5 Motivi per cui Montero deve tornare alla Juve

di Andrea Mangia |

Ve lo premetto: per me sarebbero molti di più di 5. Ma non voglio tediarvi oltremodo.
Agli amici con cui condivido la passione per il calcio sono solito dire questa frase “Ho amato di più Montero e Davids di quanto io abbia amato Zidane”. Esagero, lo so. Zizou è stato poesia pura che ha accompagnato la mia adolescenza. Solo che per me, Paolo Montero è l’incarnazione di quel quid pluris che i giocatori della Juventus hanno sempre avuto rispetto a tutti gli altri, quel quid che ti faceva spesso cominciare le partite già in vantaggio 1-0. Forza e classe, sul campo, come prerogativa ineliminabile, unite ad una personalità ed un temperamento enormi, e ad uno smisurato orgoglio di indossare la nostra maglia.

Ho sperato per tutta estate che potesse essere inserito nello staff di Pirlo fin dall’ inizio, ma ovviamente, da uomo coerente e tutto d’un pezzo qual è, ha preferito mantenere la parola data alla Sambenedettese. Ora però che Paolo è tornato “libero”, ecco i miei 5 motivi per cui in questa Juve definita da tutti un cantiere aperto, Montero sarebbe un innesto di valore inestimabile.

1) La juventinità: è vero, di esempi se ne potrebbero fare diversi. Lasciatemi dire però che l’orgoglio e l’amore che trasudano dalle parole di Montero, ogni volta che parla della Juventus, sono difficilmente eguagliabili. E, tra l’altro, stiamo parlando del direttore d’orchestra della difesa della Juventus più forte probabilmente della storia. Quando parlo di juventinità, parlo di “quella roba là”, come direbbe Francesco Repice ospite di Casa Juventibus. Una pura iniezione di forza e consapevolezza di cos’è la Juve e di cosa significhi indossare quella maglia.

2) La personalità ed i valori: la juventinità di Montero non si limita certo alla sua sfera interiore, perché un uomo del suo spessore e del suo carisma, rappresenterebbe un enorme esempio per i giovani e per tutti i nuovi arrivati. Un uomo dedito al sacrificio, alla lotta, all’onore, al combattere per la maglia. Uno che “si sarebbe mangiato il campo” oltre che l’avversario. Questa prerogativa, in un giocatore della Juventus, non può mai mancare.

3) La fase difensiva: Montero, ministro della difesa. A 3, a 4. Lippi, Ancelotti e Capello, probabilmente il meglio che ha sfornato il calcio italiano a livello di allenatori, nel suo periodo di massimo splendore (1990/2006). Paolo, tranne forse nell’ultimo periodo di Capello, in quegli anni ha meglio di ogni altro diretto la fase difensiva di squadre con idee di calcio per certi versi differenti. Oscillando tra l’altro spesso, specialmente con Lippi, tra difese a 3 mascherate e difese a 4 (Iuliano, Montero, Ferrara, con Pessotto largo a sinistra, per dirne una). Incredibile, ripensandoci, la modernità di quella idea di calcio. Nel ruolo lasciato vacante da Barzagli, Paolo rappresenterebbe la più classica ciliegina sulla torta, in un processo di creazione di uno staff attorno a Pirlo capace di supportarlo a 360 gradi.

4) Lo staff di Pirlo: un altro elemento da tenere in considerazione. L’impressione è che gli elementi scelti per affiancare il mister in questa sorta di “anno zero”, siano scrupolosamente selezionati secondo determinate caratteristiche, alcune delle quali già ricomprese nei punti sopracitati. Non basta la competenza, serve qualcosa di più. Serve alchimia, serve consapevolezza di dove ci si trovi, serve unità di intenti, visione e prospettiva. Serve costruire una struttura che possa rimanere unita e coesa per anni, e non solo fino al prossimo cambio di guida tecnica. L’impressione è che si sia creato un vero e proprio solco. La scelta di Pirlo non è stata frutto dell’improvvisazione, come dicono alcuni, o del bilancio, come dicono altri. È stata una visione, una volontà di pensare oltre, di “vivere in avanti” (#liveahead), di costruire qualcosa di nuovo, solido e duraturo.

5) L’ambiente: Montero metterebbe d’accordo tutti. Gode della stima di chiunque, nel mondo Juve. Dal presidente al quadro dirigenziale, passando per lo staff, i giocatori e, dulcis in fundo il popolo bianconero. Un uomo vero, un uomo integro ed uno juventino autentico. Date la Juve a Montero, e date Montero alla Juve. Un connubio indissolubile, un’unione voluta praticamente dalle stelle.

Presidente, direttore: questo matrimonio s’ha da fare, per 5 (mille) e più motivi. Comunque vada, io te lo voglio dire: “Ti voglio bene, Paolo. Io ti aspetto”.


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