5 nuove regole di un anno formidabile

di Sandro Scarpa |

 

E’ un anno pazzesco, una stagione rivoluzionaria!

E’ il campionato più bello di sempre, MA ANCHE un campionato falsato, già tre volte. E’ la rimonta Juve più straordinaria di sempre, MA ANCHE inutile. E’ il torneo più combattuto degli ultimi 20 anni, MA ANCHE già assegnato alla Juve.

C’è il Napoli di un Sarri non adatto (Diego dixit), ma anche il più forte di sempre, l’Inter cinica di un geniale Mancini, ma anche un’Inter bagnarola di un Mancini inetto. C’è Dzeko forte come Batistuta, Pruzzo e Van Basten insieme, ma anche una pippa. C’è una Roma compatta intorno a Garcia, ma anche mai allenata così, con Spalletti. Poi ci sono le italiane, mai così forti in Europa, con Napoli e Fiorentina dal calcio totale, ma anche eliminate ai sedicesimi. C’è Rizzoli il migliore al mondo, l’unico che vogliamo per Juve-Napoli (!), ma anche un gobbo che rovina il torneo. C’è una Juve da Serie B, e poi da triplete. Allegri capra e macellaio, poi geniale ma sempre macellaio. Mandzukic bidone, poi fortissimo, poi ancora mezzo bidone. C’è Morata flop, poi sublime, c’è un Dybala come Iturbe e il giorno dopo come Messi, un Alex Sandro più scarso di Siqueira, poi più forte di Roberto Carlos, poi falloso come Policano.

Insomma, un bel guazzabuglio in cui tutti dicono tutto e il suo contrario in una stagione mai così fortemente italiano, nel senso più genuino, verace, ridicolo e ferale del termine.

E’ ora di fare chiarezza e spiegare: le 5 nuove regole del Calcio Italiano:

1. FROSINONE IN CHAMPIONS!

La Roma è defraudata di un paio (3? 4?) rigori contro il Real, ed il CorSport scrive “l’arbitro Karlovec, ceco di nazionalità e cieco d’origine” solo 15 giorni prima che Marchisio, lui sì, offenda gravemente i non vedenti. Poi Fiorentina e Napoli, le più europee, sbattute fuori ai 16° di Europa League (!), tra errori e sviste soprattutto a danno della squadra di De Laurentiis che, per il 2° anno di fila, martella il Palazzo Uefa, già parecchio sgretolato di suo. Tocca poi alla Juve, che affronta un Bayern col record di gol segnati in Champions, 9 vittorie nelle precedenti casalinghe in CL e 40 vinte nelle ultime 44. La Juve invece è come il Rosenborg, arringa Sacchi, peggio, come il Frosinone, chiosa l’altro esteta Bergomi. Così questo Frosenborg, senza Marchisio, Chiellini e l’imprescindibile Dybala (da cui la juve dipende, più del Napoli da Higuain..) si appresa a prenderne 7 da Guardiola, Maestro del Bel Calcio, stile Roma Europea. E invece il Frosinone in bianconero se la gioca quasi fino alla fine, peccato, e il mister del Frosenborg sottomette per 70’ il Bayern segnando 3 gol (già, 3!) all’Allianz in 45’, cosa riuscita solo ad un Messi alieno, ma al Camp Nou. Eppure niente, è deciso: l’anno prossimo a salvare la baracca italiana in Champions, a sfidare alla pari Barcellona, Bayern, Real e City, toccherà di diritto al Frosinone. Del resto Blanchard ci ha castigati allo Stadium e si sa: Frosinone Culone! E quello conta, eccome se conta!

2. SI PARLA DI ARBITRI, TRANNE LA JUVE

So che il tema non è condiviso dai #DaJuventino e da alcuni autori #Jvtb, ma lo dico senza remore né sciocchi sensi di colpa: in un confronto così spettacolare, equilibrato e umorale col Bayern, ognuno dei 4-5 episodi discussi -e tutti interpretati a sfavore- ha inciso eccome! Vero altresì che la Juve non dovrebbe mai parlare di arbitri, tanto meno a caldo e dopo. In effetti Marotta non aveva parlato dell’arbitro dopo il campo ghiacciato di Istanbul, le mille barelle del Benfica, il rigore non visto su Pogba a Berlino. Marotta aveva glissato sugli arbitri dopo il gol irregolare del City , il mancato rosso al Borussia MG e ancora, non aveva pianto sui due rigori non concessi a Siviglia (e per l’irruenza di Llorente sul gol). Marotta aveva anche taciuto all’andata, in silenzio dopo il mani di Vidal, la sospetta posizione di Lewandovski, il contatto con Bonucci sullo 0-2.

Insomma, Marotta si era tappato la bocca dove altri avrebbero urlato, pianto, ironizzato, twittato “Vergogna!” o detto “à la Mazzarri”: non parlo di arbitri, ma avete visto tutti!. Anzi, la Juve si era beccata i soliti insulti dopo la gara col Monaco (per il sorteggio pilotato, per un rigore inesistente). Mercoledì sera invece, Marotta ha commesso il gravissimo e clamoroso torto di rispondere alle prime domande TV del calibro “ve l’hanno rubata?”, concedendosi il lusso di una pacata lamentela e di un richiamo alla “tutela”, per di più per tutte le italiane. Non l’avesse mai fatto!!! ERESIA!! Mai più! In tempo reale Guardiola l’ha “bacchettato”, dall’alto della sua carriera immacolata e priva di proteste, pur in piccoli club poco influenti come Barca e Bayern. A seguire i tifosi di altre squadre italiane, che si sarebbe incatenati all’Allianz, hanno sentenziato: “Ma come? La Juve NON può parlare di arbitri! E’ l’alibi dei perdenti!!”, e su questo in effetti hanno massima competenza. Quindi niente, è deciso: dal prossimo anno la Juve NON potrà parlare di arbitri, né di assistenti, quarti uomini, moviole, episodi. Non che ne parlasse chissà quanto, ma da oggi è proibito, da regolamento, anche solo dire la parola, usare un fischietto o una bandierina, perfino le parole rigore o fuorigioco, dubbio, tutela non possono comparire nei comunicati della Juventus SpA.

3. ALLENATORI ZITTI, TRANNE CHE PER LA JUVE

Ulivieri, presidente AssoAllenatori l’aveva annunciato: gli allenatori italiani NON parleranno più dell’operato degli arbitri. In realtà i nostri stimati tecnici avevano già messo in pratica il diktat per tutta la stagione. Si era parlato di tutto, fuorché di arbitri: calendario, posticipi, giorni di recupero, pallone invernale, campi di patate, penombra, fatturato, omofobia, sciarpe, dito medio…Mancavano ormai solo pioggia, diarrea e bottigliette di Mazzarri (quanto ci manca!). Tutto perfetto, massimo rispetto tra i mister che non tiravano fuori veleni e sospetti, ma facevano a gara ad esaltare l’avversario: è favorito lui, no è favorito quell’altro! no, no, il favorito resti tu! no, scherziamo? Noi siamo una 500, voi siete la Ferrari.

Insomma, i mister se la prendevano solo con i loro giocatori: questo lo segnavo anch’io, la colpa è dei difensori, lui è bravo ma ogni tanto ci vorrebbe un pugno, etc.. Poi finalmente Ventura ha rotto gli argini. Prima ha ricordato un paio di dozzine di episodi arbitrali degli ultimi 5-6 derby, incluso un rigore su Jonathas che manco wikipedia ricorda più chi fosse. Poi, dopo il derby, addio Ulivieri: 10 ore filate a Sky, Premium, Rai, TeleLombardia, TV Piemonte, Granata Channel e tutte le radio di Napoli e provincia, a ribadire che Alex Sandro andava cacciato, Bonucci andava radiato e Rizzoli, ex-miglior arbitro al mondo è solo un Paparesta qualunque, da chiudere nello sgabuzzino. Dal giorno dopo Ventura è diventato idolo e martire, maestro di correttezza e paladino del calcio pulito, papabile nuovo Conte e soprattutto sicuro nuovo Gigi Simoni. Da qui in avanti quindi vige lanuova regola: gli allenatori NON possono parlare di arbitri, tranne che contro la Juve.

4. MOVIOLA SOLO IN CASO DI JUVE

Caressa su Sky: Non ci piace la moviola, quest’anno non l’abbiamo quasi mai fatta, ma stasera ne parliamo per i fatti del derby di Torino (…). Ecco, dopo questa lunga pagina sugli episodi del derby, ci sarebbero anche due episodi per cui la Juve ha chiesto un rosso a giocatori del Torino, ma non abbiamo più tempo.

Antinelli alla Domenica Sportiva: Non amiamo la moviola (…) apriamo la lunga pagina (almeno cambiare termine?) degli errori arbitrali nel derby di Torino.

Che poi quali sono questi errori? Alex Sandro non ammonito per fallo da rigore, cosi come 35 (TRENTACINQUE) altre volte solo in questa stagione, o come il napoletano Ghoulam, per fallo identico sempre su Peres. (il famoso Peres a targhe alterne). Peraltro il granata solo nella gara precedente andava espulso per netto fallo da dietro in area in chiara occasione da rete. Un offside millimetrico di Maxi Lopez dopo rimpallo e la TESTATA di Bonucci a Rizzoli, che in realtà accetta per primo il contatto testa a testa. Ma poi il dubbio sorge: ma se Rizzoli è un gobbo rubentino, che bisogno c’era di dargli una testata?

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5. GIORNALISTI NEUTRALI, JUVE A PARTE

L’ultima grande regola rivoluzionata è quella che più ci piace. Da quest’anno via le maschere fasulle, basta arcaiche posizioni neutrali, al bando la deontologia professionale: VIA AL COMING OUT dei “giornalisti”. Il capopopolo della rivoluzione è stato l’ottimo Liguori che ha sdoganato l’attacco diretto alla Juve “dico quello che mi pare, attacco la Juve senza problemi, qui sembra che parlare di Juve non sia possibile, sia peggio che attaccare l’ISIS”. A ruota, oltre ai già schierati giornalisti ultrà di Roma, Napoli, Inter, Milan, Fiorentina, Toro etc., si sono accodati tutti. Zazzaroni (Rai) bolla come contronatura i napoletani che tifano Juve, Pistocchi (Premium) allude al calcio asfittico di Allegri contro lo spettacolo di Sarri e poi addita la vergogna di chi è disonesto un minuto dopo Juve-Toro. Varriale, novello Biscardi napolista invoca la “Moviola in Campo” e il sindacato Rai esige la squalifica dell’offensivo Marchisio.

Ma non basta, bisogna andare oltre, scoperchiare la pentola, spalancare il sipario, urlare a squarciagola e con orgoglio un sentimento antiJuve profondamente radicato e malcelato in tutti questi lunghi anni di dominio: Caressa si erge a premier: La sconfitta della Juve risolleverebbe il Paese! Paola Ferrari svela la vera natura ultrà ed  esplode di gioia braccia alzate in area in diretta al gol (quasi) di Higuain!!! Ma il Maestro e Lider Maximo rimane Liguori, che col granata Mario Giordano (due direttori Mediaset abituati quindi alla libertà e al rifiuto del servilismo..) mette in piedi una scenetta da deportati e imbavagliati contro il Demone Assoluto Juventino. E’ il tripudio: non siamo giornalisti, non ce ne frega una mazza del calcio, di raccontarlo, siamo tifosi ma anzi, non ce ne frega una mazza delle nostre squadre: siamo sempre e profondamente ANTI-JUVE, e lo rivendichiamo con orgoglio!

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