I 5 gol più incredibili in Juventus-Sampdoria

di Massimiliano Cassano |

Dopo la sgambata contro il Novara, utile per far riassaggiare il campo alla squadra e per provare i nuovi acquisti, domenica si torna a fare sul serio. Nel posticipo delle 20.45, all’Allianz Stadium arriva la Sampdoria per la prima giornata della Serie A 2020/21, l’esordio ufficiale sulla panchina della Juventus di Andrea Pirlo. Il match casalingo contro i blucerchiati evoca molti ricordi bianconeri: belli, come quelli legati alla vittoria dello Scudetto negli anni recenti, oppure brutti, come quella volta in cui Icardi, da solo, ribaltò una partita che sembrava vinta ammutolendo tutto lo stadio. E poi momenti di grande intensità, sportività e, soprattutto, gol incredibili e del tutto inattesi. Ne abbiamo selezionati 5 per scaldare i motori in vista della ripartenza. Siete pronti? Azionate il rewind!

Domenica 26 luglio 2020, 36^ giornata, Bernardeschi

Se a metà della scorsa stagione vi avessimo detto che a segnare il gol scudetto sarebbe stato Federico Bernardeschi, nessuno ci avrebbe creduto. Un’annata opaca quella dell’attaccante di Carrara, che in 38 presenze complessive tra Campionato, Coppa Italia e Champions League è riuscito a fornire 3 assist, realizzare un solo gol (quello di cui stiamo parlando) e perdere un quantitativo di palloni in attacco così alto da far perdere la pazienza a qualsiasi tifoso juventino. Quando ha spinto in porta il pallone ribattuto da Audero sulla conclusione dal limite di Ronaldo, perfino Higuain – l’altro uomo bianconero vicino alla porta blucerchiata – non riusciva a crederci, ed è rimasto impietrito. Esultanza rabbiosa invece per Federico, tipica di chi ha consapevolezza di doversi scrollare di dosso un momento difficile.

(Minuto 02’03”)

Domenica 15 aprile 2018, 32^ giornata, Höwedes

Lo ricorderanno bene in molti: nel 2017/18 uno spettro ha aleggiato sulla stagione della Juventus. Si trattava di Benedikt Höwedes, veterano della difesa dello Schalke04, preso in prestito dai tedeschi per un anno. L’obiettivo era riempire il reparto arretrato bianconero, ma ciò che Höwedes ha finito col riempire in realtà sono state le sale d’attesa del JMedical. Un lungo infortunio gli ha impedto di effettuare la preparazione con i compagni, mentre una serie di ricadute lo hanno reso sostanzialmente un fantasma della rosa bianconera. Per lui soltanto 3 presenze, con un gol segnato, proprio contro la Samp. Assist al bacio di Douglas Costa, che Benedikt ha dovuto soltanto spingere in rete di testa. Festeggiato calorosamente dai compagni, a fine stagione non verrà riscattato, andando via però con due titoli e la soddisfazione di essere diventato una meteora della Juventus.

Sabato 14 maggio 2016, 38^ giornata, Chiellini

Fin’ora abbiamo visto gol “incredibili” per la loro rarità, più che per la bellezza. Ecco, il gol segnato da Chiellini nell’ultima giornata della stagione 2015/16, match dopo il quale si tenne la festa Scudetto, contiene entrambi i fattori. Non perché Giorgio segni poco in generale, ma perché raramente gli capita di farlo con un siluro al volo dal limite dell’area che spacca la porta e si infila all’incrocio dei pali. Calcio d’angolo battuto da Hernanes, Brignoli esce e smanaccia, il pallone arriva ai 16 metri. Chiellini non ci pensa due volte e fa partire un tiro violentissimo. Diakité pensa di opporvisi con la testa, ma ci ripensa in tempo e fa bene: sventare il gol del 4-0 a pochi minuti dalla fine non sarebbe valso un trauma cranico.

Domenica 9 maggio 2004, 35^ giornata, Appiah

Una partita che ai più potrebbe non ricordare nulla, ma che in realtà nasconde un significato molto importante per la storia della Juventus. Quella contro la Sampdoria nella penultima giornata della stagione 2003/04 fu infatti l’ultima partita in campionato al Delle Alpi di Marcello Lippi. L’anno successivo con lui sarebbero andati via anche Conte, Tacchinardi, Montero e… il vecchio logo. La prima rivoluzione grafica dell’era moderna della Juve si ebbe infatti nel luglio 2004. Un match dall’enorme carica simbolica, quindi, condito da un gol bello quanto insolito, quello del 2-0 di Stephen Appiah, centrocampista molto dotato tecnicamente, ma con la scarsa propensione al gol (3 in due stagioni bianconere). Un destro al volo da 25 metri, che sancisce il terzo posto matematico per quella Juventus, che dovette arrendersi due giornate prima al Milan, già virtualmente campione d’Italia.

Domenica 29 ottobre 1989, 10^ giornata, Alejnikov

Concludiamo la carrellata con un gol davvero amarcord. Allo stadio Comunale di Torino, Sergej Alejnikov – uno dei primi calciatori sovietici a lasciare l’Urss per giocare all’estero – sorprende tutti (e forse anche se stesso) con un tiro al volo dal limite che infila Pagliuca e vale l’1-0 e i tre punti per la Juventus. Alejnikov, arrivato dalla Dinamo Minsk con l’aspettativa da “grande campione”, in breve tempo riesce a mettere in mostra tutta la sua “legnosità” (parole di Gianni Brera su Repubblica) e a farsi fischiare dai tifosi bianconeri, che intanto iniziano a soprannominarlo “Alentikov”. Dopo due mesi dal suo arrivo appare ancora in ritardo di condizione, così Zoff decide di arretrarlo e schierarlo libero. Lì ritrova una nuova vita, che però non gli vale la conferma: conclude la sua esperienza italiana con due stagioni anonime al Lecce, per poi andare a giocare in Giappone con il Gamba Osaka.


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