5 motivi per pensare al Frosinone e non all’Atletico Madrid

di Willy Signori |

Il calcio è grande metafora dell’amplesso amoroso e diciamo la verità, stiamo tutti aspettando la partita col Frosinone come si aspettano i preliminari: un noioso antipasto in attesa del piatto forte della serata.
Però, come insegnano gli inguaribili romantici, si fa presto a rovinare tutto con premesse frettolose e al risparmio, così se decidessimo di uscire a cena con una ragazza portandola da McDonald (tanto quello che conta deve arrivare dopo) o ad un dozzinale giapponese all you can eat a farsi selfie da caricare su Instagram e strafogarsi di sushi, difficilmente finirebbe in gloria (il riso potrebbe non essere l’unica cosa “in bianco” della serata).

Analogamente la partita coi laziali rischia di diventare un indigesto e frettoloso pasto al fast food col serio pericolo di rovinare il climax tanto atteso nell’alcova del Wanda Metropolitano; il 20 non si potrà fare cilecca e allora bisogna tenere alta la guardia.
Ecco quindi 5 motivi per pensare al Frosinone e non all’Atletico Madrid.

1. Non esistono atei in trincea.
Nemmeno tifosi amici tra gli avversari, (ricordate Blanchard? Grande tifoso juventino e grande eroe del primo punto in serie A dei frusinati conquistato il 23 settembre 2015, manco a dirlo allo Stadium). Vietato sottovalutare nessuno quindi, e possibilmente chiudere la partita subito.

2. Ronaldo non c’è.
Dopo 23 giornate sarà la prima partita senza CR7. Era già successo a Bergamo di iniziare con Cristiano seduto in panchina ma poi c’era stato bisogno di lui negli ultimi 25 minuti per pareggiare quella partita ma domani sarà la prima Juve orfana del portoghese (se si esclude l’assenza per squalifica contro lo young boss in CL). Sarà interessante vedere come reagiranno i compagni senza il leader tecnico in campo.

3. Fattore mentale.
La Juve allegriana ha dimostrato negli anni di non perdere totalmente la testa anche nei periodi di blackout. Step successivo quindi stare sul pezzo contro la penultima in classifica, a Torino, con la possibilità di andare temporaneamente a +14 sulla seconda. Controllare i 90 minuti, anche nei momenti di down. Pensare all’atletico senza dimenticare il Frosinone, fare una gran cena di classe per garantirsi il migliore dei dopo cena.

4. Il campionato non è ancora vinto.
Non complicarsi la corsa scudetto ora, che significa contemporaneamente potersi concentrare maggiormente sulla campagna europea domani, quando arriveranno sfide più complicate.

5. Il circo è morto, lunga vita al circo!
Lo stadio non è il teatro, non è l’opera non è il cinema né il teatro ma ci sono lo stesso gli spettatori che hanno pagato e meritano di vedere la propria squadra correre, impegnarsi, giocare dignitosamente anche se tutti sanno che sarà un preliminare, un lungo tête a tête in cui guardarsi negli occhi e parlare del più e del meno facendo finta di divertirsi ma sapendo che il bello è di là da venire. Inoltre Torino è città meravigliosa ma alquanto fredda climaticamente parlando: chi tornerà a casa con le estremità congelate e il portafoglio alleggerito avrà gradito di più l’evento se il gusto avrà avuto la meglio sulla fatica.