gli anni sembrano secoli e chi ci insegue da 5 anni sicuramente ne sa qualcosa) e sembra che la Juventus abbia davvero qualcosa di invincibile, non sono l’eccessiva autostima, l’estrema gioia o il semplice pavoneggiarsi che mi porta a scrivere, è una pura e limpida constatazione dei fatti:
In questi 5 anni abbiamo vinto tanto (e presto ci aspetta un’altra finale di Coppa Italia contro il Milan, speriamo sia il prossimo trofeo) lo abbiamo fatto partendo da zero quando l’obbiettivo era il 3° posto per tornare tra le grandi, ed invece eccolo lì, il 1°, inatteso sradicato con le unghie e con i denti dal petto del Milan… poteva essere uno scudetto “episodico” quello “dell’anno buono in cui va tutto bene” ma invece no, l’abbiamo vinto anche l’anno dopo. Per molti è sempre l’anno più delicato, quello con il peso della riconferma, quello che deve ribadire che tu sei la più forte, quello con metà campionato senza allenatore, squalificato per motivi ancora da chiarire, ma questo è un altro discorso. L’abbiamo vinto con il record dei 102 punti poi l’anno dopo. Record di sempre in A, sorprendendo tutti, quasi facendoci chiamare marziani, quasi fosse facile vincerne tre di fila “e allora fate anche il record se ne siete capaci, visto che ci siete, provateci!” Detto fatto.
3 Scudetti, 2 SuperCoppe e 1 finale di Coppa Italia persa.
Poi il mister va via a metà luglio. Feste, caroselli, fuochi d’artificio e titoloni per le avversarie: “La Juve ha finito di vincere, cominciamo a festeggiare! Olè!” , nuovo mister ,lui però è diverso, predica calma e pazienza, ma non è un tipo silenzioso e soprattutto è uno che sa fare bene il suo mestiere. Subito contestato, tutta la fiducia che la dirigenza ha accumulato per tre anni è poca roba, oppure è messa momentaneamente da parte, non si sa.Ed invece ancora una volta, no, non c’è spazio per gli altri, si vince ancora. Per la seconda volta consecutiva a +17 sulla seconda e guarda un po’, ci aggiungiamo una finale di Champions quasi alla pari con il Barcellona, persa (ma anche questo è un altro discorso).
E 4, più la 10° Coppa Italia, anche in questo caso in Italia siamo al comando. Si ricomincia.
Si ricomincia male, con difficoltà, con sfortuna, con pochi punti, con qualche idea non proprio brillante, con il dubbio di aver fatto le cose giuste, di aver lasciato andare pezzi grossi, con il secondo anno di questo mister che è “storicamente” deludente, dello sponsor che se lo cambi poi porta sfiga e la stagione non va bene. Di nuovo feste, caroselli, fuochi d’artificio e titoloni per le avversarie… quasi un coro unanime “Finalmente, care VoiAltre, giocatevelo questo Scudetto, che il campionato magicamente è diventato più bello. Statisticamente la Juve non potrà mai recuperare punti né vincerlo questa volta, è vostro, chi lo vince non importa, chissenefrega, non sarà la Juventus!” Poi comincia una rimonta pazzesca, fatta di 24 vittorie su 25 partite. 73 punti su 75 disponibili. 
E vabbè scusateci, anzi no, sono contento perché abbiamo reso tutti tristi, per la 5° volta consecutiva. 
Come nel 30-35, è STORIA, quasi un secolo fa, un calcio che non esiste più.
Viverli son sicuro che non renda l’idea della grandezza di questa impresa, quando metabolizzeremo i festeggiamenti, le gioie, i trofei alzati al cielo, i cori, gli sfottò, allora capiremo sul serio il valore e la forza di questi 5 scudetti consecutivi di (questa) Juve. Magari tra qualche anno ci penseremo, ci riguarderemo i gol, le esultanze, qualche video strappa lacrime, qualche coro allo JStadium e capiremo, davvero, che quella Juve, questa Juve, è invincibile.
No, non sul campo, siamo tutti essere umani, lo sono anche i nostri giocatori, ma nella testa, nello spirito, nella fame, negli occhi di chi scende in campo con la nostra maglia, nella voglia di chi per 5 anni non si è mai accontentato, non si è mai rilassato ed ha sempre lottato per vincere, in mille situazioni, una più difficile dell’altra, riuscendoci tante e tante e tante volte.
Nella mentalità. Lì si, senza dubbio, siamo davvero invincibili.
Grazie Juventus. #FinoAllaFine