Sognando il proprio 5 maggio

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Linda Boccuzzi

Com’è che si dice? Corsi e ricorsi storici.

Sono juventina da dieci anni e nei nove trascorsi ho visto la Juventus vincere e stravincere. Sono nata, calcisticamente parlando, con uno scudetto e non ho idea di cosa voglia dire non arrivare sul gradino più alto del podio. Non so neanche come ci si senta a sudare un campionato, sudarlo davvero, fino all’ultima giornata, smettere di crederci e ritrovarsi a guardare i risultati delle altre, letteralmente insperati. Ma so che c’è stato un tempo, un anno in particolare, in cui le cose si sono risolte in un unico pomeriggio. Non c’ero, calcisticamente parlando, quel 5 maggio 2002, non l’ho vissuto, ma di quel 5 maggio 2002 so tutto. O quasi.

Ciò che non so, o meglio, ciò che non sapevo, è che alla 34esima giornata del girone d’andata la Juventus si trovava al quarto posto, a 5 punti dalla vetta. E sappiamo tutti come è andata a finire. Erano altri tempi, direte voi, un altro calcio, altre situazioni, erano altre le squadre davanti. Eppure io credo che il calcio sia una cosa semplice, che finché la matematica non ti condanna, tutto ciò che puoi fare è correre e lottare e sudare la maglia fino alla fine. E allora, alla vigilia di questo girone d’andata, che si corra e che si lotti, che si sudi la maglia fino all’ultima giornata, letteralmente fino alla fine. E che il fato, il destino o magari il Karma, ci assistano quel tanto che basta. Che da giovane juventina, che del 5 maggio ha soltanto sentito parlare, non riesco ad immaginare niente di più esaltate di viverne un altro nell’anno del Coni, degli arbitri…fate un po’ voi, di Juve-Fiorentina, del derby d’Italia dominato dall’Inter di Conte e Vidal, nell’anno in cui il campionato sembrava farsi finalmente emozionante, avvincente, limpido ed onesto.

A 7000 giorni da quel giorno (dicono vada di moda contare così, ora) vivere un nuovo 5 maggio, per alzare al cielo il decimo scudetto consecutivo, non credo avrebbe paragoni. Non so voi, ma il decimo scudetto di fila alzato al cielo in un pomeriggio al sapore di 5 maggio, non lo baratterei per nulla, e dico nulla, al mondo. Cinque mesi per fare la storia, cinque mesi per poter dire, ancora, “stiamo godendo”. Eccome se stiamo godendo.

Com’è che si dice? Corsi e ricorsi storici.


JUVENTIBUS LIVE