5 prove della prossima esplosione di Pjaca

di Stefano Francesco Utzeri |

233 giorni dopo tocca di nuovo a Marko Pjaca. Poco meno di 8 mesi dopo il terribile infortunio occorsogli a Tallinn in una fredda sera di inizio primavera (28 marzo), torna a calpestare un terreno da gioco in veste ufficiale, nella partita tra le formazioni primavera di Juventus e Milan. Dal Milan al Milan, insomma, il cerchio si chiude. L’ultima apparizione con la maglia della Juventus infatti risale proprio alla sfida coi rossoneri (17 marzo 2017, quella del rigore di Dybala al 97’ per intenderci), forse la miglior prestazione complessiva, proprio a seguito dell’evento che avrebbe potuto significare lo spartiacque per la stagione e la carriera juventina di Marko, il gol a Oporto, che ci aveva illuso, fatto impazzire di gioia e fatto sorridere per quell’esultanza simpatica, ma che in fondo nascondeva una voglia di rivalsa personale, dopo mesi difficili.

Andiamo allora ad analizzare i 5 motivi che ci fanno pensare che Marko Pjaca esploderà presto, e cosa potrà dare a questa Juve.

 

LA VOGLIA DI RIVALSA


La prima stagione bianconera non poteva essere più sfortunata. A 22 arrivi alla Juventus, pronti via, dopo appena otto settimane arriva il primo subdolo infortunio: infrazione alla testa del perone. Fuori due mesi. Poi il ritorno ed i primi segnali di svolta, ma si mette in mezzo il crociato, vero grande spauracchio del calcio moderno. Un campo in condizioni disastrose, troppa voglia, un movimento innaturale e il dramma sportivo. Ora è il momento di riprendere il filo. La Juventus 17/18 punta tanto sul potenziale offensivo e sugli esterni. Marko può trovare spazio mettendo quella cattiveria che pian piano aveva dimostrato già mesi fa.

Rincorse all’avversario, la ricerca della giocata e i miglioramenti nelle scelte di gioco, un lavoro interrotto solo dalla lontananza fisica dal campo, ma che nella testa di Marko può sbocciare anche ora. La voglia di dimostrare che c’è un Pjaca ancora più forte, ma soprattutto consapevole dei propri mezzi.

 

 

Forza Marko, dimostra che la garra e i recuperi non sono incompatibili con la tecnica e la rapidità!

 

 

DUTTILITA’


Ala sinistra? Ala destra? Seconda punta? Centravanti! Il laboratorio a Vinovo è aperto. Mister Allegri ci pensa da mesi, e l’ha anticipato in conferenza a chi lo ha stuzzicato sulla questione, “le qualità le ha”. Nonostante la sfortuna e la poca lucidità in diverse occasioni vicino all’area di rigore, le qualità per interpretare la posizione di centravanti in maniera moderna, Pjaca le ha tutte. Fisicità, rapidità nel breve ma soprattutto un gran tiro, messo in mostra troppo poco per ora, e l’attacco alla profondità con e senza palla che può ricordarci il miglior Alvarito Morata. Sarà ovviamente necessario lavorare sulle scelte di gioco in posizione centrale, ma i margini di miglioramento sono potenzialmente ampi. Insomma una soluzione tattica in più in un reparto che ha tante possibilità ma anche tanto affollamento. Marko dovrà mostrarsi umile e sacrificarsi tentando di esplodere e farsi notare in qualsiasi posizione offensiva.

 

 

Vi ricorda qualcuno?

IMPREVEDIBILITA’


Il rientro di Pjaca aggiunge una grande dose di imprevedibilità alla manovra offensiva della Juventus. Il destro educatissimo, la rapidità dei movimenti in un fisico davvero notevole e una visionaria capacità di pescare i compagni in area, creano un mix di difficile lettura per gli avversari. Insomma il destro estroso Pjaca che va a completare un reparto che trabocca di talento mancino.
L’imprevedibilità propria di chi ha nel gioco palla al piede un’arma letale, grazie ad una elevata rapidità degli arti inferiori ed all’abilità di inventare giocate di fino anche in situazioni in cui sembra non potersi districare con semplicità.

 

 

Che rifinitore!

UNO CONTRO UNO


il dribbling letale, il doppio passo, l’alta frequenza di tocchi del pallone.
Caratteristiche che la Juventus ha già aggiunto, ma che adesso potranno risaltare sempre di più. Con Douglas Costa, Pjaca compone una coppia di esterni in grado di superare l’avversario con facilità irrisoria, di creare la superiorità in qualsiasi momento e di andare al cross o al tiro con risultati letali per le retroguardie avversarie. Nelle poche apparizioni della scorsa stagione Marko ha messo in mostra una capacità di dribblare ogni tipo di avversario si trovasse davanti senza che questi potessero fare nulla che non fosse un fallo per arrestarne l’incedere ubriacante.

 

Eleganza al servizio dell’essenzialità.

FISICITA’


Una muscolatura notevolmente sviluppata, tanto da renderlo un insospettabile velocista.
Velocità, tecnica e fisicità mixate nello stesso contenitore possono dar vita ad un cocktail di inarrestabilità, a patto che Pjaca impari a usare quest’ultima arma a sua disposizione in maniera efficace. Spesso infatti nonostante la statura imponente, ha blandamente resistito a contrasti e duelli fisici da cui sarebbe potuto uscire vincitore, magari a completamento di un dribbling sullo spazio breve in cui l’avversario è comunque riuscito a rimanere a contatto. Insomma, servirà un po’ di malizia.

Travolgere senza essere travolto. Work in progress.