I 55 errori della Juventus (e come non farne altri)

di Sandro Scarpa |

Quanti errori ha commesso la Juventus negli ultimi anni? 1-5-10-50? Quanti ne aveva commesso negli anni di dominio totale?

C’era una volta una Juventus anni luce davanti alle altre in Italia. Un decennio di vantaggio ora evaporato.

E’ straordinario sia che il dominio sia durato 9 anni (di solito i vantaggi, anche abissali, si perdono in molti meno anni), sia che il gap sia stato azzerato (anzi, rovesciato a favore di una rivale) in modo così repentino.

In realtà ogni anno si compiono errori, ma quando diventano continui e frequenti, questi portano ad altri errori conseguenti e ne scoperchiano altri più nascosti, fino a contaminare tutto e rendere il club un’unica massa organica di errori, a tutti i livelli, Presidenza, Dirigenza, Allenatore e ogni singolo componente della rosa.

Vediamo questo coacervo inestricabile e autoimmune di errori, in ogni singolo ruolo, in ogni singolo settore:

 

ROSA

Szczesny: buon portiere anonimo nei suoi picchi. ERRORE 1: non averlo ceduto per prendere (a 0) un portiere generazionale di 22 anni. 

Perin: il secondo più costoso di A. ERRORE 2: non averlo venduto in questi anni per ricavarci qualcosa.

Pinsoglio: portiere mascotte da LegaPro. ERRORE 3: non aver puntato su uno dei tanti giovani portieri CTP acquistati negli anni.

Cuadrado: continuo e imprescindibile. ERRORE 4: sballottarlo da esterno basso ad alto e averlo sovraimpiegato nonostante le tante pause nazionali.

Danilo: discreto jolly difensivo mai esploso: ERRORE 5: aver venduto il miglior terzino al mondo (Cancelo) per accollarsi il brasiliano a 37 milioni.

De Sciglio: 2 cross e 1 gol in 3 anni. ERRORE 6: aver preso un giocatore fragile, non essere riusciti a cederlo, nemmeno gratis.

Alex Sandro: bolso, appagato, senza mercato e voglia.  ERRORE 7: non aver avuto un cambio da anni, non averlo ceduto prima del crollo. 

Pellegrini: terzino da media A. Bocciato da 3 mister già in ritiro. ERRORE 8: scambiato col miglior italiano (Spinazzola) e ceduto poi a club disastrati.

Chiellini: miglior marcatore al mondo. Leggenda. 5 gare formidabili l’anno. 5. ERRORE 9: non averlo salutato prima degli Europei con un posto in società.

Bonucci: tra i migliori ma solo in coppia con un marcatore top. ERRORE 10: pensare che a 35 anni sia capace di giocare 55 gare evitandoci Rugani.

de Ligt: top giovane marcatore al mondo. Fenomeno dentro e fuori. ERRORE 11: consentire al suo agente di dire “è pronto per il prossimo step”.

Rugani: da promessa a meme. Flop in bassa Ligue 1 ed A. ERRORE 12: avergli dato un ingaggio non da riserva che lo rende incedibile. 

* intanto il club ha ceduto dietro: Cancelo (Err 13), Romero (Err. 14), Demiral (Err. 15) e Spinazzola (Err. 16).

 

Arthur: centrocampista più costoso della storia Juve. Fuori progetto. ERRORE 17: Preso per Sarri e per la plusvalenza. 70 milioni distrutti.

Ramsey: centrocampista col maggior ingaggio. ERRORE 18: Indisponibile da 12 mesi. Cercasi club disperato.

Rabiot: altro CC col maggior ingaggio in rosa, abulico e deludente. ERRORE 19: non aver valutato maturità e indole oltre al suo presunto “talento”.

McKennie: il migliore con Locatelli. ERRORE 20: messo in vendita ad Agosto. Di fatto ancora in vetrina perché tra i pochi giovani con ingaggio basso.

Locatelli: il migliore in mezzo. ERRORE 21: toccava 100 palloni a gara, creava ed assisteva, ora è davanti alla difesa a difendere e barcamenarsi.

Bentancur: giocatore più involuto della storia recente. Non sa fare nulla bene. ERRORE 22: non averlo ceduto quando aveva un po’ di appeal.

* Passati da Pirlo-Vidal-Marchisio-Pogba, poi a Pjanic-Khedira-Matuidi fino ad una marea di parametri zero o acquisti “plusvalenza” flop, lasciandosi sfuggire italiani forti e giovani in condizioni di dominio sul mercato interno: Verratti (Err. 23). Zaniolo (Err. 24), Barella (Err. 25), Tonali (Err. 26).

 

Kulusevski: giovane acquisto più oneroso, 5° scelta. ERRORE 27: scommessa su talento specifico, sballottato in ruoli diversi in squadra fragile, ora in vetrina.

Bernardeschi: giovane acquisto più oneroso di qualche anno fa. ERRORE 28: sballottato in cento ruoli, da terzino a falso nueve, ora in scadenza.

Chiesa: talento cristallino, miglior acquisto del biennio. ERRORE 29: non avergli costruito una squadra degna e averlo quasi messo in discussione. 

Dybala: il 10 con più gol del ciclo, ma ora fragile. ERRORE 30: svezzato, coccolato, tradito, ceduto, rimesso al centro, svincolato dopo trattativa infinita e ridicola.

Morata: Non un 9, forse un 11, fragile ma generoso. ERRORE 31: 4° scelta, formula assurda (10M/anno +35M), epilogo da precario.

Kean: Più forte 3 anni fa che ora. ERRORE 32: ceduto quando era nostro e in rampa, ripreso l’ultimo giorno, dopo CR7. 

Kaio: Sveglio, ma chissà come gioca. ERRORE 33: avergli fatto fare 10′ in 4 mesi, e bocciato alla prima chance. Umiliante.

* intanto il club ha ceduto solo il 29.8 Ronaldo (Err. 34), ceduto solo con minus Higuain (Err. 35), aveva tra le mani Haaland (Err. 36) e poteva chiudere in estate per Vlahovic (Err. 37).

 

Allenatori:

Sarri, ERRORE 38: allenatore scelto per cambiare il ciclo ma con squadra vecchia e vincente, incompatibile tatticamente e mentalmente.

Pirlo, ERRORE 39: non allenatore. Prima difeso dal Presidente poi mollato.

Allegri, ERRORE 40: separazione più per stanchezza che per razionalità, ritorno più per cautela che per programmazione. Doppio errore. Poi da inizio anno (Errore 41) una sequela di errori suoi grandi e piccoli in questi 6 mesi.

* intanto il club poteva scegliere Conte (Err. 42) o Inzaghi (Err. 43) con un Tuchel in uscita nell’estate di Pirlo (Err. 44).

 

Dirigenza/Presidenza:

Marotta, ERRORE 45: cacciato il miglior DG del decennio che ora fa le fortune della diretta rivale, solo per una incomprensione superabile (CR7)

Paratici, ERRORE 46: promosso (?) il miglior DS del decennio a fare un ruolo per cui non era adatto né stimolato e poi cacciato.

Cherubini, ERRORE 47: esperienza come vice e in Juve U23, quindi una squadra di C. Messo lì con mister già preso e mercato stagnante.

Arrivabene, ERRORE 48: zero esperienza nel calcio (come Blanc) e parole durissime contro i migliori asset in rosa (Dybala, de Ligt).

Agnelli sceglie Marotta e Paratici, poi Conte, poi Allegri. Conclude lo Stadium, lancia il nuovo brand, lancia la 2° squadra, le Women, vince (quasi) tutto. Pensa di essere infallibile, così fa errori marchiani già elencati come licenziare Marotta, delegare a Nedved e Paratici la scelta di Sarri, scegliere lui Pirlo e Allegri, essere invischiato nella questione ultrà (Err. 49), coinvolgendo suo malgrado anche il security manager amico d’infanzia (Err. 50), floppare il primo passo con la SuperLega (Err. 51),  aver lasciato correre su casi Suarez (Err. 52) e Plusvalenze (Err. 53). Subire passivamente qualsiasi ondata di fango, di scorrettezze altrui, di disastri di Lega e FIGC (Err. 54)

Stadium, ERRORE 55: gioiello e catino, ora teatro semideserto, colpa di tutti, società, tifo organizzato e non.

Si potrebbe continuare con una Juve U23 che dopo 4 anni non ha fornito alcun apporto alla rosa, ed è ancora in C nonostante budget superiori alle competitor.

Tanti, troppi errori. Che rendono ora il margine e il rischio di farne altri sottilissimo.

Eppure, basterebbe rimediare su 4-5 errori macroscopici con 4-5 scelte giuste per far scomparire o rendere meno importanti gli altri 50:

  1. EPURARE chi ha zero impatto sul campo e impatto enorme sul bilancio: Ramsey, Rabiot, Sandro;
  2. Essere CHIARI nelle conferme degli uomini FORTI (Dybala, de Ligt, Chiesa, Cuadrado, McKennie);
  3. Essere CHIARI nelle SCELTE (rinuncia o rinnovo con stipendi dimezzati) dei comprimari (Perin, Rugani, Berna, De Sciglio, Bentancur, Kulu, Kaio, Kean, etc.);
  4. Sostituire il 9 (Morata) e il CC davanti alla difesa (Arthur) con giocatori forti e funzionali di pari ingaggio/ammortamento;
  5. Avere un piano societario chiaro, coerente e trasparente.

Ci sono voluti anni di errori quasi ridotti a 0 per costruire un dominio e 55 errori per abbatterlo. Ma la Juve ora sta meglio del 2010 e basterà non continuare a ripeterne di macroscopici per tornare vincente.