50 anni fa, Juve-Spal: quando eravamo Leoncini

di Riceviamo e Pubblichiamo |

juventus spal 1968

14 gennaio 1968 – Stadio Comunale di Torino

JUVENTUS–SPAL 2–0

Juventus: Anzolin; Coramini e Leoncini; Bercellino, Castano e Salvadore; Sacco, Del Sol, Depaoli, Cinesinho e Zigoni. Allenatore: Herrera.

Spal: Cipollini; Stanzial e Tommasin; Pasetti, Bozzao e Reja; Bertuccioli, Bigon, Rozzoni, Parola e Brenna. Allenatore: Petagna.

Arbitro: D’Agostini di Roma.

Marcatori: Leoncini al 36’, Depaoli al 64’.

 

Il primo campionato a sedici squadre vede vincitore il Milan del Ragno Nero Cudicini, del roccioso Schnellinger, di Rosato, Sormani e Rivera e di quell’irriducibile Hamrin che, alla sua dodicesima stagione italiana, conquista finalmente uno scudetto. I miracoli non si ripetono e le frontiere chiuse non consentono alla Juve di irrobustirsi e difendere lo scudetto conquistato la stagione precedente. Uno straniero per la verità i bianconeri lo comprano, si tratta dello svedese Magnusson, che però può essere utilizzato soltanto in Coppa dei Campioni. E proprio nel massimo torneo europeo Heriberto compie l’ennesima prodezza portando la squadra fino alla semifinale (dove perderà col Benfica di Eusébio), impresa mai raggiunta fino a quel momento. In estate i bianconeri chiedono invano al Torino Gigi Meroni; una sollevazione popolare blocca l’affare proprio quando la società granata, in gravi difficoltà economiche, sembra pronta al sacrificio. La Juve ripiega così sull’altro granata Simoni, giocatore intelligente ma non in grado di rinforzare la rosa. Purtroppo Meroni, investito da un’auto, morirà nella settimana precedente il derby di fine ottobre. Un derby che sull’onda delle emozioni i granata stravincono e che la Juve, anch’essa colpita dall’evento, gioca al di sotto delle sue possibilità. La compagine bianconera parte comunque bene in campionato, ma un calo dopo tre giornate e un altro nel girone di ritorno mettono il Milan al di fuori della sua portata: ventuno punti i rossoneri a fine andata, diciotto la Juve dietro al Varese e alla pari col Napoli. Altri 18 nel ritorno per la regolare squadra di Heriberto, un terzo posto più che buono per una squadra che, falcidiata spesso dagli infortuni, attinge molto dal vivaio: fra i vari giocatori utilizzati da Heriberto si distingue il centrocampista Sacco e un giorno di gennaio, a Mantova, si affaccia in prima squadra, utilizzato come mezzala di punta, il diciannovenne Causio… E nella sconfitta bianconera più pesante della stagione (5–0 a Varese) si presenta da avversario, con tre goal, Pietro Anastasi.

“HURRÀ JUVENTUS”, CARLO PAROLA

La Juventus, benché abbia avuto nell’ultima mezz’ora minorato da infortunio uno dei suoi uomini migliori, Leoncini, ha superato agevolmente la compagine ferrarese. E lo dimostrano non solo i due goal, magnificamente realizzati, ma non meno, oltre alla traversa colpita da Coramini con un potente tiro da trenta metri, le numerose occasioni sciupate (almeno cinque palle goal). Oseremmo affermare che i bianconeri sono approdati alla conquista dei due punti senza doversi impegnare a fondo, in quanto ebbero il compito facilitato proprio dagli avversari. Gli spallini infatti, astenendosi (e di ciò facciamo loro merito) da una difesa troppo chiusa, vale a dire da un catenaccio a oltranza, si lasciarono surclassare a centrocampo e in attacco poco hanno osato frenati da scarsa convinzione. Lo stesso Mazza se ne dichiarò deluso e amareggiato, ben comprendendo che sulla stregua della prestazione modesta offerta dai suoi giocatori al Comunale, nonostante che alcuni di essi potrebbero fare di più e di meglio, la retrocessione può profilarsi inevitabile. Da parte juventina riteniamo che questa partita resterà tra le poche, in un campionato tanto incerto e combattuto, che si possa archiviare sotto la voce “ordinaria amministrazione”: degna cioè di normale compiacimento, ma da accogliere con moderato entusiasmo. La nota più saliente è stata l’utilizzazione di Sacco come ala destra. Egli non si è certo comportato da ala pura, come d’altronde è di moda oggigiorno. Ma comunque il numero sette sulle spalle, che all’epoca di Amaral aveva più volte indossato con scarso profitto gli è stato ora affidato, pensiamo, per attestargli che il suo talento migliore si è oramai affermato, quello di ispiratore intelligente e costruttivo delle manovre d’attacco. Sotto tale profilo egli per l’occasione ha addirittura operato meglio di Cinesinho: il che non è poco.

“STAMPA SERA”, BRUNO BERNARDI

È tempo di bilanci. Il campionato ha percorso metà del suo cammino. Per la Juventus, vittoriosa ieri sulla Spal per 2–0 allo stadio, il girone di andata, iniziato al piccolo trotto, s’è concluso in bellezza. I campioni d’Italia sono terzi in classifica, a pari merito con il Napoli, distanziati d’un punto dal Varese e di tre dal Milan. «Il campionato – dice negli spogliatoi Heriberto Herrera commentando la sconfitta del Milan a Varese – è vivo e interessante. La fuga della capolista incominciava a preoccupare ma era prevedibile che, prima o poi, qualcuno avrebbe imposto l’alt ai rossoneri». E il presidente Catella di rimando: «Il torneo sta riacquistando il suo vero volto e ritrova l’equilibrio che lo caratterizzava all’inizio. La lotta per il primato si deciderà all’ultimo mese. Naturalmente spero che la Juventus, in quel periodo, non si trovi troppo lontana dalla vetta». Il morale dei bianconeri è alto. La Juventus continua a sommare punti, è in serie positiva da sette giornate (tre pareggi e quattro vittorie) ed è tornata in piena corsa per lo scudetto. Contro la Spal non ha disputato una gara brillante, ma avrebbe potuto vincere con un punteggio assai più netto. Ha creato numerose occasioni, ne ha sfruttate solo due, una per tempo. La prima: cross di Zigoni dalla sinistra, tiro al volo di Leoncini che fulmina Cipollini. La seconda: traversone di Sacco dalla sinistra, tiro al volo di Depaoli che termina alle spalle del portiere ferrarese. Due reti simili, entrambe molto belle. Zigoni e De Paoli a fine gara si rammaricavano per i goal sbagliati. Ieri la loro mira lasciava molto a desiderare altrimenti la Spal sarebbe tornata a Ferrara con almeno cinque goal al passivo. Non era però la miglior Juventus. I bianconeri hanno avuto il loro periodo più vivace nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo. Passati in vantaggio con Leoncini non hanno concesso respiro alla difesa ospite: hanno colpito una traversa con Coramini, si sono visti negare un rigore per l’atterramento in area di Depaoli da parte di Bozzao.

Nella ripresa hanno rallentato il ritmo anche perché Leoncini infortunatosi nella prima frazione, si è schierato al centro dell’attacco senza potersi rendere utile come in precedenza. Una Juventus essenziale, non bella ma produttiva, quella che ha battuto la Spal. Senza dimenticare che il terreno gelato non ha permesso ai juventini di sviluppare un gran gioco. La Spal, temuta alla vigilia dai bianconeri, s’è rivelata avversaria meno consistente del previsto. Ai ferraresi è mancata una pedina–base: quel Reja che, sceso in campo febbricitante, non ha reso all’altezza delle sue possibilità. Basti ricordare che Anzolin, per tutto il primo tempo, non ha compiuto un solo intervento (ha corso un serio pericolo al 19’ quando Brenna, dopo aver sfruttato un’incertezza fra Salvadore e Bercellino, è venuto a trovarsi in posizione favorevole al goal ma ha concluso fuori bersaglio). Nella ripresa il portiere torinese è stato impegnato due volte: per deviare in corner un innocuo tiro di Bigon (20’) e per bloccare un insidioso pallone sferrato da Parola (34’). Tutto qui. Aveva ragione il commendator Mazza a prendersela con i suoi giocatori: «È stata la nostra peggior partita in trasferta», brontolava il presidente spallino. Domenica prossima s’inizia il girone di ritorno. La Spal giocherà a San Siro contro il Milan («Un pareggio – diceva ieri l’ex–juventino Bozzao – lo porteremo via contro la capolista e faremo un piacere alla Juventus»). I bianconeri andranno a Mantova che è l’ultima in classifica a pari merito con Spal e Sampdoria. Herrera spera di recuperare Leoncini il quale ieri ha riportato una leggera distorsione al ginocchio sinistro. Se il romano darà “forfait”, Sacco potrebbe retrocedere in mediana e si avrebbe il ritorno di Simoni o Favalli all’ala destra. Senza dimenticare che Menichelli è pronto e desidera riprendere il suo posto. È da un mese che aspetta il suo turno.

 

di Stefano Bedeschi