5 minuti di ordinaria (e prevedibile) follia

di Sandro Scarpa |

Diciamolo, quando Gabriel ha salvato la vittoria del Lecce sulla Lazio al 100′ ci siamo rilassati: avremmo vinto questo scudetto anche suicidandoci.
E diciamolo, quando Ronaldo ha segnato il suo millesimo gol di fila tra Romagnoli e Kjaer ci siamo poi disinteressati dello Scudetto, favoleggiando sul Lione arato e su una Final Eight. Una Juve finalmente Sarrista, singoli scintillanti (perfino Rabiot, ex-pippa atomica), tenuta difensiva e mentale d’acciaio.

E così, abbiamo vinto lo Scudetto, facile.

I 5 minuti seguenti sono stati definiti “black out incredibile”, “crollo surreale”, “disastro inspiegabile“, Sarri ha preferito andare oltre, “inutile cercare motivi, teniamo quanto di buono fatto e andiamo avanti”.

Così siamo passati da “Scudetto in ghiaccio, troppo facile, testa al Lione” a “Moriremo tutti, arriviamo Quarti!”

In realtà la sconfitta a Milano è banalmente spiegabile e ampiamente prevedibile, al di là dell’andamento da “Pazza Juve, amala” del risultato.

Incontravamo una delle più in forma, senza i due più in forma. Al loro posto, Rugani, 5° centrale out da 7 mesi (più Covid) e un Pipa ancora più piantato del solito.
Inoltre, tutti gli altri venivano da una serie di gara, sempre titolari, sempre gli stessi. Niente turnover, niente cambi fino all’ora di gioco.

Di pazzo col Milan c’è stato ben poco.

Se da casa sul divano sbadigliavamo allo 0-2, in campo dopo un’ora di livello, tutti hanno staccato la spina:

Bonucci, che ha fondato la carriera sull’aspetto mentale, ha sbagliato tutto in 10 minuti, dopo 4000 minuti perfetti. Rugani schiantato psico-fisicamente dopo un discreto approccio ad Ibra, è stato ridicolizzato da Leao.

Pjanic dopo la miglior ora post-Covid, era già sulle ramblas di Barcellona,

Cuadrado, dopo un mese da Dani Alves, ha messo la lingua fuori ed è diventato Marco Motta.

Danilo, già sempre in campo con uno spirito da Beach soccer, ha attivato la modalità Copacabana by night e Sandro si è adeguato.

A quel punto il Milan, nell’ultima mezz’ora aveva tritato la Lazio (e segnato a raffica a Lecce, Roma e Spal) ha preso a correre il doppio, passare il triplo e segnare il quadruplo.

Di chi è la colpa? Di chi può essere la colpa di un cedimento strutturale e psico-fisico così devastante? Degli uomini, della dirigenza, del mercato o del manager che ha la responsabilità della tenuta mentale e fisica dei suoi uomini?

Eppure, nella Juve che ha fatto della tenuta mentale la sua stella polare, piccoli coma reversibili ci sono sempre stati:
La Juve di Conte ne prende 4 in 10 minuti da Rossi (e poi fa 102 punti),
La Juve di Allegri ne prende 3 in 20′ a Marassi (sia da Samp che dal Genoa). Non citiamo quelli presi dal Real a Torino o Cardiff perché sono altri pianeti.

Questi black out, da testa spenta, da sazietà, da “troppo facile” vanno ora moltiplicati per cento, per Covid…

Per 3 mesi in lockdown siamo lucidi, il più irrazionale ripeteva “sarà un calcio assurdo, pazzo, ogni 3 giorni, caldo infernale, dopo 3 mesi di inattività, senza sosta, infortuni, alti e bassi, su e giù”.
Ed è successo esattamente questo.

Difficile potesse accadere contro Cangiano, Petriccione, Sanabria, Edera e compagni. Eppure anche in quelle gare, in controllo, piccole crepe temporanee erano state sigillate dall’organizzazione, dalla qualità del gioco e dallo stato di grazia dei vari de Ligt, Dybala, Bentancur e Cuadrado.

Abbiamo beccato la prima tosta, le prime avversità reiterate (il 10° rigore contro, in 31 gare, lo sbandamento del 2-2) e la squadra ha rivisto crolli e fantasmi sarristi, non quelli di Napoli, Verona e Lione (lì pessimi da subito), ma quelli palesati al Wanda, in casa col Napoli avanti 3-0, nei due KO con la Lazio, dopo aver divorato il 2-0.

Sarri può avere colpe nel non aver subodorato il logorìo psico-fisico di chi ha giocato per un mese, senza riserve, senza turnover, eppure aveva poche scelte, considerando che i peggiori sono stati i “nuovi” (Pipa e Rugani) e quelli subentrati (Sandro, Ramsey).

Così ora qualcuno ha più paura ora, avanti +7 a 7 dalla fine (contro questa Lazio e questa Inter) che a +1 a 12 dalla fine, contro una Lazio che ne vinceva 10 di fila o Conte con i suoi rush finali.

Che fare? Ora che arriva la squadra suprema che ammazza chi va in blackout. La Juve ha SEMPRE reagito ai crolli, con testa, gioco, qualità o culo.

Il piccolo buco nero di questa Juve nello specifico è la combo tra i trascorsi da nemico perdente di Sarri e la lotteria di questo calcio post-pandemia.

La soluzione è scrivere a caratteri cubitali un avviso su quel maledetto tasto OFF/STAND BY, un segnale del tipo “NON TOCCARE FINO ALLA MATEMATICA”.