Dal tifoso contrariato all'emblematico caso Sassuolo: le 5 cose da ricordare del weekend‏

di Massimo Zampini |

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″] 1) Il tifoso contrariato [/divider]

CYT7KyKWEAIYbYH

Lo so che lo hanno già commentato in tanti, ma io ci torno volentieri. Perché, pur se in tanti pensano che abbia un preconcetto nei confronti dei tifosi romanisti, a volte li trovo davvero geniali. Lo striscione più divertente che ricordi, ad esempio, non è certamente il tanto osannato “Giulietta è ‘na zoccola” – che detto per inciso non mi fa particolarmente ridere – bensì un memorabile “semo tutti parrucchieri, quando la Roma giocò a Firenze di lunedì e il settore ospiti era comunque strapieno.

Questa volta, il tifoso che ha preparato quel piccolo cartello per contestare in modo paradossalmente moderato Sabatini e compagni, ha attirato l’attenzione e fatto passare il messaggio mille volte più rispetto a cori, striscioni e perfino tweet offensivi, che fanno passare il tifoso dalla parte del torto e ottengono ben meno ascolto.

Lunga vita al tifoso contrariato.

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″] 2) Il ritorno delle moviole[/divider]

CYXUHHbWkAAv8iE

L’insopportabile regola delle moviole post partita la conosciamo, e non ci resta che segnalarla settimanalmente: stavolta non facciamo torti, con una segnalazione per parte per le due pay tv.

In una, al fischio finale di un Inter-Sassuolo vivace, emozionante, con finale thrilling e sorprendente, l’analisi della partita parte con commento accurato su una manata di Berardi nel primo tempo: era da rosso? Sì? No? Volontario?

Nell’altra, appena arriva Montella ai microfoni, eccoci con la moviola: gli si mostra un presunto fallo da rigore, se ne parla due minuti in studio, poi tocca a lui, e smonta tutti sorridendo e affermando che Ivan è troppo fragile e quindi non è detto che ci fosse fallo su di lui.

A quel punto, colpo di scena: tocca parlare di calcio.

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″] 3) Differenze/1: il guaritore di Shaqiri[/divider]

REGGIO NELL'EMILIA, ITALY - FEBRUARY 01: Roberto Mancini head coach of FC Internazionale speack with Xherdan Shaqiri during the Serie A match between US Sassuolo Calcio and FC Internazionale Milano at Mapei Stadium - Città del Tricolore on February 1, 2015 in Reggio nell'Emilia, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Il weekend prende quota con la fenomenale intervista a Shaqiri (acclamatissimo acquisto dell’Inter del gennaio scorso) , che rivela alcuni dei segreti di casa Inter: cosa c’è, dietro quel gioco travolgente? E dietro le tante vittorie di questi anni? Finalmente svelata una delle avanguardie nerazzurre: i consigli medici di Mancini. Shaqiri sta male e il mister ha la soluzione, che cancella senza esitazioni l’ormai superata medicina tradizionale: ricordo che una volta ero infortunato ma dovevo comunque essere pronto per una partita importante e così mi raccontarono che c’era un guaritore che viveva sulle montagne dal quale dovevamo andare. Dopo mezz’ora di macchina questo anziano signore mi ha manipolato per un bel pezzo ma non è cambiato assolutamente”.

Tutto questo mentre noi, vintage come siamo, paghiamo ancora una tradizionale equipe medica.

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″] 4) Differenze/2: le prescrizioni di Guariniello[/divider]

20160110111151

La Gazzetta intervista Guariniello, che peraltro afferma che lui ha potuto giudicare solo la Juve ma tutto il mondo del calcio non l’ha mai aiutato (fa i nomi di Ronaldo e Maradona), inevitabilmente si torna sul processo alla Juventus, e riecco la solita battaglia tra prescrizioni tra juventini e interisti. Siccome un vecchio articolo non è più linkabile (stiamo mettendo in ordine l’archivio!), e premesso ancora una volta che la prescrizione non è una condanna, può essere utile riepilogare in breve la differenza fondamentale: la Juventus e i suoi medici, nel processo cui fa riferimento Guariniello, sono stati giudicati con 3 gradi di giudizio sia in sede penale (assolti per Epo, prescritti per abuso farmaci) che in sede sportiva: lì si è addirittura arrivati al Tas di Losanna, che ha assolto la società bianconera, senza alcuna prescrizione.

Stesso discorso vale per Calciopoli: Moggi è prescritto in sede penale ma è stato giudicato (così come la Juve) fino in fondo nella giustizia sportiva.

L’Inter, per chi facesse finta di non capire, non è mai stata giudicata in sede sportiva. Non sapremo mai come l’avrebbe giudicata l’ordinamento sportivo (abbiamo un sospetto, ecco) mentre sappiamo perfettamente come sia stata giudicata sportivamente la Juventus sia sul doping (assolta) che su Calciopoli (condannata).

Ora, se vi va, tornate pure a tifare Guariniello.

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″] 5) Differenze/3: il Sassuolo spiega tutto[/divider]

28 ottobre 2015: la Juventus, in piena crisi di gioco e risultati, va a Sassuolo. Va sotto, rimane presto in dieci, tuttavia fa un bel secondo tempo, meritando un pareggio che non arriva. Acerbi dà una gomitata a Dybala, non visto dal direttore di gara.

A fine partita si presenta davanti alle telecamere Buffon, che respinge ogni discorso arbitrale, contesta l’approccio, l’assenza di intensità e di responsabilità dei giocatori: così non si vince, afferma piuttosto incavolato.

9 gennaio 2016: l’Inter, prima in classifica, reduce da una partita con episodi fortunati a Empoli, affronta il Sassuolo in casa, ha tante occasioni ma perde all’ultimo minuto per una disavventura difensiva che causa un rigore. Mancini, alla fine, ironizza sull’arbitro e commenta così.

Inter Sassuolo 0 – 1 Intervista A #Mancini #Bellicapelli #Show.

Posted by Superfly Videomaker on Domenica 10 gennaio 2016

Ancor più che confrontando i rispettivi palmares, Juve e Inter potremmo anche raccontarle così.