5 punti sottovalutati sul bilancio Juve 18/19

di Mario Sironi |

Come è noto Juventus Spa ha presentato il bilancio consuntivo 2018/19 che verrà proposto all’approvazione degli azionisti nella Assemblea convocata per il prossimo 24 ottobre. Juventibus ha già analizzato le principali tematiche emerse nell’articolo di Leonardo Dorini; in queste righe vogliamo leggere invece tra le pieghe dei numeri come accaduto già in passato, alla ricerca di qualche informazione magari sottovalutata dai media. Eccone qualcuna:

1) è stata proposta la modifica dello Statuto Sociale per poter introdurre il voto maggiorato. Ma cosa significa? L’articolo 127 del Testo Unico della Finanza concede alle società quotate in Borsa la possibilità di prevedere una sorta di premio fedeltà per coloro che detengono le azioni per almeno 2 anni. Il premio consiste nella possibilità di far valere di più il proprio voto in Assemblea, fino ad una massimo di due voti per ogni azione posseduta. Come dobbiamo interpretare questa novita? Forse un incentivo alla stabilità della compagine azionaria per tenere lontani eventuali speculatori, nello stesso tempo un rafforzamento del peso specifico di Exor, o quantomeno un mantenimento delle posizioni visto l’imminente aumento di Capitale Sociale, evento che è proprio una casistica classica per l’introduzione delle loyalty shares.

2) Si è molto discusso sull’aumento dell’indebitamento Juve avvenuto nell’ultimo esercizio. Abbiamo letto errori grossolani su testate storiche, come la confusione tra debito e perdita d’esercizio (si studia in prima Ragioneria…); giova ancora una volta ricordare che il debito in sé non è il Male se gli oneri finanziari sono sostenuti dal cash flow (flussi di cassa) che è il vero obiettivo da perseguire è che discende ovviamente dallo sviluppo del fatturato. Ricordiamo che con la leva finanziaria sono state acquisite in passato società come Autostrade e Telecom Italia. La Juve paga oggi un tasso medio sul suo debito del 3,13%, figlio soprattutto del bond emesso nel febbraio 2019.

3) L’aumento di capitale di 300 milioni di € è volto proprio a riequilibrare in ogni caso mezzi propri e mezzi di terzi, investire per la competitività sportiva e lo sviluppo del brand; non certo per estinguere i debiti – per i motivi di cui sopra -come qualcuno ha scritto. Le azioni saranno ancora una volta emesse senza valore nominale, una prassi sulla quale i tecnici e i giuristi dibattono da tempo. Non vogliamo tediarvi su questo argomento: per estrema sintesi potremo dire che è una scelta utile dal punto di vista organizzativo specie negli aumenti di capitale. Ricordiamo che il consorzio di garanzia guidato da BNP, Goldman Sachs, Mediobanca e Unicredit sottoscriverà le azioni eventualmente inoptate per rinuncia degli azionisti minori.

4) Ad agosto è stato inaugurato il JHotel, ennesimo tassello della diversificazione dei ricavi bianconeri. Giova ricordare che la gestione è in capo ad una società partecipata al 40% da Juventus. Ma chi controlla il 60%? Si tratta di Lindbergh Hotels, società che fa capo a Nardo Filippetti, storico patron di Eden Viaggi, uno dei maggiori tour operator italiani, fondata nel 1983 che ha rilanciato anche i marchi Turisanda e Alpitour World.

5) Infine due parole sul tema plusvalenze. È evidente che allo stato attuale i ricavi caratteristici sono ancora ad un livello insufficiente per sostenere gli investimenti fatti nell’era CR7, e che alcune cessioni tattiche o strategiche di giocatori vanno ancora fatte. Restano alcuni interrogativi. Il player trading è davvero fuori dalla gestione caratteristica delle società di calcio? Io credo di no, visto che i contratti pluriennali dei calciatori sono una voce consistente dell’attivo degli stati patrimoniali dei bilanci e vi sono squadre che ne fanno la loro mission quasi unica. Certamente la Juve quest’anno presenta un peso delle plusvalenze sui ricavi pari al 25%, percentuale importante e ritengo non ripetibile ogni anno, anche se dopo il primo luglio sono state già perfezionate operazioni per oltre 60 milioni di utile per il prossimo bilancio. Da questo punto di vista sarà necessario mantenere un alto livello nello scouting, proprio per generare utili da giocatori di livello medio/alto senza dover sacrificare qualche big.


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